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La corsa per l’ipersonico si infiamma: gli Stati Uniti comunicano che durante l’ultimo test del nuovo missile Common-Hypersonic Glide Body, o C-Hgb, il vettore ha colpito il bersaglio con una precisione centimetrica dopo un volo di circa mille miglia.

Il segretario dell’Esercito americano, Ryan McCarthy, ha riferito in una conferenza tenutasi il 13 ottobre, che il nuovo missile ipersonico ha colpito il suo obiettivo con una tolleranza di una manciata di centimetri.

“I missili ipersonici stanno colpendo i loro obiettivi con uno scarto di soli 6 pollici”, ha fatto sapere il segretario durante il suo discorso tenuto virtualmente per un’associazione d’arma statunitense.

McCarthy si riferiva al successo del test di volo del missile C-Hbg, che andrà in servizio nell’Esercito e nella Marina, lanciato dal Pacific Missile Range Facility a Kauai, Hawaii, il 19 marzo scorso.

Il Common-Hypersonic Glide Body è volato ed ha colpito a velocità ipersonica “un punto di impatto designato”, secondo le dichiarazioni rilasciate il 20 marzo scorso dal Dipartimento della Difesa.

I missili ipersonici sono quelli in grado di volare a velocità superiori a Mach 5 – ovvero cinque volte la velocità del suono – e sono in grado di effettuare manovre e cambi di rotta, variando altitudine e azimut, rendendo più difficile il rilevamento e l’intercettazione da parte dei sistemi difensivi. Il Dipartimento della Difesa statunitense ha sviluppato il sistema C-Hgb in modo che potrà servire come base per i sistemi ipersonici della Marina e dell’Esercito. Il test di marzo ha segnato un importante passo avanti degli Usa nella gara per l’ipersonico, che in questo momento vede al primo posto la Russia che è l’unico Paese a schierare un sistema operativo, il Kh-47M2 Kinzhal, e uno in via di ingresso in servizio, il 3M22 Zircon, seguita dalla Cina.

Il sistema C-Hgb, per quanto sappiamo, è costituito dalla testata dell’arma, dal sistema di guida, dal cablaggio e dallo scudo di protezione termica, ma attualmente non ci sono altri dati a riguardo. Sappiamo però che si tratta di una sistema planante, simile quindi agli Hgv (Hypersonic Glide Vehicle) che andranno a equipaggiare i missili balistici intercontinentali russi tipo Rs-28 Sarmat e che sono già stati testati dalla Russia nel recente passato: i sistemi Avangard.

L’Esercito americano sta attualmente accelerando lo sviluppo della sua capacità ipersonica terrestre e prevede di mettere in campo un’arma di questo tipo entro il 2023.

A costruirla sarà sempre la Lockheed Martin, che è il principale assegnatario del contratto di sviluppo per il sistema ipersonico che sarà basato su un veicolo ruotato, mentre la Dynetics Technical Solutions si occupa della costruzione del corpo planante del missile.

L’U.S. Army si sta preparando per un altro test nel terzo trimestre del 2021, seguito da un secondo nel primo trimestre del 2022, ha detto il generale Neil Thurgood in un’intervista a Defense News prima della conferenza del 13 ottobre. Successivamente ci saranno altri due test di volo nel terzo trimestre del 2022. La Marina vuole ottenere la capacità di lancio da navi entro il 2023, mentre da sottomarino entro il 2024, invece U.S. Air Force vuole schierare la sua versione aviolanciabile nel 2022.

Le parole del segretario dell’Esercito Usa arrivano in un momento particolare, che non è affatto casuale: solo otto giorni fa la Russia ha mostrato un video di un test di volo del missile Zircon, lanciato da una fregata nel Mar Bianco, che ha colpito il suo bersaglio navale situato nel Mare di Barents dopo un volo ipersonico di circa 450 chilometri.

Sebbene sia solo l’ultimo di una serie di test, tra cui quello di gennaio in cui lo Zircon ha colpito con successo un bersaglio terrestre, i progressi russi sono guardati con apprensione da parte di Washington: la dichiarazione di McCarthy è proprio per ricordare all’opinione pubblica americana, ma anche agli avversari degli Stati Uniti (Russia ma anche Cina), che il programma per i missili ipersonici americani è operativo e che presto si vedranno i primi esemplari entrare in servizio. Washington teme pertanto di dare l’impressione di essere indietro, più che temere effettivamente di esserlo, per una questione di propaganda e di credibilità anche tra i suoi alleati, e quindi dà enfasi ai suoi successi anche se sono passati mesi da quando sono stati ottenuti: si tratta di una guerra di informazioni che si attua tra le varie potenze su più livelli.

Il missile C-Hgb era stato definito dal presidente Trump “super duper” ed è stato al centro di una singolare quanto indicativa vicenda: l’inquilino della Casa Bianca lo aveva definito come “17 volte più veloce” di qualsiasi altro missile esistente, ma evidentemente il presidente si era confuso forse con la velocità di un missile da crociera tipo Tomahawk, che è subsonico: se calcolata rispetto a questa, infatti, otteniamo una velocità di circa Mach 12, che potrebbe essere paragonabile a quella dei sistemi Hgv di fabbricazione russa (l’Avangard, secondo le fonti russe, sarebbe capace di viaggiare a Mach 27).

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