Le misure di ritorsione dell’Europa per l’aggressione russa all’Ucraina si palesano non solo attraverso una serie di sanzioni economiche e commerciali, come l’esclusione di Mosca dal circuito di transazioni interbancarie Swift: diverse nazioni europee hanno deciso di chiudere il proprio spazio aereo ai velivoli russi, andando così a comporre una fascia dal Mare di Barents sino al Mar Nero che impedisce agli aerei di nazionalità russa di volare liberamente.
Il Regno Unito è stato tra i primi a prendere questa decisione seguita dai Paesi Baltici, dalla Polonia, dalla Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria e Slovenia. Nelle ultime ore si è aggiunta anche la Finlandia mentre, è notizia di poco fa, anche l’Italia ha preso la stessa decisione.
Questo settore interdetto al volo si aggiunge a quello sull’Ucraina, Bielorussia e Moldavia chiuso per questioni belliche: Eurocontrol immediatamente con l’inizio del conflitto ha emesso un Notam per avvisare i piloti di stare lontani da quei cieli che molto facilmente potrebbero essere attraversati da cacciabombardieri e missili da crociera.
Tutta questa serie di spazi aerei chiusi ha creato quindi, come dicevamo, una “fascia” che avvolge i confini occidentali della Federazione, complicando quindi l’attività dei voli commerciali e passeggeri battenti bandiera russa. Già senza la decisione finlandese, un volo da Mosca a Kaliningrad, exclave di Mosca nel Baltico, avrebbero dovuto effettuare una circumnavigazione dei cieli di Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia. Con la decisione finlandese di stamane la situazione dell’oblast di Kaliningrad, che per la quantità di installazioni militari presenti si può quasi considerare un’enorme base militare russa sul Baltico, si complica.
Lo spazio aereo nazionale, infatti, si individua, sul mare, in corrispondenza del limite delle 12 miglia nautiche dalla costa di un Paese, e il Golfo di Finlandia, chiuso tra Helsinki e Tallinn, rappresenta una strozzatura che potrebbe essere addirittura totalmente chiusa ai voli per questo motivo. Non sappiamo con esattezza se ci sia la possibilità che, nel tratto più stretto del Golfo, si possa comunque avere un piccolo corridoio aereo libero, ma la probabilità che non ci sia è alta.