Guerra /

L’annuncio del Pentagono sugli F-35 è di quelli destinati a creare scalpore, ma anche interrogativi. La Difesa degli Stati Uniti ha deciso di bloccare tutta la sua flotta globale di F-35 per ispezioni approfondite dopo l’incidente del caccia precipitato due settimane fa in Carolina del Sud.

“I servizi Usa e i partner internazionali hanno temporaneamente sospeso le operazioni di volo degli F-35 mentre vengono condotte ampie ispezioni sulla flotta al tubo del carburante nel motore di tutti gli aerei”, ha detto Joe Della Vedova, il portavoce del programma del caccia multiruolo. Secondo le prime indicazioni del Pentagono, i controlli dovrebbero essere terminati in 48 ore. Uno scrupolo, secondo molti sostenitori del programma. Per i detrattori, l’ennesima dimostrazione che di questo aereo non ci si può fidare.

Fino a questo momento, Israele e Australia hanno seguito l’esempio degli Stati Uniti. La Gran Bretagna, nella giornata di ieri, ha confermato lo stop operativo di alcuni caccia, ma ha negato che tutti i suoi F-35 siano stati messi a terra per controlli. In ogni caso, anche a Londra è scattato l’allarme. E adesso, molti iniziano a essere preoccupati.

Il programma F-35 rappresenta il pilastro della Difesa aerea di molti Stati del blocco occidentale. Gli Stati Uniti ne hanno fatto la colonna portante della propria industria bellica, e hanno deciso di avviare una massiccia campagna di esportazione del caccia. Per il Pentagono è questo il caccia del futuro. E hanno iniziato a utilizzarlo, in maniera molto graduale, anche in operazioni belliche, come in Afghanistan.

Ma gli incidenti, che a questo punto non sono pochissimi, rendono difficile per il Pentagono dare il via libera all’impiego di questi mezzi. Anche perché costano e sono il fiore all’occhiello della tecnologia del blocco Nato. Una loro lacuna, un difetto o, come nell’ultimo caso, un incidente, pesano non solo in termini economici, ma anche politici e strategici. E sono gli stessi motivi che, in questi ultimi anni, hanno movimentato il dibattito politico in Italia. Dibattito che prosegue anche in questi giorni, e che è destinato ad acuirsi anche a seguito di questa decisione di Stati Uniti, Israele e Regno Unito.

Proprio in queste ore, è tornato a parlare degli F-35 anche il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta. In un post sul suo profilo ufficiale su Facebook, la titolare della Difesa ha confermato che è falso che il governo Lega-Cinque Stelle stia procedendo all’acquisto di nuovi F-35. Secondo la Trenta, le dichiarazioni fatte da alcuni mezzi di informazione o blog sono fatte “in malafede” da esponenti del. E il ministro ha pubblicato i documenti che confermano il fatto che il Governo a guida Pd si sia impegnato sui lotti 13 e 14 neanche tre mesi prima delle elezioni “sapendo che non le avrebbero mai vinte”.

Tesi confermata anche dal sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo. Come riportato dall’Huffington Post, il sottosegretario ha detto che “sul dossier F-35 con il ministro Trenta stiamo lavorando per trovare la soluzione più idonea per tener fede al programma di Governo”. “Sia chiaro, – ha aggiunto Tofalo – questo Governo non ha speso un solo euro per acquistare F-35. Chi si lascia andare a dichiarazioni del tutto infondate, contribuisce solo a creare disinformazione e confondere l’opinione pubblica. Un tentativo meschino di minare la credibilità del Governo. Ancora più grave è che proprio queste dichiarazioni arrivano da chi quando ne aveva la possibilità non è stato in grado di permettere all’Italia di primeggiare nei tavoli internazionali”.

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