Nei giorni scorsi grazie ad una serie di foto che circolavano sui social media e postate direttamente dai dintorni di Aleppo, dove attualmente i russi sono impegnati nella distribuzione di aiuti umanitari alla popolazione, si è potuta verificare la presenza in teatro operativo dell’ultimo ritrovato in fatto di mezzi antimina di produzione russa.

Il veicolo blindato KamAz-63969 è uno degli ultimi arrivati nella famiglia Tyohoon che equivale alla versione russa degli americana nei moderni mezzi MRAP (mine-resistant ambush protected ).Il programma Typhoon, fortemente voluto dal Cremlino, vede concettualmente la luce della ribalta nel 2010 quando il ministero delle Forze Armate della Federazione Russa ha approvato lo sviluppo dottrinale e tecnologico, entro il 2020, di veicoli blindati per la fanteria in grado di resistere anche alla minaccia IED facendo contemporaneamente fronte ai più comuni pericoli che si possono incontrare in un qualsiasi teatro operativo.Nel 2012 il Ministro delle Forze Armate russo ha firmato il primo contratto per la realizzazione del prototipo con la ditta KamAz che ha sede della regione di Tatarstan e da cui dipende la linea base dello chassis delle cinque versioni dei Typhoon.Poco dopo due anni, durante la parate militare del Giorno della Vittoria del 2014, i primi dodici Typhoon sono stati presentati al pubblico in attesa di un miglioramento strutturale derivato dall’impiego in teatro operativo.Già nel 2013 la Kamaz-63969 era stato esposto durante il Russian Arms Expo (RAE) e il Kazakistan Difesa Expo (KADEX) 2014.Nell’ottobre 2016 le forze armate russe hanno confermato la consegna di diversi modelli del Kamaz 63696 alle force speciali di stanza a Tambov e Pskov.Il Kamaz-63969 è un veicolo MRAP costruito sulla scocca dei veicoli pesanti della omonima azienda russa.Il Typhoon-K si presenta come un veicolo blindato versatile, dotato di funzioni di protezione avanzate che garantisce l’incolumità delle unità trasportate anche in caso di ingaggio diretto della minaccia oppure l’esplosione di una trappolamento di medie dimensioni con esplosivo ad alto potenziale.Più volte è stato detto come la conduzione di un’offensiva largamente asimmetrica delle diverse fazioni in guerra nel territorio siriano prediliga l’uso massiccio di ordigni esplosivi improvvisati identificati con il termine IED.[Best_Wordpress_Gallery id=”388″ gal_title=”Soldati russi ad Aleppo”]La sua armatura esterna è costituita da un guscio monoscocca realizzato con un nuovo acciaio ed incorpora sistemi aggiuntivi in ceramica balistica nei punti più vulnerabili senza contare un sistema per l’assorbimento degli urti per i passeggeri.In Siria, dove vengono utilizzati sistemi d’arma le cui schegge, con il loro effetto spalling all’interno dei mezzi corazzati, tendono a fare più vittime che le esplosioni stesse. I russi ne hanno avuto una prova evidente nella liberazione della storica città di Palmira la cui bonifica ha necessitato di diverse settimane limitando non poco le operazioni per l’entrata delle forze speciali di Mosca nel contesto urbano dove ancora si nascondevano i militanti dell’Isis.I più di cento artificieri inviati dal presidente Vladimir Putin alla volta del sito archeologico, nella primavera del 2016, secondo stime ufficiali rese note dal generale Yuri Stavitski, comandante del Corpo dei genieri delle Forze armate russe, hanno bonificato circa 234 ettari, 23 chilometri di strade, 10 siti archeologici e disinnescato in totale 2.991 ordigni, di cui 432 erano bombe artigianali.I numeri rendono l’idea di come la presenza di ordigni non regolamentati in spazi urbani, congiuntamente all’uso di mine tradizioni e trappolamenti esplosivi, sia per l’esercito russo un obbiettivo primario per la messa in sicurezza delle unità, avanzate e non, che lavorano sul campo. Non solo: lo sviluppo tecnologico relativo a tale minaccia potrebbe proiettare l’industria della Difesa del Cremlino in aperto antagonismo a quella americana che si è evoluta con l’esperienza afghana ed irachena dei primi anni duemila.Il Kamaz 63969 tenta di ridurre i danni derivati dalle principali minacce compresa quella delle schegge incandescenti, proiettili con calibro 14.5mm, proiettili B-32 perforanti ed incendiari. Il veicolo dispone anche di copertura in vetro e finestre antiproiettile per la protezione contro le armi da fuoco di grosso calibro in ambiente di combattimento.Così come con i classici mezzi MRAP americani come Cougar e Bufalo, i sedili sono resistenti agli urti di mine anche potenziate, questo sistema influisce su eventuali danni fisici derivati dall’onda d’urto dell’esplosione. Uno degli aspetti che non risulta particolarmente innovativo ma ugualmente utile è il filtro per la minaccia CBRN capace di limitare i danni derivati dall’uso di armi chimiche e di agenti biologici nei teatri d’operazione.In Siria la necessità di questo tipo di protezione è stata paventata diverse volte dagli uomini del Presidente Assad e dagli insorti. L’uso di armi chimiche o/e batteriologiche sembra essere dato per certo in alcuni casi soprattutto contro i civili il che giustificherebbe le precauzioni in fase di sviluppo del mezzo.In generale l’impiego e lo sviluppo di questo nuovo mezzo rientra chiaramente in un’ottica di efficienza delle forze armate russe che si stanno riadattando ai moderni scenari operativi. Sono stati diversi gli analisti che hanno fatto notare la somiglianza del Kamaz 63969 con il BTR-82A che è stato avvistato in Siria nel settembre 2015.Gli armamenti del BRT-82A sono all’avanguardia ma permettono soprattutto uno scontro pesante come se si fosse rimasti ad una dottrina che legge i teatri d’operazione come uno scontro tra due eserciti lineari. La lotta ai terroristi dell’Isis invece è una realtà asimmetrica che non necessità di grandi armamenti per essere portata avanti ma predilige una maggiore protezione degli scafi soggetti alla minaccia degli ordigni improvvisati. La Russia di Vladimir Putin sta dunque adattando il suo arsenale alla nuova realtà geopolitica, caratterizzata da una modifica sostanziale del modo di condurre le offensive e di far fronte ad una qualsiasi minaccia.