Movimenti sospetti in Siria: la Francia invia una nave-spia

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Della Siria non ci si può dimenticare. Perché la guerra continua a imperversare, anche se può sembrare che i media se ne siano dimenticati. Ieri, la notizia di un possibile attacco chimico ad Aleppo ad opera dei jihadisti e la conseguente reazioni russa e siriana, ha invece ricordato a tutti che il conflitto non è finito. Anzi, con Idlib ancora in una fase di stallo, con la Turchia che non sposta le sue mire dal nord del Paese e con la coalizione internazionale ancora pienamente coinvolta a est dell’Eufrate, la guerra appare lontana da una fine certa.

E nel crocevia siriano, continuano a muoversi le forze di tutte le potenze coinvolte nella guerra. Dopo l’attacco di Latakia a settembre, quando l’aviazione israeliana bombardò le postazioni siriane provocando il tragico incidente dell’Ilyushin russo, la situazione sembra di calma apparente.

Ma l’ombrello elettronico russo sulla Siria non rappresenta che una parte della guerra. E le altre forze in campo non sembrano aver accettato supinamente che Mosca possa detenere il pieno controllo dei cieli siriani e di una parte del suo mare.

La Dupuy de Lome arriva in Siria

Così, arrivano informazioni su nuovi movimenti che indicano che qualcosa sta cambiando. Nei giorni scorsi, una nave spia francese, la Dupuy de Lome, scortata da una fregata della classe La Fayette, ha raggiunto le acque siriane e ha iniziato a operare non lontano delle coste della Siria in tandem con la Uss Harry Truman e il suo gruppo da battaglia composto da cinque navi.

Va premesso che la Uss Harry Truman è da sempre il jolly della Marina degli Stati Uniti nel Mediterraneo . E in questi ultimi mesi, soprattutto, il Pentagono ha deciso di muoverla sempre in concomitanza con operazioni o attacchi da parte della coalizione internazionale.

La presenza della nave spia francese è particolarmente interessante. Innanzitutto perché da più parti è considerata la nave con le tecnologie più avanzate nel campo dello spionaggio e del monitoraggio delle forze nemiche. Tanto è vero che, come spiegato da Debkafile, il Dupuy de Lome è normalmente sotto il comando della Direction du renseignement militaire (Drm), l’intelligence militare francese. La nave ha due equipaggi composti da 66 uomini, di cui 33 marinai e 33 uomini dei servizi segreti di Parigi.

Una nave particolarmente importante

A dimostrazione dell’importanza della nave per la Marina francese, durante le fasi iniziali e più calde della guerra in Ucraina, e soprattutto nel periodo di annessione della Crimea da parte della Russia, la nave dell’intelligence francese è stata vista più volte nel Mar Nero mentre seguiva i movimenti russi. E destino vuole che l’arrivo della Dupuy de Lome in Siria coincida proprio con l’improvvisa escalation militare nel Mar d’Azov.

Dei sistemi di sorveglianza a bordo della nave non è dato sapere molto. Secondo molti analisti, la nave è una delle più avanzate al mondo per quanto riguarda la ricerca elettromagnetica in campo militare. Le sue missioni riguardano in particolare l’intercettazione di segnali radar, tutto ciò che riguarda l’electronic warfare, l’ascolto di comunicazioni radio ma anche l’intercettazione di email e telefonate fra i centri di comando. E nei mesi precedenti, gli aerei americani che hanno ripreso a sorvolare la Siria anche grazie all’utilizzo della portaerei Truman, hanno raccolto e inviato le informazioni proprio alla nave-spia francese. Che ogni tanto si affaccia nel Mediterraneo orientale.

Gli Stati Uniti riprendono le operazioni

E mentre la nave francese si univa alle operazioni della Truman, dal ponte aereo della stessa portaerei americana partivano gli aerei della Us Air Force verso i cieli siriani. E i voli, in queste settimane, sono di nuovo aumentati. Le basi di Al Udeid, in Qatar, e di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti, sono tornate pienamente operative. E proprio in questi giorni, a conferma di queste nuove operazioni Usa, è arrivato il commento del portavoce del Pentagono, Eric Pahon, all’agenzia russa Sputnik: “Gli S-300 russi in Siria non hanno alcun impatto sulle operazioni degli Stati Uniti”. Probabilmente il messaggio era proprio in riferimento alla possibilità delle forze aeree Usa di sorvolare, in ogni caso, lo spazio aereo siriano.

E non è un caso che dall’Iran siano arrivate parole molto precise sulla minaccia nei confronti delle basi degli Stati Uniti vicino la Siria.  Il comandante supremo delle forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie, Amirali Hajizadeh, ha infatti ricordato proprio nei giorni scorsi che le basi Usa in Medio Oriente sono nel raggio dei missili dei Pasdaran. “Sono alla nostra portata e possiamo colpirli appena fanno una mossa”. Hajizadeh ha fatto riferimento in particolare ad Al Udeid e Al Dhafra, ma anche alla base di Kandahar in Afghanistan.