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I caccia di quinta generazione sono sempre al centro dei riflettori, come gli “sciami di droni” e la tecnologia stealth, ma la Marina americana ha nostalgia dell’iconico cacciabombardiere F-14 “Tomcat”: nessuno è stato ancora in grado di rimpiazzare le sue capacità strategiche, e ora che le superpotenze cinesi e russe incrementano le loro flotte in aria e in mare, questo potrebbe rivelarsi un problema.

Dopo averlo ritirato nel 2006 – dopo oltre tre decenni di servizio – la Marina degli Stati Uniti si è resa conto di aver lasciato delle lacune nella sua strategia aerea e queste lacune derivano principalmente dall’assenza di un velivolo imbarcato con le capacità di autonomia e velocità del Tomcat; in grado di respingere minacce come i velivoli stealth avversari a lungo raggio capaci di trasportare e lanciare missili da crociera. I nuovi aggiornamenti degli F/A-18 “Super Hornet” possono ovviare a un’ampia gamma dei compiti e ruoli ricoperti dal Grumman F-14, ma la scomparsa dai ponti delle portaerei americane del Tomcat adesso si fa sentire, e sarebbe auspicabile trovare una soluzione che potrebbe non essere neanche alla portata delle versione navalizzate dei nuovi jet F-35.

Al termine della Guerra fredda, che aveva portato un sensibile calo di minacce per il blocco occidentale e un conseguente calo di budget per la difesa, la Marina degli Stati Uniti, che non poteva più permettersi di mantenere un velivolo estremamente impegnativo e delicato come il Tomcat, rinunciò alla presenza di questo caccia da superiorità aerea supersonico e per la ricognizione tattica dai propri vettori aeronavali, ritagliando per la flotta di F-14 ruoli sempre più marginali negli strike lanciati dalle portaerei a vantaggio degli F/A-18 nelle versioni E/F.

Nonostante il Tomcat abbia preso parte a missioni operative ancora nel teatro jugoslavo del 1999 e in quello afghano nel 2002, il Super Hornet si dimostrò immediatamente un vettore aereo molto più affidabile e capace, per merito di un’avionica più moderna e delle sue dotazioni quali radar e altri sistemi integrati.

Questa superiorità palese della piattaforma F/A-18 non ha però cancellano due punti deboli che adesso, con l’ascesa della Marina cinese e il risvegliarsi dell’orso russo, l’Us Navy si trova a dover affrontare per il futuro: la portata operativa e la velocità che il Super Hornet non è in grado di fornire di fronte alle nuove possibili minacce nel Pacifico occidentale e nel Nord Atlantico.

L’F-14, fulcro del concetto di Outer Air Battle della Marina americana, era progettato appositamente per impedire ad un bombardiere sovietico di distruggere uno Strike Group che incrociasse nell’oceano. La Marina rinunciò alla velocità e alla portata del Tomcat poiché non avrebbe più dovuto fare i conti con la minaccia sovietica, e con l’evenienza che un formazione di bombardieri strategici Tupolev Tu-22 Backfire andassero a caccia dei gruppi da battaglia delle portaerei americane con i loro missili da crociera.

Ora che Cina e la Russia si stanno riaffermando sulla scena mondiale, con le loro basi avanzate per bombardieri strategici e non i loro incrociatori lanciamissili anti-nave, il Pentagono e gli analisti della Marina cercano una piattaforma imbarcata capace di sventare questa minaccia. 

Lo studio per la  Next Generation Air Dominance per sostituire l’F/A-18 E e F ha come obiettivo il 2040 – un tempo troppo lontano secondo gli scenari più catastrofici. Il successore del Super Hornet dovrà comunque possedere capacità simili a quelle dell’F-14 Tomcat in termini di velocità e autonomia, integrate in un’avionica all’avanguardia. Ben distante quindi da quella che tutti abbiamo imparato ad amare nel cult movie degli anni ’80 “TopGun“.

Il Tomcat

Sviluppato da Northrop Grumman per sostituire il caccia F-4 “Phantom”, il caccia da superiorità aerea imbarcato F-14 “Tomcat” ed entrò in servizio con la US Navy nel lontano 1972 come caccia da superiorità aerea, intercettore e ricognitore ad lungo raggio. Caccia biposto con configurazione con ala a geometria variabile, era spinto da una coppia di motori General Electric F110-GE-400 turbofan capaci di garantire una spinta di 120kN e una velocità superiore a mach 2.  Era armato con un mitragliatore General Vulcan M61A-1 da 20 mm con 675 colpi di munizioni e poteva portare su otto piloni missili air-to-air a corto, medio e lungo raggio  Aim-9 Sidewinder, Air-7 Sparrow e Aim-54, con un raggio di oltre 150 km. 

Ritirato nel 2006, compì la sua ultima missione di guerra nel teatro iracheno, impiegando munizionamento intelligente su un obiettivo terrestre. Nella sua longeva carriera si scontrò e ottenne successi con Mig-23 e Su-22 di produzione sovietica.

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