Per la prima volta nella storia, una donna ha superato le prove di valutazione delle forze speciali degli Stati Uniti e può avere accesso al famigerato reggimento dei “Berretti verdi“.

La sua identità è rimasta anonima, ma i funzionari militari hanno confermato le indiscrezioni riguardanti la donna che questa settimana ha completato la sessione per accedere al corpo speciale dell’Esercito che fa capo allo United States Special Operations Command. Come per gli altri membri delle forze speciali, l’identità di questo “soldato Jane” non è stata rivelata né dal Comando delle operazioni speciali dell’Us Army né dal John F. Kennedy Special Warfare Center and School: la scuola militare dove vengono istruiti, addestrati e supervisionati i cadetti che ambiscono ad entrare nella forze speciali.

“È nostra politica non rilasciare mai i nomi dei membri delle nostre unità, perché i soldati che entreranno a far parte delle Forze speciali svolgeranno missioni non comuni”, ha affermato il tenente colonnello Loren Bymer, un portavoce dell’Usasoc. La sessione di valutazione e selezione delle forze speciali è uno dei primi passi da compiere per un soldato che intenda diventare un berretto verde – il corpo d’élite specializzato nella guerra non convenzionale ormai noto in tutto il mondo.

Il processo di selezione, che valuta i requisiti di un aspirante berretto verde e comporta una valutazione continua da parte degli istruttori durante un rigoroso test di 24 giorni incentrato sulla resistenza fisica e mentale, è considerato uno dei processi di selezione più estenuanti dell’esercito statunitense. A questo segue il corso di qualificazione delle forze speciali, che viene condotto anche a Fort Bragg. Se la candidata porterà a termine l’addestramento, infrangerà uno degli ultimi tabù all’interno delle forze armate – dato che già nei Navy Seal e nel corpo dei Rangers, altre cadette determinate hanno passato i corsi per accadere al livello “operativo”. La soldato Jane dei Berretti Verdi, potrebbe addirittura entrare a far parte di uno degli A-team, o Alpha Team, squadre altamente qualificate composte da 12 operatori con varie specializzazioni.

L’apertura alla donne

Create e addestrate a Fort Bragg dal 1952, le forza speciali che comprendono anche i berretti verdi hanno sempre svolto ruoli chiave nella strategia militare degli Stati Uniti, che necessitavano di unità specializzate nella ricognizione, nel condotte operazioni di guerra non convenzionale e per portare a termine incursioni dietro le linee nemiche. Le selezioni prima riservate agli uomini, vennero aperte alle donne nel 2016. Nel 1980 una donna, il capitano Kathleen Wilder, si qualificò per entrare nelle forze speciali ma fallì un’esercitazione sul campo che le precluse il brevetto. La Wilder allora denunciò l’accaduto dichiarando di essere stata “bocciata” a causa di discriminazione sessuale. Ricevette la certificazione per entrare a far parte delle Forze Speciali – in ruolo di affiancamento – solo dopo un’indagine condotta dall’eEsercito.

Nonostante la preclusione per accedere ai ruoli operativi infatti, la componente femminile ha servito per anni in unità di forze speciali, ma in genere in ruoli di supporto. Adesso questo “tabù sul genere” sta per essere infranto su tutti i fronti.

Nel 2017 il tenente colonnello Megan Brogden è diventata la prima donna a prendere il comando di un battaglione di un gruppo di forze speciali. Lo stesso anno il noto 75 ° Ranger Regiment ha ricevuto la sua prima ranger donna. Non è stato reso noto invece se anche i Navy Seal abbiamo rilasciato il noto brevetto con il tridente e l’aquila alla prima candidata che era riuscita ad accadere al corso di preparazione per diventare un incursore della Marina degli Stati Uniti.