Il comando europeo americano (Eucom), di stanza a Stoccarda, ha annunciato che tra aprile e maggio 2020 si svolgerà la più grande esercitazione degli ultimi 25 anni in Europa, la Defender-Europe 20. In totale dovrebbero essere impegnati circa 37.000 soldati (di cui circa 20.000 statunitensi), che saranno coordinati e guidati nelle operazioni dal comandante dell’Esercito americano in Europa (Usaeur), tenente generale Christopher Cavoli. Le manovre addestrative principalmente si concentreranno in Germania e in Polonia e saranno volte a incrementare le capacità di reazione e l’interoperabilità con le forze armate dei 18 Paesi Nato che parteciperanno. La Defender-Europe 20 darà anche modo di valutare i tempi impiegati per trasferire un sostanzioso contingente di uomini, mezzi e materiali tra le due parti dell’oceano Atlantico, in quello che sarebbe un tema strategicamente centrale in caso di crisi continentale.

L’area di operazione

Un’esercitazione che servirà per dimostrare il raggiungimento degli obiettivi prefissati in sede Nato per la prontezza operativa e le capacità di reazione rapida, ma che per le sue dimensioni fungerà anche come una deterrente a ogni iniziativa bellica da parte dei potenziali avversari. Schema già seguito nella Trident Juncture 2018 svolta in Norvegia. Come ha spiegato il vice capo di Stato Maggiore per le operazioni, la pianificazione e l’addestramento dell’Us Army, il tenente generale Charles Flynn, l’esercitazione “dimostrerà l’ineguagliabile capacità di proiezione di forza su scala globale delle forze statunitensi”. Inoltre, a differenza degli addestramenti della guerra fredda che miravano alla difesa di un unico territorio –di norma la Germania Ovest– rendendo più “semplice” la logistica, nel caso della Defender-Europe 20 l’area dove saranno dispiegate le forze sarà notevolmente più vasta. Gli addestramenti toccheranno 10 Paesi (Belgio, Repubblica Ceca, Estonia, Georgia, Germania, Italia, Lituania, Lettonia, Paesi Bassi e Polonia), otto dei quali metteranno a disposizione alcuni porti ed aeroporti per permettere l’afflusso dei materiali e degli uomini dagli Stati Uniti.

Un contesto mutato e mutevole

A cambiare non è solo il territorio da “difendere”, ma anche il contesto in cui vi si opera. Infatti, le attività non riguarderanno solo i tradizionali domini di competenze dell’Esercito ma saranno effettuate anche operazioni cibernetiche e di guerra ibrida. Anche per questo motivo, per il per Dipartimento della Difesa, la Defender-Europe 20 sarà un banco di prova per valutare il concetto di operazioni multi-dominio poiché saranno impiegati anche gli uomini della nascente task force, che dovrebbe diventare operativa proprio dal 2020. Ma sarà un test importante anche per l’Esercito statunitense che potrà così verificare la compatibilità tra le tattiche più moderne e le tradizionali operazioni terrestri, affidate principalmente alle truppe aviotrasportate e alle brigate corazzate e meccanizzate presenti all’esercitazione.

Strategia presto operativa?

In generale, però, l’esercitazione Defender-Europe 20 sarà l’apice del programma di modernizzazione avviato dal Pentagono, a seguito della crisi in Ucraina, che si è posto l’obiettivo di riorganizzare il comando europeo per assicurare le piene capacità nel caso di un conflitto. Dopo una serie di attività di addestramento tattiche e sempre più complesse, quelle di aprile-maggio 2020 saranno le uniche di livello strategico organizzate e gestite da EUCOM, permettendo di valutare anche le capacità di comando raggiunte. Al termine della Defender-Europe 20, se tutto procederà come previsto, dovrebbe diventare pienamente operativa la strategia difensiva messa in pratica, assicurando un rapido dispiegamento di forze che funge anche come deterrente a ogni potenziale aggressione.