In Russia è stata approvata una nuova legge che modifica le regole per il reclutamento militare, introducendo la cartolina-precetto telematica e il divieto ai coscritti di lasciare il Paese. La disposizione è stata presentata alla Duma e prevede pene severe per chi elude il servizio militare, come il divieto di svolgere lavoro autonomo o contrarre un mutuo.
Nello specifico, è stata introdotta la notifica del richiamo elettronico. Un richiamo che blocca immediatamente la possibilità, a chi ha solamente ricevuto la notifica nella casella di posta, di lasciare il Paese, così come anche la possibilità, scattati 20 giorni dalla notifica senza che la persona si sia presentata agli uffici, di registrare un auto o un appartamento, aprire una impresa o chiedere un prestito.
Fino ad ora, gli avvisi di coscrizione dovevano essere consegnati di persona. In seguito alle modifiche introdotte, gli avvisi di arruolamento possono ora essere inviati online tramite il portale governativo Gosuslugi, che i cittadini russi utilizzano per tutto, dalla registrazione dei vaccini anti-Covid alla richiesta di nuovi passaporti.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha assicurato che la novità punta a migliorare il sistema di registrazione militare e che “non ha nulla a che fare con la mobilitazione“. Sarà anche vero, ma intanto l’unica certezza è che la Russia ha inasprito le leggi sulla coscrizione nelle forze armate, di fatto rendendo più difficile ai russi schivare la leva.
La nuova legge russa sulla mobilitazione
Il testo di legge è stato sostenuto da 163 senatori e solo uno, Lyudmila Narusova, ha votato contro. Per la cronaca, Narusova è vedova dell’ex sindaco di San Pietroburgo e mentore di Vladimir Putin, Anatoli Sobchak, ed è anche l’unica voce fuori dal coro nella Camera alta del Parlamento russo dall’inizio della campagna militare in Ucraina.
Il reclutamento militare elettronico è un’iniziativa volta a rendere praticamente impossibile schivare la leva per i coscritti e il richiamo per i riservisti, facilitando così quella che i media indipendenti russi temono sia una nuova mobilitazione di fatto.
La disposizione colma una lacuna di lunga data che ha sempre creato grattacapi a Mosca. In precedenza, infatti, come detto i coscritti firmavano i loro documenti di leva di persona o tramite i loro datori di lavoro; il che consentiva agli evasori di ignorare la chiamata o addirittura di nascondersi. “La Russia ha avuto problemi con la leva per anni, anche a partire dalla Cecenia. A volte si presentava solo il 10-15% (delle persone chiamate ndr)”, ha dichiarato al Times Matthew Sussex, membro del Centro di studi strategici e di difesa dell’Australian National University.
Che cosa cambia per Mosca
Il provvedimento, introdotto dal Presidente della Commissione difesa della Duma, Andrei Kartapolov, si applicherà a tutti i cittadini richiamabili, quindi non solo per la leva o le riserve, ma anche per una nuova mobilitazione.
La convocazione sarà considerata ricevuta “dopo sette giorni dalla data della sua iscrizione sull’account personale dell’interessato e nel registro delle convocazioni”, si legge nel testo del ddl come spiega la radio Eco di Mosca. Anche chi ha cancellato o non ha un profilo sul portale Gosuslugi non potrà sostenere di non aver ricevuto la chiamata.
Il disegno di legge mira insomma a facilitare la mobilitazione, mentre il Cremlino continua tassativamente a negare che sia in programma una seconda ondata dopo quella di settembre. Allora, molti russi lasciarono il Paese nelle ore successive all’annuncio mentre altri cercarono di nascondersi nelle province. Si ritiene che circa 300 mila ex soldati ed ex coscritti siano stati richiamati da quando Putin ha annunciato la mobilitazione. La chiamata è terminata, ma il decreto con cui era stata indetta è ancora in vigore.
“Non c’è più via di fuga” è il commento che domina i social russofoni in queste ore. Per la leva di questa primavera, fra il primo aprile e il 15 luglio, (in Russia, la leva accade due volte l’anno), il ministero della Difesa ha fissato la quota di 147 mila reclute di età compresa fra i 18 e i 27 anni.