Nel prossimo futuro l’esercito del Regno Unito avrà in dotazione una versione aggiornata del carro armato da battaglia britannico Challenger II, così da rimanere al passo dei tempi sia sulle nuove tecnologie sia sui moderni teatri di battaglia. La versione modernizzata si chiamerà Streetfighter II, un nome che lascia poco all’immaginazione rispetto a quello che sarà il suo teatro di impiego principale, ovvero i contesti urbani. Tra le tecnologie che avranno a disposizione i carristi dell’Esercito di Sua Maestà ci sarà anche il sistema di visione “a raggi X” IronVision, realizzato da Elbit Systems.

Il sistema IronVision

Il sistema prodotto in Israele è considerato cruciale per impiegare in maniera sicura la versione da combattimento urbano del Challenger II, perché assicura una visuale “al di là” della corazza blindata del carro. Una soluzione che permette ai carristi di avere una visione completa a 360° anche da dentro il carro, ma che al tempo stesso ne salvaguarda anche la sicurezza evitandone l’esposizione da possibili colpi di arma da fuoco. Un vantaggio potenzialmente importantissimo nei teatri urbani, dove far sì che nessun membro dell’equipaggio esca dal carro per vedere cosa accade nei dintorni può fare la differenza. Inoltre, avere una vista a 360° che “attraversa” la corazzatura del carro armato permette di avere un altro vantaggio, ovvero individuare e neutralizzare l’obiettivo o la potenziale minaccia in anticipo rispetto a ora.

Per assicurare ciò, all’esterno del carro è presente una rete di telecamere a infrarossi ed elettrottiche che trasmettono le immagini in tempo reale sui display della visiera del casco del sistema IronVision. Un funzionamento simile al sistema AN/AQ-37 installato sul Lockheed Martin F-35 Lightning II, che permette ai piloti di vedere ciò che avviene intorno all’aereo in ogni condizione meteorologica e indifferentemente di giorno e di notte.

I punti di forza

Il primo test operativo dell’IronVision è stata una recente esercitazione a Copehill Down, dove gli uomini del Royal Tank Regiment hanno potuto valutare lo Streetfighter II in un ambiente urbano. Oltre all’IronVision, le prove sull’ultima versione del Challenger II hanno toccato anche le altre migliorie apportate al carro, specialmente quelle relative al sistema di comunicazione tra esterno e interno e a quello d’arma. Per quel che riguarda il primo punto, lo Streetfighter II così come il suo predecessore -il prototipo Streetfighter I- è dotato di un tablet sul posteriore che permette alle truppe a terra di visualizzare le immagini riprese in tempo reale dai sensori dell’IronVision, così da incrementare la consapevolezza della situazione in teatro operativo garantendo –di conseguenza- la maggiore sicurezza e precisione. Oltre a questo, nell’ultima versione da combattimento urbano del carro armato britannico è stato migliorato il sistema di trasmissione dei dati e delle informazioni.

L’altra miglioria importante è il lanciatore dei missili anticarro Brimstone, installato sulla torretta al fianco del cannone L30A1 da 120 mm. La caratteristica del Brimstone è quella di essere contemporaneamente a guida radar e laser, assicurando un’elevata precisione in qualsiasi condizione. Un ausilio fondamentale per il combattimento urbano, dove la precisione e la maggior velocità nell’individuare e colpire il bersaglio fanno la differenza.

Il “grande” problema

Allo stato attuale ciò che manca allo Streetfighter II è un sistema di protezione attiva che sta diventando diffuso praticamente in tutto il mondo, specialmente per utilizzare in sicurezza i carri armati in teatro urbano. Il problema per il Challenger II è rappresentato dall’elevato peso –più di 85 tonnellate- e finché non sarà ridotto o non sarà aumentata la capacità di carico difficilmente sarà installato un sistema di protezione aggiuntivo. Questo è uno dei punti cardine del programma di estensione della vita operativa del carro da battaglia fino al 2035, per il quale l’Esercito britannico ha chiesto a BAE Systems e a Krauss Maffei Wegmann di lavorare allo sviluppo di un nuovo ponte corazzato capace di sostenere un peso maggiore.

Aumentare il peso del carro potrebbe essere controproducente per un utilizzo urbano, dove non è solo la tecnologia a fare la differenza ma anche la rapidità e la maneggevolezza.