Per quasi due anni, Israele ha accusato Hamas di sottrarre sistematicamente gli aiuti umanitari forniti dalle Nazioni Unite e da altre organizzazioni internazionali, utilizzandolo come principale razionale per restringere l’ingresso di cibo a Gaza. Tuttavia, secondo un’inchiesta del New York Times, che cita due alti ufficiali militari israeliani e altre due fonti coinvolte nella questione, non è mai stata trovata alcuna prova che dimostri un furto sistematico di aiuti da parte dell’organizzazione palestinese nei confronti delle Nazioni Unite, il principale fornitore di assistenza di emergenza a Gaza durante la maggior parte del conflitto.
Smentite le accuse di Tel Aviv
Contrariamente alle accuse, gli ufficiali militari israeliani hanno ammesso che il sistema di distribuzione degli aiuti delle Nazioni Unite, spesso criticato e ostacolato da Israele, si è rivelato in gran parte efficace nel fornire cibo alla popolazione affamata di Gaza. Questa rivelazione arriva in un momento in cui la crisi umanitaria nella Striscia si aggrava, con medici locali che segnalano un aumento di pazienti che soffrono, e in alcuni casi muoiono, a causa della fame. La pressione internazionale su Israele è in aumento per il modo in cui sta conducendo la guerra a Gaza e per le sofferenze umanitarie che ne derivano. Più di 100 organizzazioni umanitarie e gruppi per i diritti umani hanno avvertito questa settimana del rischio di “fame di massa” e hanno esortato Israele a revocare le restrizioni sugli aiuti.
La condanna dei 28 governi
L’Unione Europea e almeno 28 governi, inclusi alleati come Regno Unito, Francia e Canada, hanno emesso una dichiarazione congiunta condannando il “flusso a goccia” di aiuti verso i due milioni di residenti palestinesi di Gaza. Nonostante le critiche, il governo israeliano ha respinto le accuse di causare una carestia. David Mencer, portavoce del governo, ha dichiarato che non vi è alcuna “carestia causata da Israele”, attribuendo invece le carenze alimentari a Hamas e alla scarsa coordinazione delle Nazioni Unite.
Tuttavia, sabato sera l’esercito israeliano ha annunciato la ripresa del lancio di aiuti tramite aerei e l’intenzione di facilitare il passaggio delle carovane umanitarie attraverso “corridoi umanitari designati”. Non sono stati forniti dettagli su come queste misure differiscano dalle precedenti, che secondo le agenzie umanitarie risultavano mal coordinate e poco efficaci.
Annunciata una “pausa umanitaria”
In risposta alle crescenti critiche internazionali per la fame che colpisce i palestinesi a Gaza, l’esercito israeliano ha annunciato una “pausa umanitaria” a Gaza, a partire da oggi, per consentire ai convogli delle Nazioni Unite di consegnare aiuti. Tuttavia, i combattimenti dovrebbero continuare nella maggior parte della Striscia.
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha accolto con favore la decisione, dichiarando su X che le pause proteggeranno i civili e faciliteranno la consegna degli aiuti, esortando l’Onu a migliorare i propri sforzi e attribuendo a Hamas la deviazione degli aiuti. Le agenzie delle Nazioni Unite, però, hanno smentito tali accuse, sottolineando che il controllo di Israele sui valichi di Gaza limita gravemente l’accesso agli aiuti e che non ci sono prove di deviazioni significative degli aiuti da parte di Hamas.
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