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La guerra tra Russia e Ucraina è anche un conflitto di intelligence e ad alta tecnologia in cui gli Stati Uniti, il Regno Unito e altre forze dell’Alleanza Atlantica stanno fornendo un contributo importante alle truppe di Kiev.

Il sostegno del blocco occidentale, almeno da un punto di vista di dibattito pubblico, si è incentrato in larga parte sulla fornitura di armi. Un tema bollente – la Russia afferma di avere bombardato di recente un arsenale di armi occidentali a Kharkiv – dal momento che la resistenza ucraina contro l’avanzata russa passa inevitabilmente per le possibilità delle truppe di Kiev di non rimanere con gli arsenali vuoti. Ma se la cessione di armi e sistemi alle forze ucraine è condizione necessaria per opporre una resistenza all’esercito russo ed evitare, come accaduto sul fronte aereo, di concedere immediatamente la superiorità aerea, il punto che in questo momento appare strategico è quello delle informazioni, su cui da tempi so combatte una guerra a tutto campo.

Washington continua a negare di contribuire in modo così concreto, eppure le indiscrezioni delle ultime settimane così come i movimenti dei mezzi e anche i colpi inferti da Kiev a Mosca inducono a credere che il sostegno sia importante, se non decisivo. Quando è stato colpito l’incrociatore Moskva, ammiraglia della Flotta del Mar Nero, un aereo P-8A Poseidon delle forze americane sorvolava le coste rumene disattivando il proprio segnale in quello che dovrebbe essere stato l’orario dell’attacco. Nelle ore intorno al presunto incendio sulla Admiral Makarov, fregata russa che si diceva fosse stata colpita da un missile ucraino Neptune, droni e aerei da ricognizione erano non lontani dalla zona di questo misterioso e ancora presunto rogo. Le immagini satellitari, anche quelle delle flotte commerciali, mappano in modo dettagliato tutto il campo di battaglia, riuscendo anche a identificare i movimenti delle truppe russe. E i cieli dei Paesi al confine con l’Ucraina, la Russia e la Bielorussia sono percorsi continuamente, da mesi, da mezzi aerei di tutte le forze Nato impegnate nel monitoraggio dei movimenti russi e ucraini.

La stampa americana, a questo proposito, ha lanciato delle indiscrezioni molto importanti. Negli ultimi giorni, i più autorevoli quotidiani statunitensi hanno svelato, attraverso fonti rigorosamente anonime, che l’intelligence Usa avrebbe aiutato gli ucraini sia nell’affondamento del Moskva, sia nell’individuazione di alcuni generali russi uccisi proprio dalle forze di Kiev. Nel primo caso si parla in particolare di condivisione della posizione esatta dell’ammiraglia della Flotta del Mar Nero, ma i militari Usa hanno riferito che non erano a conoscenza delle intenzioni di affondare la nave. Mentre per quanto riguarda gli omicidi dei vertici militari sul campo, la questione si fa anche più delicata dal momento che un articolo del New York Times ha espressamente fatto capire che i funzionari statunitensi hanno supportato le controparti ucraine nella localizzazione e quindi nell’uccisione dei generali di Mosca finiti sotto il fuoco nemico. Adrienne Watson, portavoce della Nsc, ha detto all’agenzia Afp che “gli Stati Uniti forniscono informazioni sul campo di battaglia per aiutare gli ucraini a difendere il loro paese. Non forniamo informazioni con l’intento di uccidere i generali russi“. Ma è abbastanza chiaro che nella risposta via sia una piena ammissione di fornire, eccome, dati a Kiev. Che poi questi vengano utilizzati senza che Washington sappia il motivo è certamente possibile quanto improbabile.

Le fughe di notizie non sono piaciute molto all’amministrazione democratica. L’emittente Nbc news ha rivelato che il presidente Joe Biden ha parlato con i vertici di difesa e servizi per chiedere di fermare questo continui flusso di indiscrezioni che arrivano alla stampa. Tuttavia, questo gioco fa parte anche di una precisa strategia di comunicazione tra le due potenze, oltre che interna alla stessa amministrazione americana. Attraverso queste continue rivelazioni, ma anche con il chiaro e dichiarato supporto di intelligence a Kiev, gli Usa (così come la Gran Bretagna) stanno dimostrando alla Russia di avere il pieno controllo della situazione, superando le reti di sicurezza di Mosca.

Un messaggio politico, certo, perché conferma che Washington e il blocco Nato, da remoto, riescono a decidere il conflitto in cui la Russia è coinvolta da mesi. E anche per questo da Mosca è arrivata la dichiarazione del presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, sul fatto che gli Usa “partecipano alle ostilità in Ucraina”. Ma è soprattutto un messaggio sotto il profilo delle capacità militari e tecnologiche di tutto l’Occidente nei confronti di Mosca e, in ultima analisi, anche verso altri potenziali rivali, a partire dalla Cina. L’intelligence atlantica ha confermato di avere droni e aerei perfettamente in grado di analizzare il terreno e le forze in campo, di intercettare le comunicazioni nemiche, di localizzare i centri comandi avversari, di sapere in anticipo le decisioni dei vertici russi ribadendo la propria capacità di infiltrazione anche nelle alte sfere russe. Una pervasività che ha probabilmente sorpreso anche Mosca, ma che certamente ha influito (non poco) sulla resistenza di Kiev di fronte alla cosiddetta “operazione militare speciale”.

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