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La marina reale è pronta a fare sul serio, e schiera sul ponte della portaerei Hms Queen Elizabeth il primo F-35 ‘B’ in modalità “Bestia”: la modalità che prevede la massima capacità operativa d’attacco che questa piattaforma di ultima generazione può raggiungere. Il caccia di quinta generazione F-35 in questione è stato fotografato mentre era sul ponte della nuova super portaerei britannica – prossima a raggiungere la completa operatività – con un carico di 10.000 chilogrammi di munizionamento tra i quali sono contemplate bombe a guida laser Paveway, missili aria-aria Asraam, e ovviamente l’immancabile cannoncino Gau da 25mm con i suoi 220 “confetti”.

Le foto che immortalano l’arma più sofisticata dell’Alleanza Atlantica a bordo della super portaerei britannica sono state divulgate sul profilo Twitter della Royal Navy (ormai i segreti della tecnologia bellica guardano ad altri orizzonti) e mostrano, come ci illustra scrupolosamente il portale specializzato The Avionist, un F-35 ‘B’, ossia la versione a decollo corto e atterraggio verticale imbarcata su “Big Lizzie”, che è stato armato con quattro bombe a guida gps Paveway IV (sotto i piloni sub-alari) , due missili aria-aria a corto raggio Aim-132 (sulle punta delle ali) e due missili aria-aria a medio raggio AIM-120 custoditi negli appositi vani “interni” nel ventre del velivolo. Questa modalità è considerata la più letale che l’F-35 possa vantare in quanto a potenza di fuoco, e si può immaginare cosa potrebbe scatenare contro un teorico avversario, un’intera squadriglia armata nella modalità “bestia”.

Come spiegano gli esperti tuttavia, questa modalità di armamento ovviamente non sarebbe schierata in un “primo” strike, poiché l’F-35 perderebbe così la sua capacità “stealth“, rischiando di lasciare una firma radar troppo evidente per colpa del carico di armamento sui piloti sub-alari. Nel caso che gli F-35 della Royal Navy dovessero entrare in azione, inizialmente trasporterebbero solo l’armamento stipabile nei loro due vani interni per salvaguardare la loro invisibilità; in quello che viene detto il “primo giorno di guerra“. La modalità “bestia”, gergo non ufficiale, potrebbe essere impiegata in quello che gli americani americano hanno rinominato formalmente “terzo giorno di guerra”. Un momento successivo nella battaglia aerea in cui le difese nemiche sono state “eliminate” al punto da rende lo spazio aereo più “permissivo” – spiega David Cenciotti – permettendo all’F-35 di poter rinunciare alla sua bassa osservabilità a vantaggio del trasporto di munizionamento al massimo delle sue possibilità.

In questa ultima fase, la portaerei britannica sta testando le capacità e la cooperazione con quella che sarà la sua flotta imbarcata – che sarà operata dalla Fleet Air Arm – insieme ad alcuni F-35 dell’Evaluation Squadron americano di stanza presso la base aerea Edwards. Una volta completata questa ultima sessione, la Hms Queen Elizabeth potrò essere considerata dalla Difesa britannica “finalmente pronta” per la sua prima missione di pattugliamento, che secondo i piani dovrebbe portare il vettore aeronavale con a bordo gli F-35 inglesi e americani nelle acque del Pacifico.

Gli F-35 della Queen Elizabeth

I Joint Strike Figther  – caccia multiruolo di 5ª generazione ad ala trapezoidale con capacità stealth – attualmente imbarcati dalla Hms Queen Elizabeth sono una formazione “mista” di sei velivoli del 207 Squadron e del 617 Squadron Raf e sono tutti configurati nella variante ‘B’: ossia quella sviluppata per il decollo STOVL – short takeoff/vertical landing. Tale versione dispone di una capacità di carburante leggermente inferiore a quella degli altri F-35, e può essere armata con missili aria-aria da alloggiare interamente e sui 6 piloti sub alari. La flotta imbarcata di 24 cacciabombardieri F-35B (benché la portaerei possa imbarcarne fino a 36) verrà operata dalla Fleet Air Arm, l’aviazione di marina britannica, che è già oggi presente sul vettore con gli elicotteri cacciasommergibili Merlin Mk2 del 820 Naval Air Squadron.

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