Si chiama SkyWall 100 e potrebbe diventare a breve una delle principali armi di difesa contro i droni. È solo una questione di tempo prima che si verifichi il primo attentato terroristico portato da un drone portatile, magari equipaggiato con una testata esplosiva. È un’ipotesi reale per una tecnologia fino a poco tempo fa di esclusiva pertinenza delle superpotenze mondiali.
L’implementazione degli esplosivi su dispositivi a basso costo, in alcuni casi rappresenta soltanto un dettaglio. L’Improvised Air Threat non deve essere necessariamente armata.
Il bazooka SkyWall 100 utilizza un lanciatore ad aria compressa per sparare proiettili intelligenti contro i droni mirati. Un computer di bordo tiene traccia della rotta di volo del bersaglio e calcola la traiettoria del proiettile che intercetta il drone volante. Una volta raggiunto il drone nemico, il proiettile si apre e lo imbriglia con una rete. Un paracadute, infine, riporta dolcemente a terra il drone catturato per essere analizzato.
Il primo SkyWall 100 entrerà in servizio con la polizia britannica entro la fine dell’anno. Nel 2014, l’Office of Naval Research degli Stati Uniti ha annunciato la realizzazione di armi laser per abbattere i droni. Lo scorso anno, la Boeing ha mostrato un cannone laser in grado di distruggere i droni di piccole dimensioni.
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