Olaf Scholz è sotto pressione per inviare i missili a lungo raggio Taurus all’Ucraina. E il cancelliere tedesco prossimo all’ufficiale caduta del suo Governo dopo la rottura della coalizione tra Spd, Verdi e Liberali è rimasto intrappolato in un cortocircuito.
Dai liberali alla Nato, tutti pressano Scholz
Da un lato, il suo esecutivo è caduto anche perché il leader del partito liberale Fdp, il ministro delle Finanze Christian Lindner, è stato silurato per discussioni sul budget federale che, a suo avviso, non dovevano prevedere nuovi aiuti all’Ucraina non coperti da finanziamenti esterni, portando al dimezzamento (da 7,5 a 4 miliardi di euro) degli aiuti dal 2024 al 2025. Dall’altro, ora proprio i liberali, al Bundestag, hanno promosso una mozione per accelerare la consegna dei Taurus a Kiev. Una mossa tattica per plasmare un posizionamento politico chiaro e strizzare l’occhio all’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) del conservatore Friederich Merz, in pole per diventare il nuovo cancelliere dopo le elezioni federali di febbraio.
Il partito che ha chiesto rigore di spesa ora apre alla consegna dei missili dal raggio d’azione di oltre 500 km che supererebbero in portata tanto gli Atacms americani quanto i vettori Scalp e Storm Shadow anglo-francesi. Facendo di fatto sponda con gli alleati di Berlino che al G20 brasiliano tirano per la giacca l’ex sindaco di Amburgo, chiamato a nuovi appoggi all’Ucraina di cui Berlino è il secondo sostenitore in termini di aiuti militari dopo gli Usa.
“L’aumento della pressione su Scholz giunge in un momento delicato per il cancelliere, dopo che ha staccato la spina alla sua coalizione e ora guida un Governo di minoranza”, nota il Financial Times. Aggiungendo che Scholz “è stato criticato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky per aver avuto una conversazione telefonica di un’ora con il presidente russo Vladimir Putin venerdì scorso, la prima in quasi due anni”.
La volontà di chiudere la guerra
Scholz sta riscoprendo la tradizionale volontà della Spd di non chiudere politicamente alla Russia e sta pesando le conseguenze di quasi tre anni di guerra che in Europa hanno visto la Germania subire una grande sconfitta politica, economica ed energetica. I Taurus potrebbero colpire in profondità nel territorio russo, spaccando ulteriormente la relazione un tempo perno dell’asse economico e industriale tra le due parti dell’Europa. Scholz teme che un’escalation fuori controllo possa prendere piede qualora i Taurus e altri missili prendano la direzione dell’Ucraina.
Il “vaso di Pandora” che, secondo Zelensky, la telefonata con Putin avrebbe aperto è per Scholz potenzialmente collegato al prosieguo di una guerra che il cancelliere, dopo la rottura della coalizione con i “falchi” Verdi e l’Fdp, è invece desideroso di chiudere. Magari, dopo l’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, negoziando da uscente in attesa che si insedi il nuovo Governo. Tornando dunque a quel tentativo di fare da paciere che, da cancelliere neo-insediato, condusse assieme a Emmanuel Macron a inizio 2022 prima di essere travolto, assieme all’Europa, da una tempesta d’Ucraina che ha visto la Germania assai danneggiata.

