Un sottomarino da attacco classe Kilo della marina russa ha –stando ad alcune foto pubblicate su Twitter– attraversato lo stretto del Bosforo e dei Dardanelli, passando così dal mar Nero al mar Mediterraneo. Una notizia che, se confermata, rappresenterebbe una palese e pericolosa violazione della Convenzione di Montreux del 1936, che regola il transito di navi militari attraverso i cosiddetti “Stretti Turchi”. L’articolo 12 dell’accordo, infatti, specificata come i sottomarini dei Paesi rivieraschi possano attraversare gli stretti per due motivi: la prima navigazione verso la base di destinazione nel mar Nero o per essere sottoposti a lavori nei cantieri navali.

I dubbi sull’accordo

In questo frangente, però, il sottomarino classe Kilo sarebbe salpato da Rostov sul Don con destinazione il Mediterraneo Orientale, allo scopo di supportare da mare le operazioni in Siria attraverso l’utilizzo dei missili da crociera 3M54-1 Kalibr. A tutti gli effetti il passaggio, seppur di giorno e in superficie -e sicuramente previa comunicazione alle autorità turche-, rappresenterebbe una palese violazione della Convenzione di Montreux, creando ulteriore scompiglio nell’equilibrio tra potenze navali e non nel Mediterraneo.

Sarebbe una prima volta “pericolosa”, anche perché finora le operazioni missilistiche in Siria sono state svolte -plausibilmente- con sottomarini classe Kilo non ancora dispiegati nella base di Rostov; quindi in pieno rispetto della convenzione di Montreux. Ma la Russia, dai tempi della Guerra Fredda, non si è mai ritenuta soddisfatta dall’accordo che, di fatto, ne limita le possibilità operative nel Mediterraneo, costringendola a entrarvi attraverso lo stretto di Gibilterra o comunicando il passaggio di navi da guerra alla Turchia.

Un rischio per la stabilità?

Se non dovessero arrivare una richiesta di chiarimento del passaggio del sottomarino, allora la convenzione di Montreux potrebbe perdere di valore di fronte agli occhi della comunità internazionale e la Russia ne potrebbe approfittare, aumentando la presenza di navi da superficie e di sommergibili nel Mediterraneo. Questo sarebbe una cartina al tornasole dell’interesse russo verso la regione, dove negli ultimi anni ha incrementato la presenza militare prima in Siria e ora in Libia, rafforzandone l’importanza politico-militare e le capacità di difesa.

Una situazione che potrebbe rinnovare i contrasti con gli Stati Uniti e i Paesi europei che affacciano sul Mediterraneo -prima su tutti la Francia-, ma soprattutto con la Nato che si troverebbe di fronte a un aumento dell’incertezza sul versante Sud. La presenza massiccia russa nel Mediterraneo si aggiungerebbe a quella del confine orientale dell’Alleanza atlantica. Al tempo stesso anche per la Russia potrebbe essere un “problema”, perché la fine della convenzione di Montreux permetterebbe anche ai Paesi che non affacciano sul mar Nero di inviarvi senza grandi problemi navi da guerra anche di grandi dimensioni, aumentando così la pressione sulla Russia anche in quello che è un bacino marittimo “sotto controllo”.

Il controllo turco

Difficilmente però l’accordo cesserà di avere valore, anche perché, secondo l’articolo 24 della Convenzione, tutti gli attraversamenti degli stretti dei Dardanelli e del Bosforo sono controllati dalla Turchia, che regola il passaggio delle navi militari raccogliendo tutte le informazioni necessarie e controllando che siano attuate tutte le regole della navigazione. L’attraversamento del sottomarino russo, quindi, potrebbe essere anche un “messaggio” politico di Ankara alla stessa Nato, sulla falsariga di quanto già accaduto nel 2017 con il passaggio dei battelli classe Kilo destinati ufficialmente a operazione di riparazione nel Mediterraneo Orientale ma in realtà impiegati al largo delle coste della Siria.

I limiti della convenzione di Montreux sono evidenti, tant’è che a più riprese è stata chiesta una modifica dell’accordo allo scopo di standardizzare i linguaggi marittimi. L’esempio maestro è rappresentato dalla Admiral Kuznetsov considerata portaerei dalla Nato e incrociatore pesante portaeromobili missilistico dalla Russia, riuscendo così ad “aggirare” la Convenzione evitando il divieto di navigazione negli Stretti Turchi. La Turchia, però, nonostante sia un Paese membro dell’Alleanza ha sempre concesso il passaggio delle portaerei russe, vietando invece -applicando in toto le regole- quello delle portaerei statunitensi, francesi e britanniche.

L’ingresso nel Mediterraneo del sottomarino da attacco classe Kilo, quindi, non dovrebbe mettere in pericolo la convenzione di Montreux, ma rischia di provocare un aumento delle tensioni nel Mediterraneo. Non solo però perché a incrementare potrebbero essere anche la diffidenza politica nei confronti della Turchia, sempre più interessata a perseguire una politica estera e militare completamente autonoma rispetto a quella della Nato.

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