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12 marzo: un MIG-21 delle forze aeree siriane è abbattuto nei pressi del villaggio di Kafr Nabudah, nella zona di Hama.I ribelli del gruppo Jaysh al-Nasr avrebbero utilizzato due missili a corto raggio trasportabili a spalla. Il pilota, che era riuscito a lanciarsi, è stato ucciso una volta toccato il terreno.5 aprile: un Sukhoi-22 dell’aviazione siriana è abbattuto nei pressi di Aleppo da un singolo missile lanciato dal gruppo al-Nusra. Diversa sorte per i due membri dell’equipaggio: uno è rimasto ucciso, l’altro risulta ancora prigioniero.11 aprile: un Sukhoi-22 delle forze aeree siriane decollato dall’aeroporto di al-Dumayr, è abbattuto nei sobborghi di Damasco. E’ confermato che lo Stato islamico ha utilizzato un missile Strela-2. Nonostante le modeste prestazioni del sistema, come la scarsa manovrabilità e precisione, il missile ha colpito il bersaglio.12 aprile: un elicottero d’attacco Mi-28N di stanza a Budyonnovsk nella Russia meridionale, precipita su Homs. Il Ministero della Difesa russo precisa che l’elicottero non sarebbe stato abbattuto dal fuoco nemico. Morti nello schianto i due membri dell’equipaggio.Con il passare delle ore, l’idea del guasto tecnico continua a non convincere. Se nella peggiore delle ipotesi si fosse trattato di un missile, avremmo la conferma dell’evoluzione del contesto tattico siriano.Gli elicotteri russi di ultima generazione dovrebbero offrire una relativa schermatura contro i missili Strela-2, Igla-1 e FN-6 che sappiamo essere in Siria. Se non si trattasse di un guasto meccanico saremmo davanti al primo abbattimento russo ad opera del fuoco nemico, avremmo la prova delle lacune del sistema difensivo President-S mentre potrebbe essere imminente un cambio di strategia dei russi.I servizi di intelligence occidentali non hanno mai avuto reale contezza del numero di missili antiaerei in mano ai ribelli ed alle organizzazioni terroristiche in Siria. Di fatto il contesto siriano si è già evoluto.

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