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È un vero e proprio duello nei mari quello che è avvenuto in queste ultime ore nelle acque della Siria. Secondo quanto riportato dai media britannici, un sottomarino della Royal Navy della classe Astute, in rotta verso il Mediterraneo orientale, è stato inseguito da due sottomarini russi e da una serie di altre navi nei giorni precedenti l’attacco in Siria.

Poche ancora le informazioni cui hanno avuto accesso i media. Ed è ignoto il nome del sottomarino che è stato oggetto di una vera e propria caccia da parte della marina di Mosca. Quello che si sa, è che l’equipaggio britannico si è trovato coinvolto in un vero e proprio gioco del gatto e del topo, con almeno due nuovi sottomarini della classe Kilo a dargli la caccia.

I sottomarini aggiornati della classe Kilo sono un pilastro della flotta sottomarina russa. E rappresentano il prodotto della rinnovata attenzione di Mosca alla guerra sottomarina negli anni successivi alla Guerra Fredda. I modelli aggiornati sono particolarmente silenziosi e abili a operare vicino al fondo marino in acque poco profonde. La Nato li chiama “i buchi neri”, per l’assoluto silenzio con cui riescono a muoversi. Con loro, hanno partecipato alla caccia anche due fregate e un aereo anti sottomarino. Mentre un aereo Poseidon P-8A degli Stati Uniti si è alzato in volo, per soccorrere l’alleato britannico.

Secondo quanto rivelato dall’Express, dopo giorni pieni di tensione, il sottomarino della classe Astute non ha preso parte all’attacco contro le basi siriane oggetto del bombardamento della notte fra venerdì e sabato scorso. Costati circa 1,2 miliardi di sterline l’uno e commissionati dal Regno Unito nel 2010, gli Astute rappresentano il fiore all’occhiello della marineria britannica. La loro costruzione nasce con lo scopo di sostituire la classe Trafalgar.

Finora, il ministero della Difesa russo non si è pronunciato riguardo a questo duello nei fondali del Mediterraneo orientale. Ma quello che è certo, è che la tensione è stata, per molti giorni, estremamente alta. L’avvicinamento delle flotte di Francia, Stati Uniti e Gran Bretagna ha rappresentato per la marina russa una sfida molto importante. E proprio per prevenire l’eccessivo avvicinamento dei mezzi navali alle coste siriane, la flotta russa di base a Tartous aveva deciso di uscire dal porto per schierarsi in mare aperto.

Sono in molti a ritenere che il sottomarino della Royal Navy abbia trascorso diversi giorni giocando a questo pericoloso duello con la flotta russa. Un tipo di “gioco” molto comune in particolare nella Guerra fredda e che negli ultimi tempi, con l’acuirsi dello scontro fra Londra e Mosca, è tornato di moda.  I sottomarini russi e britannici si ritrovano sempre più spesso faccia a faccia nell’Atlantico settentrionale, nel Mare del Nord e nel Mediterraneo. Ma mai nel Mediterraneo orientale.

Nel giugno 2017, quando la portaerei Hms Queen Elizabeth è stata sottoposta a prove in mare, un sottomarino russo si è avvicinato per spiare le operazioni della Royal Navy. Mentre ad agosto, un sottomarino russo ha “fatto visita” alle esercitazioni navali congiunte di Stati Uniti e Regno Unito al largo delle coste della Scozia. A metà del 2017, invece, le navi statunitensi e della Nato hanno seguito da vicino il Krasnodar, uno dei nuovi sottomarini della classe Kilo, mentre viaggiava per i mari d’Europa per raggiungere la flotta russa del Mar Nero.

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