La geopolitica della corsa allo spazio
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“Non ci sarà una pace dettata da Putin. L’Ucraina non lo accetterà e non lo farà neppure la Germania”. Intervenendo al World Economic Forum di Davos, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha tracciato una chiara linea rossa chiarendo quali saranno i termini della pace relativa alla guerra in Ucraina.

Il messaggio, va da sé, è rivolto indirettamente a Vladimir Putin. “Putin negozierà la pace seriamente solo se capisce che non riesce sfondare le difese dell’Ucraina”, ha affermato Scholz ribadendo che il presidente russo non deve vincere questa guerra. “Ho fiducia che non ci riuscirà. La Russia ha già mancato molti dei suoi obiettivi e sembra ormai chiaro che non riuscirà a prendere tutta l’Ucraina”, ha dichiarato il cancelliere, aggiungendo un particolare molto importante, ovvero che la Nato non prenderà parte alla guerra in Ucraina.

“Siamo uniti con i nostri partner anche su questo: non faremo nulla che lasci diventare la Nato una parte del conflitto”, ha chiarito lo stesso Scholz, affermando poi che la comunità internazionale può “fare affidamento” sulla Germania e ricordando che il suo esecutivo ha approvato il fondo speciale da 100 miliardi di euro per le Forze armate tedesche (Bundeswehr).



Un messaggio per Putin

Scholz ha proseguito nella sua analisi spiegando che la guerra in Ucraina ha segnato un punto di svolta, un ritorno all’imperialismo e all’uso della guerra come strumento di politica. “Putin si comporta come se avesse il diritto di cambiare i confini, e l’attacco all’Ucraina è un attacco al sistema di cooperazione internazionale creato dopo la seconda guerra mondiale per impedire l’uso della guerra come strumento di politica”, ha tuonato il leader tedesco.

In risposta alla mossa di Mosca, ha continuato Scholz, l’Europa si è rafforzata e Putin ha sottostimato la determinazione del G7 a rispondere. Riguardo, invece, alla decisione di Svezia e Finlandia a entrare nella Nato, Scholz ha detto che “saranno accolti a braccia aperte”.

L’incognita sui negoziati

“Non possiamo permettere a Putin di vincere e Putin non vincerà”, ha ribadito Scholz nel corso del suo intervento. “Abbiamo imposto alla Russia sanzioni severe come mai prima, il cui costo per il regime” di Mosca è “grande e cresce” giorno dopo giorno, ha aggiunto. Per il cancelliere tedesco, Putin negozierà la fine del conflitto in Ucraina “quando capirà che non può spezzare la resistenza” di questo Paese. Ad ogni modo, la pace non potrà essere un diktat, “perchè nè l’Ucraina nè noi l’accetteremo”, ha infine affermato Scholz.

Resta allora da capire come e quando si svilupperanno i negoziati di pace. Dalle ultime dichiarazioni rilasciate dai vari attori protagonisti della vicenda, sembra che nessuna delle parti in causa voglia cedere qualcosa. Non la Russia, che per bocca dell’ex presidente Dmitrij Medvedev ha fatto capire che Crimea e Donbass non torneranno mai a Kiev. Non l’Ucraina, che per bocca del presidente Volodymyr Zelensky e degli alti funzionari continua a ripetere che non ci saranno concessioni territoriali da parte di Kiev. Adesso anche Scholz, e dunque un leader europeo, ha fatto capire che giungere ad un nuovo tavolo di pace potrebbe essere più complesso del previsto.

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