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Baghouz è caduta. L’ultima roccaforte dello Stato islamico è finita nelle mani delle forze curde che questa mattina hanno annunciato la fine del Califfato.

“Le forze democratiche siriane dichiarano l’eliminazione totale del cosiddetto califfato e la sconfitta territoriale al 100% dell’Isis”, ha detto il portavoce delle forze democratiche siriane (Sdf), Mustefa Bali, in una nota. Le milizie, sostenute dalla Coalizione internazionale a guida Usa, hanno conquistato il piccolo villaggio sull’Eufrate dove da mesi era in corso uno degli assedi più importanti della guerra in Siria.

Come riportano le prime testimonianze, i combattenti dell’alleanza curdo-araba hanno innalzato la bandiera gialla nel centro di Baghouz per celebrare la vittoria che segna la fine definitiva dello Stato islamico in Siria. Almeno come entità fisica. Il comandante dell’operazione delle Fds a Baghuz, Chiya Firat, ha dichiarato in conferenza stampa: “Abbiamo completato qui la ‘Jazeera Storm Operation’. Ci congratuliamo per questa vittoria che fa felici i curdi, gli arabi, gli assiri e tutti i popoli del mondo”. “Abbiamo sconfitto Daesh sul campo – ha continuato il comandante – Regaliamo questa vittoria come dono per il mondo intero e auguriamo il meglio a tutti”.

L’annuncio di oggi è di estrema importanza. Di fatto, con la caduta di Baghouz, cade l’ultimo bastione dei jihadisti. E scompare lo Stato islamico dalla Siria e dall’Iraq. Nelle scorse settimane, le milizie curde, coadiuvate dalle forze armate della Coalizione, avevano avviato una battaglia durissima, ma avevano rallentato l’avanzata a causa della presenza di migliaia di civili all’interno della cittadina. 60mila persone erano state evacuate dall’area coinvolta nel’assedio, ma  molti combattenti dell’Isis erano rimasti asserragliati nell’ultima ridotta. Per Daesh, ovvero il sedicente Stato islamico, si trattava dell’ultimo bastione.

L’annuncio di oggi pone probabilmente fine a uno dei capitoli più buia della storia del Medio Oriente. Lo Stato islamico aveva raggiunto la sua massima espansione del 2014 con la conquista di Mosul e la proclamazione del cosiddetto “califfato” da parte di Abu Bakr al-Baghdadi. L’espansione dell’onda nera dell’Isis aveva coinvolto prima l’Iraq e poi la Siria, portando con sé morte e terrore oltre che crimini contro l’umanità di cui oggi si aspetta ancora un giudizio. E c’è chi parla di una Norimberga per i criminali dell’Isis.

Baghuz, situata sulle rive del fiume Eufrate, si trova al confine con l’Iraq. È un’area ricca di risorse energetiche, in particolare petrolio, ed è per questo che il Califfato l’aveva scelta come ultima roccaforte dopo la caduta della capitale de facto, Raqqa. La città è divenuta tristemente nota nelle ultime settimane per la morte di Lorenzo Orsetti, il combattente italiano che si era unito ai curdi per combattere i jihadisti. L’uomo, intervistato da Fausto Biloslavo per Gli Occhi della Guerra, è stato ucciso dai miliziani dell’Isis durante le ore più calde della battaglia per la caduta della città.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha commentato la caduta dell’ultima roccaforte di Daesh in Siria parlando di “un grave pericolo per il nostro Paese” che è stato “eliminato”. Su Twitter, il capo dell’Eliseo ha scritto: “La minaccia rimane e la lotta contro i gruppi terroristici deve continuare”.

Sempre su Twitter la Coalizione internazionale ha sottolineato: “Oggi è stato confermato che Daesh ha perso tutto il suo territorio in Siria. È un’importante pietra miliare nella lotta contro i terroristi, ma non rappresenta la fine”. “Molti progressi sono stati fatti, ma c’è ancora molto lavoro da fare per assicurare la sconfitta definitiva del gruppo terroristico”, ha aggiunto il comando. “La Coalizione ringrazia e si congratula con le nostre forze armate e i nostri partner sul campo per il loro coraggio nell’aiutarci a raggiungere questo importante traguardo nella lotta contro Daesh” si legge nel documento.

“La storia ci mostra che gruppi come Daesh non hanno bisogno del territorio per rimanere una minaccia. Daesh continuerà ad usare le tattiche di insurrezione che rappresentano ancora una minaccia globale”, hanno precisato le forze. “La Coalizione è impegnata a sostenere il popolo nelle aree liberate in Siria e in Iraq e ad assicurare una duratura sconfitta di Daesh attraverso il sostegno umanitario”.

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