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La Turchia sta considerando la possibilità di acquistare dalla Russia i nuovi caccia di quinta generazione Sukhoi Su-57 se gli Stati Uniti bloccheranno la vendita degli F-35 “Lightning II”.

La notizia è stata data dal quotidiano turco Yeni Şafak nella giornata di domenica, rilanciata poi dalla Tass. Secondo quanto si legge Ankara comunque non rinuncerà all’opzione per i 100 velivoli americani – il cui primo esemplare dovrebbe essere consegnato entro fine giugno – ma le recenti rogatorie del Senato americano che chiedono il blocco o comunque la limitazione della vendita degli F-35 ha spinto la Turchia a guardare altrove per sostituire la propria linea di caccia ormai in fase di rapida obsolescenza.

La motivazione ufficiale, come abbiamo già avuto modo di approfondire, sarebbe il timore di alcuni senatori Usa per l’eventuale cessione di tecnologia del caccia di quinta generazione a “paesi terzi”, ma per Ankara si tratterebbe solamente di un pretesto per “punire” la scelta, effettuata qualche mese fa, di acquistare i sistemi di difesa antiaerea S-400

Un problema di software?

Tra le motivazioni che favorirebbero l’acquisto dei Su-57 rispetto agli F-35 c’è il problema del software del nuovo cacciabombardiere americano: come noto i sistemi elettronici di combattimento sono stati pensati per poter essere controllati tramite una sorta di “chiave” – o codice sorgente – che quando attivata rende i velivoli pienamente operativi. Un sistema che, a quanto si legge, resta praticamente in mano americana e che è stato pensato appunto per ovviare a possibili utilizzi “eterodossi” del caccia o appunto per evitare che la tecnologia possa essere ceduta a terze parti. 

La Turchia, a quanto si legge, ha espresso forti perplessità in merito alla possibilità che, in caso di necessità, gli Stati Uniti siano quindi in grado di “spegnere” i caccia come se avessero un telecomando, per questo motivo – e per una questione di mercato interno – già nel recente passato avevano guardato alla Russia per poter ottenere caccia Su-35 “svuotati” del software per sostituire i propri F-4 “Phantom”. Al momento, infatti, Washington non autorizza il montaggio di software autoctono sui propri F-35 – eccezion fatta per Israele – né, ovviamente, la modifica dei sistemi fatta in situ. 

In questo senso i Su-57 avrebbero migliori possibilità di venire incontro alle esigenze turche. A quanto risulta il caccia russo è più “malleabile” rispetto alla sua controparte made in Usa avendo anche un costo unitario pari a circa la metà. Lo stesso presidente Vladimir Putin si è espresso in favore in merito alla questione affermando che la Turchia “ha il diritto di sceglierlo”. Posizione molto diversa rispetto a quanto avvenuto con l’India sulla medesima questione: oltre ai problemi in merito ai ritardi nello sviluppo della macchina, c’è il timore di Mosca per le possibili ingerenze americane collegate alla richiesta indiana di cessione del “codice sorgente” per eventuali sviluppi ulteriori – requisito espressamente richiesto dall’India – dato che ora da quelle parti si guarda agli Stati Uniti come ad un partner strategico in funzione anticinese.

La differenza di posizione di Mosca con Ankara e Nuova Delhi è chiara espressione del cambiamento in atto della politica estera del Cremlino, che intende sfruttare questo momento di crisi dei rapporti tra la Turchia, gli Stati Uniti e la Nato per cercare di indebolire il fronte unito dell’Alleanza Atlantica nel quadro del contenimento della sua espansione verso est. 

Torna in auge il progetto TF-X

Su-57 ed F-35 non sono però i soli progetti sul tavolo. La Turchia, in partnership con il Regno Unito, ha in fase di sviluppo un proprio caccia di quinta generazione, il TF-X. Il 28 gennaio scorso il Primo Ministro britannico Theresa May, durante la sua visita ufficiale ad Istanbul per incontrare il leader turco Recep Erdogan, ha annunciato che la Bae Systems, in collaborazione con la Tai (Turkish Aerospace Industries), provvederà a sviluppare il design ed i sistemi di un caccia autoctono dalle caratteristiche stealth. 

L’opportunità per le industrie inglesi è ghiotta: il nuovo velivolo avrà bisogno di una motorizzazione che si adatti ai requisiti del velivolo ed in pole position c’è la Rolls Royce che già fornisce i motori di caccia come l’EF-2000 “Typhoon” grazie ad un memorandum di intesa siglato nel 2015. Altre forniture made in Uk potrebbero essere quelle dei sedili eiettabili Martin Baker e del sistema Hud (Head Up Display) della Bae, mentre la turca Aselan ha già cominciato a lavorare sul nuovo radar del caccia di tipo Aesa (Active Electronic Scanned Array).

Il TF-X, di cui ad onor del vero non è ancora stata scelta la configurazione finale, sarà un caccia votato più al ruolo intercettore/difesa aerea sul modello dell’F-22 “Raptor” piuttosto che un multiruolo da attacco come l’F-35, questo in quanto la Turchia ha l’esigenza di sostituire la propria linea da difesa aerea composta da F-16. Il caccia dovrebbe vedere la luce intorno alla metà della prossima decade e rappresenterebbe un interessante opzione commerciale per quei Paesi interessati ad un caccia stealth intercettore, stante il fatto che il suo possibile concorrente occidentale – l’F-22 appunto – è fuori produzione.