Guerra /

Il cacciabombardiere di sesta generazione Tempest, progettato da Regno Unito, Svezia e Italia e che entrerà in servizio dopo il 2030, vedrà l’utilizzo di nuove tecnologie che spaziano dai sistemi d’arma alla propulsione, passando per la cabina di pilotaggio virtuale proiettata all’interno del casco del pilota.

Uno dei sistemi innovativi di cui sarà dotato il velivolo è sicuramente il nuovo modello di radar tipo Aesa (Active Electronically Scanned Array), che nel Tempest è progettato da Leonardo e prende il nome di Multi-Function Radar Frequency System (Mrfs). Sino a poco tempo fa non si sapeva granché sul nuovo radar, se non che fosse in grado di raccogliere ed elaborare 10mila volte più dati rispetto ai sistemi esistenti, o “equivalente al traffico internet di una grande città ogni secondo”, ma oggi, grazie a un’intervista rilasciata a Defense News, abbiamo qualche dettaglio in più che ci fa capire la portata della nuova tecnologia. Il “segreto”, a grandi linee, sta tutto nella miniaturizzazione e nel passaggio al digitale, come ha spiegato Tim Bungey, ingegnere capo del programma aeronautico.

Sono stati forniti ancora pochi dettagli dagli ingegneri della divisione britannica di Leonardo che stanno lavorando sul radar, ma possiamo dire che il lavoro svolto per migliorarne le prestazioni significa ripensare in toto i radar a scansione elettronica di oggi. Questi apparati hanno griglie formate da piccoli moduli di ricezione e trasmissione, o Trm, sull’antenna, ognuno dei quali genera un raggio radar individuale che può seguire obiettivi diversi o combinarsi con altri per creare un raggio più grande.

I Trm nell’array sono riuniti in gruppi e i segnali ricevuti da ciascun gruppo vengono inviati a un ricevitore che digitalizza i dati prima di trasmetterli al processore del radar.

A causa delle loro dimensioni, i ricevitori, sino a oggi, dovevano essere posizionati indietro rispetto al muso del velivolo e ricevere il segnale radar analogico in arrivo lungo cavi coassiali, subendo una perdita di dati prima che il segnale venga digitalizzato.

Per rimediare, Leonardo sta lavorando alla miniaturizzazione dei ricevitori in modo che possano essere spostati nel muso del caccia e venire integrati all’interno dell’antenna, eliminando la necessità di un cavo coassiale. I dati che così fuoriescono dal ricevitore devono ancora viaggiare verso il processore, ma ormai sono digitali e possono fluire lungo cavi in fibra ottica, riducendone la perdita.

“La digitalizzazione dei dati fatta più vicino all’array significa che è possibile ricevere e trasmettere più dati, che possono essere manipolati in modo più flessibile, e c’è più margine per l’utilizzo del radar come sensore multifunzione, come ad esempio per la connessione multipiattaforma e per la guerra elettronica” ha detto Bungey.

La miniaturizzazione della griglia Trm significa anche poterli assegnare a più ricevitori e pertanto migliorare la qualità della risoluzione oltre ad avere così un radar più potente e performante rispetto ai modelli Aesa precedenti.

Come si può leggere anche su The Aviationist, seguendo l’esempio dato dai velivoli di quinta generazione come l’F-22 Raptor e l’F-35 Lightning II, il Tempest spingerà ulteriormente il concetto di ambiente net-centrico, il che significa una maggiore fusione e condivisione dei dati raccolti anche sul campo di battaglia in tempo reale, grazie all’utilizzo di intelligenza artificiale ad apprendimento automatico (definita machine learning). “L’Mrfs sarà integrato all’interno del più ampio Tempest Mission System, che incorpora una suite completa di capacità di guerra elettronica e ausili difensivi, sistemi di targeting EO / IR e di consapevolezza situazionale (situational awareness) oltre a un sistema di comunicazione completo”, ha affermato Duncan McCrory, ingegnere capo di Leonardo.

Proprio l’utilizzo di Ia ad apprendimento automatico sarà, insieme al casco rivoluzionario, la chiave del sistema Tempest, in grado di facilitare notevolmente il lavoro del pilota e così ridurne lo stress in situazioni di combattimento. È ancora McCrory, infatti, a spiegarci che “le informazioni verranno anche fuse con i dati ricevuti da altri velivoli e sistemi senza pilota, con l’Ia ad apprendimento automatico utilizzata per combinare ed elaborare il quadro generale della situazione per l’equipaggio. Ciò evita il sovraccarico di informazioni nella cabina di pilotaggio, consentendo al pilota di assorbire rapidamente i dati e prendere decisioni basate su informazioni opportunamente elaborate e convalidate e rispondere rapidamente alle minacce in ambienti altamente avversi”.

Sempre l’ingegnere di Leonardo ci informa che il design del Tempest sarà sostanzialmente subordinato alla suite avionica del velivolo stesso, e non viceversa, pertanto passibile di future eventuali modificazioni. “Stiamo progettando efficacemente l’aereo dall’interno verso l’esterno; con questo intendo che stiamo lavorando a stretto contatto con il Ministero della Difesa per comprendere i futuri requisiti di capacità di rilevamento, comunicazione e capacità effettive, e quindi lavoriamo con i partner del Team Tempest per garantire che l’aereo possa ospitare e supportare i sistemi avionici richiesti” ha detto McCrory.

Leonardo sta lavorando con Bae Systems per garantire che la cellula possa ospitare la suite di sensori e con Rolls Royce per garantire che ci sia alimentazione e raffreddamento sufficienti per i sistemi, oltre che con Mbda per quanto riguarda la gestione elettronica dei sistemi d’arma.