Secondo quanto dichiarato dai portavoce dell’Oms e riportato dall’agenzia di stampa Reuters, nella giornata di lunedì è iniziato il primo ponte aereo medico verso la capitale yemenita Sana’a, volto a garantire assistenza alla popolazione dello Yemen, piegata da cinque lunghi anni di conflitto. Secondo gli osservatori, l’apertura di questo nuovo fronte medico rappresenterebbe un primo segnale positivo di apertura per una risoluzione della crisi.

Il primo ponte aereo, avvenuto grazie alla collaborazione tra l’Organizzazione mondiale della sanità e la Giordania, ha permesso di portare al sicuro 16 persone, permettendo loro di avere accesso ad essenziali trattamenti medici. Uno dei pazienti, un 15enne di nome Abdallah, si è detto miracolato in quanto il viaggio gli permetterà di avere accesso a un trapianto renale, senza il quale la sua speranza di vita sarebbe stata limitata.

Oltre ad Amman, i voli medici che hanno ottenuto l’autorizzazione a recarsi in Yemen saranno diretti anche a Il Cairo, portando a compimento un lavoro di oltre due anni e che garantirà l’accesso alle cure a migliaia di persone. Con le condizioni sanitarie del Paese ridotte al minimo, le cure estere sono l’unica soluzione per la popolazione piegata dello Yemen. Tuttavia, data anche la povertà in cui è caduta la regione, nulla sarebbe stato possibile senza la stretta collaborazione tra l’Onu, l’Oms e con la partecipazione dell’Egitto e della Giordania.

I portavoce della Nazioni unite si sono detti soddisfatti dell’apertura ricevuta dall’autoproclamata dirigenza Houthi che, dallo scoppio del conflitto, controlla l’aeroporto della capitale yemenita. La sua riapertura è stata un punto fermo nelle trattative internazionali, con il fronte sanitario che si è rivelato la chiave di volta per permettere un avvicinamento delle posizioni. Entrambe le parti, nonostante le prime riserve, hanno convenuto su come i civili che necessitano di trattamenti medici urgenti non debbano essere privati della propria possibilità di curarsi; al tempo stesso l’occasione è stata colta dalla dirigenza sciita positivamente, avendo modo di apparire sotto una luce migliore agli osservatori internazionali.

Al momento, secondo quanto dichiarato da Mohammed Ali al-Houthi e riportato dalle fonti vicine alla dirigenza di Sana’a, sarebbero oltre 32mila gli iscritti alle liste mediche che nei prossimi mesi avranno la possibilità di accedere alle cure estere attraverso il ponte aereo. Il numero è tuttavia in crescita e nei prossimi mesi altre persone potranno avere accesso allo stesso trattamento, mentre le organizzazioni internazionali continueranno il lavoro di apertura volto a giungere ad una soluzione diplomatica del conflitto.

I prossimi mesi saranno dunque cruciali per valutare le modalità e le tempistiche per poter giungere ad una definitiva apertura che possa mettere fine alla guerra civile dello Yemen. Tuttavia, l’apertura medica che ha avuto un’accelerata nelle ultime settimane è un buon punto di inizio, attorno al quale potranno essere incentrati anche i dialoghi futuri, che mireranno alla stabilizzazione finale della situazione yemenita, salvando però dal conflitto questa volta non soltanto i pazienti malati bisognosi di cure mediche, ma la totalità della popolazione del Paese.