Sommergibili nucleari, missili a lunga gittata, nuove tecnologie: l’Australia si prepara al peggio

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Di fronte a uno scenario geostrategico sempre più instabile, l’Australia ha deciso di ridefinire la propria postura difensiva attraverso la Strategia di Difesa Nazionale 2024 (NDS). Questo documento rappresenta una svolta fondamentale rispetto alle strategie precedenti, introducendo un approccio integrato che combina potere militare, resilienza nazionale e cooperazione internazionale. La NDS 2024 non si limita a rafforzare le capacità militari, ma ambisce a creare una risposta sistemica alle minacce, sottolineando la necessità di prepararsi ai rischi “più rilevanti”. Questo approfondimento analizza la nuova strategia in dettaglio, evidenziando i suoi obiettivi principali, le sue lacune e le sfide da affrontare.

Dalla preparazione generica alla difesa dei rischi prioritari

Per quasi cinquant’anni, l’Australia ha prodotto i cosiddetti “white papers” sulla difesa, documenti che tracciavano linee guida generali per la sicurezza nazionale. Tuttavia, fino alla metà degli anni 2010, l’approccio dell’Australia alla difesa era caratterizzato da una preparazione generica, destinata a rispondere a una varietà di minacce ipotetiche. Questo approccio è stato gradualmente abbandonato con l’Aggiornamento Strategico 2020, che ha riconosciuto la crescente probabilità di conflitti ad alta intensità e l’impossibilità di affidarsi a lunghi tempi di preavviso.

La NDS 2024 consolida questa transizione, concentrandosi sui rischi più rilevanti, ovvero minacce che potrebbero proiettare la forza militare direttamente contro il territorio australiano o le sue regioni settentrionali. Questa scelta riflette un cambiamento fondamentale: l’Australian Defence Force (ADF) non è più pensata come una forza bilanciata, pronta per ogni evenienza, ma come una forza specializzata per scenari di alta intensità. Questo focus mira a costruire una deterrenza efficace, basata sul principio della negazione (deterrence by denial), ovvero rendere ogni aggressione contro l’Australia inefficace o troppo costosa per un potenziale avversario.

Deterrenza integrata: la difesa nazionale come sforzo sistemico

Un elemento centrale della NDS è il concetto di difesa nazionale integrata, che si basa su un approccio “whole-of-nation” (intera nazione). Questo modello non si limita alla dimensione militare ma include:

• Resilienza Nazionale: Protezione delle infrastrutture critiche e delle catene di approvvigionamento.

• Industria della Difesa Sovrana: Sviluppo di capacità industriali nazionali per ridurre la dipendenza dalle importazioni.

• Cooperazione Internazionale: Collaborazioni bilaterali e multilaterali, come l’alleanza AUKUS e il Quad.

• Innovazione Tecnologica: Investimenti in nuove tecnologie attraverso programmi come il Strategic Capability Accelerator (ASCA).

Questa visione olistica si allinea al concetto statunitense di deterrenza integrata, che combina strumenti militari, economici, diplomatici e tecnologici per affrontare le minacce. Tuttavia, la mancanza di una strategia di sicurezza nazionale complessiva potrebbe ostacolare l’attuazione di questo approccio. Senza un coordinamento efficace tra i vari ministeri e agenzie, molti aspetti della difesa nazionale rischiano di rimanere isolati o sottofinanziati.

Le sfide della modernizzazione: tempistiche e investimenti

Il governo australiano ha stanziato 50 miliardi di dollari australiani in investimenti aggiuntivi per il decennio 2024–2034. Tuttavia, il 90% di questi fondi è destinato alla seconda metà del decennio, una scelta che contraddice la retorica di urgenza della NDS. Questo ritardo è attribuibile alle limitazioni dei processi di acquisizione e alla complessità dei programmi principali, che includono:

1. Sottomarini a propulsione nucleare: Una componente chiave dell’alleanza AUKUS, destinata a garantire una capacità di proiezione marittima a lungo raggio.

2. Fregate multifunzione: Navi destinate a rafforzare la presenza marittima nell’Indo-Pacifico.

3. Sistemi d’arma a lungo raggio: Tra cui missili ipersonici e droni autonomi come il Boeing MQ-28 Ghost Bat.

Sebbene queste capacità rafforzino il focus su deterrenza e negazione, l’enfasi sui programmi marittimi rischia di trascurare altre aree critiche, come la difesa aereae la resilienza infrastrutturale. Inoltre, la mancanza di finanziamenti immediati solleva dubbi sulla capacità dell’ADF di rispondere rapidamente a minacce emergenti.

La sfida della forza lavoro

La NDS riconosce che il personale rappresenta la risorsa più preziosa dell’ADF. Tuttavia, il deficit attuale di 4.400 unità e i tassi di abbandono elevati mettono in pericolo gli obiettivi di espansione. Il piano del governo per aumentare del 30% la forza lavoro entro il 2040 è ambizioso, ma le misure proposte—come il miglioramento delle retribuzioni e l’allentamento dei criteri di idoneità—sembrano insufficienti per affrontare le cause profonde del problema.

Una strategia efficace dovrebbe concentrarsi sui fattori motivazionali che spingono le persone a entrare e rimanere nelle forze armate, creando un ambiente di lavoro che offra non solo incentivi economici ma anche opportunità di sviluppo personale e professionale.

Il contesto regionale: la strategia australiana nell’Indo-Pacifico

La NDS 2024 si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da strategie simili adottate da paesi come GiapponeCorea del Sud e Indonesia, che stanno potenziando le loro forze armate per far fronte a minacce comuni. Tuttavia, l’efficacia della strategia australiana dipenderà dalla capacità di costruire relazioni di fiducia con i partner regionali, molti dei quali adottano una postura di non allineamento.

Le reazioni della Cina, che ha definito la strategia australiana come basata su “ansie infondate”, evidenziano le tensioni che potrebbero emergere. Tuttavia, il dialogo avviato con Pechino, come dimostrato dalla visita del Premier Li Qiang nel 2024, potrebbe mitigare alcune delle criticità.

Criticità e Proposte per il Futuro

La NDS rappresenta un passo avanti, ma vi sono aree che richiedono attenzione immediata:

1. Integrazione Nazionale: È essenziale sviluppare una strategia di sicurezza nazionale per coordinare meglio tutti gli strumenti del potere statale.

2. Velocità di Modernizzazione: I ritardi negli investimenti devono essere affrontati con riforme nei processi di acquisizione.

3. Approccio alla Deterrenza: Serve una strategia che bilanci capacità offensive e difensive, includendo misure diplomatiche ed economiche.

4. Analisi dei Rischi: La revisione biennale dovrebbe includere una valutazione continua dei rischi e delle ipotesi strategiche.

5. Attrattività della Difesa: Nuovi modelli di reclutamento devono tenere conto delle motivazioni personali, migliorando le condizioni di lavoro e l’immagine delle forze armate.

6. Innovazione Asimmetrica: La cooperazione tecnologica deve essere integrata con altre fonti di vantaggi asimmetrici per ottenere una superiorità sostenibile.

La Strategia di Difesa Nazionale 2024 segna una svolta importante per l’Australia, adattandosi alle sfide del XXI secolo. Tuttavia, la sua efficacia dipenderà dalla capacità del governo di implementare riforme strutturali, affrontare le criticità e adattarsi rapidamente a un ambiente strategico in costante evoluzione. Per garantire la sicurezza e la prosperità dell’Indo-Pacifico, l’Australia dovrà combinare forza militare, resilienza nazionale e diplomazia strategica in modo coordinato e flessibile.

Fonti 

2024 National Defence Strategy (Canberra: Department of Defence, 2024), https://www.defence.gov.au/.

National Defence: Defence Strategic Review 2023 (Canberra: Department of Defence, 2023), https://www.defence.gov.au/.

2022 National Defense Strategy of the United States of America (Washington: US Department of Defense, October 2022), https://apps.dtic.mil/.