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Si chiama Andrey Leonidovich Timoshenko. È l’ultimo soldato russo morto in Siria dallo scorso settembre ad oggi. Con lui sale a undici vittime il bollettino di guerra che fotografa il costo umano dell’intervento della Federazione Russa in Siria.Anche dietro alla morte di Timoshenkov – come è stato per l’eroe di Palmira Alexander Prokhorenko – c’è più di una storia da raccontare. C’è un uomo da ricordare ed un soldato da celebrare.L’uomo aveva poco più di trent’anni, cresciuto in un villaggio del profondo est, coniugato con una figlia, ed una divisa decorata col grado di sergente da indossare e onorare.Il soldato, incaricato di scortare un convoglio umanitario del Centro russo per la riconciliazione di Hmeimim, a sud-est di Latakia, ha sventato, pistola alla mano, l’attacco di un kamikaze determinato a farsi saltare in aria in nel centro di distribuzione aiuti della provincia siriana di Homs.“Il sergente Andrey Leonidovich Timoshenkov ha fermato un’autobomba, aprendo il fuoco con un’arma di piccolo calibro. Nell’esplosione provocata dall’attentatore suicida alla guida del mezzo il sottufficiale ha riportato ferite gravi che lo hanno portato al decesso”, si legge nel comunicato diffuso dal ministero della Difesa russo lo scorso 15 giugno. Il ministro Sergey Shoigu ha spiegato che “Timoshenkov è stato immediatamente trasportato nella base aerea di Hmeimim dove i medici militari hanno fatto tutto il possibile per salvagli la vita, ma la gravità delle ferite è stata fatale”.Dal Centro per la riconciliazione fanno sapere che grazie al sacrificio di Timoshenkov ed alla presenza del contingente militare – ampliato da sabato scorso proprio dietro ordine di Shoigu – impegnato nelle attività umanitarie, “i cittadini di Mharram al-Fauqani (provincia di Homs) e Fajdan (Aleppo) hanno ricevuto 8 tonnellate di carichi umanitari” con “farina, prodotti alimentari e dolciumi”.“Mio marito è partito per la Siria a metà aprile – ha raccontato la moglie alla stampa – quando ho cercato di fermarlo mi ha risposto che avrebbe obbedito all’ordine”. Anche il giovane Andrey, come Prokhorenko, ha ricevuto tutti gli onori militari ed è stato insignito della medaglia al valore postuma.Timoshenkov è l’undicesimo soldato russo a perdere la vita dalla fine dello scorso settembre, data in cui Mosca ha lanciato la campagna aerea in sostegno di Assad, ad oggi. Prima di lui, otto militari sono caduti sotto al fuoco nemico, due hanno perso la vita in un incidente con l’elicottero e uno si è suicidato.Le operazioni dell’aviazione russa sono continuate fino al 26 febbraio scorso quando, in base all’accordo tra Mosca e Washington, è stato stabilito il cessare il fuoco. L’intesa, sottoscritta da 97 gruppi della coalizione anti-Assad, non ha interessato lo Stato islamico e il fronte Jabath al Nusra, braccio di al Qaeda in Siria, che hanno continuato nella loro folle corsa omicida. Anche nella tormentata Aleppo, dove a maggio scorso è stato ferito a morte un altro sergente – il trentacinquenne Mikhail Shirokopoyas –, lo scorso giovedì è stata rinnovata una tregua di 48 ore che non si è mai materializzata.Il rapporto tra le perdite riportate dalle forze in campo è comunque impari. L’intervento di Mosca, secondo i dati forniti dal vice capo del Consiglio di Sicurezza della Russia Evgeny Lukyanov, ha condotto sinora all’eliminazione di 28mila jihadisti tra miliziani del Califfo e guerriglieri di al Nusra. Si aggirano intorno ad un terzo le perdite inflitte dai raid moscoviti alle forze nemiche presenti nell’area.

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