Non ci sono le forze speciali degli Stati Uniti, dell’Afghanistan e dei Paesi Nato a combattere la guerra afghana. Anche i talebani possiedono un loro corpo d’élite. Già nel 2015, la Nato si era dimostrata particolarmente preoccupata dalle fotografie che mostravano addestramenti molto avanzati di alcuni reparti dei talebani. Non si trattava più di semplici addestramenti di guerriglieri, ma di addestramenti che assomigliavano a quelli dei reparti delle forze speciali degli eserciti moderni. Nel tempo, i timori dell’intelligence della Nato si sono rivelati sempre più concreti. Inchieste giornalistiche di varie fonti, a partire da Reuters e dal Washington Post, hanno mostrato come fosse sempre più evidente l’utilizzo di commando altamente specializzati e perfettamente addestrati da parte delle forze talebane. Non si trattava più di quei guerriglieri che combattevano 15 anni fra le montagne afghane, ma di soldati moderni ed estremamente competitivi sul campo di battaglia. E l’evoluzione delle milizie fu evidente già nel 2016, quando la provincia di Helmand fu teatro di una serie di operazioni da parte delle nuove forze d’élite che dimostrarono una preparazione di gran lunga superiore alle aspettative.
Secondo quanto riportò l’agenzia Reuters nel 2016, le battaglie per il controllo di Helmand divennero da subito il simbolo di questa nuova modalità di guerra da parte dei talebani. “I talebani hanno unità armate pesantemente, in uniforme, dotate di visori notturni e armi moderne”, disse Sayed Murad, comandante delle forze speciali afghane, ai media. Per raggiungere l’obiettivo della presa della provincia, una delle più ricche per la produzione di oppio, i talebani schierarono una nuova unità, chiamata “Sara Khitta”, “Unità rossa”, dotata di armi avanzate, visori di ultime generazione, razzi da 82 mm, mitragliatrici pesanti e fucili d’assalto di fabbricazione statunitense. Insomma, un vero e proprio gioiello delle forze armate talebane che ha messo in scacco gli stessi reparti speciali delle forze di sicurezza afghane e che ha forti legami con il Pakistan, che si ritiene la vera e propria fucina di armi e tecnologie dell’unità d’élite. Conferme arrivarono anche dall’Associated Press. “Questo tipo di forza ci sta dando ottimi risultati, e abbiamo discusso se dobbiamo schierare questo tipo di unità in modo più ampio”, dichiarò ai media un comandante talebano. Il capo della polizia di Kandahar, il generale Abdul Raziq, dichiarò nello stesso report di Ap che il gruppo era “una realtà”. “Non possiamo negare che i talebani stanno cambiando le loro tecniche e questo nuovo gruppo fa parte del loro nuovo approccio e delle loro nuove tattiche. Sono ben equipaggiati e altamente armati”, disse con preoccupazione il generale.
La minaccia non è mai stata sottovalutata dalle forze di sicurezza afghane, che a cadenza regolare hanno assistito a operazioni chirurgiche di questi reparti che hanno dimostrato un utilizzo di cecchini e tattiche di guerriglia molto letali. E negli ultimi mesi, le forze speciali hanno assunto un ruolo di primo piano anche all’interno della stessa propaganda talebana, che fa circolare foto e video delle operazioni e degli addestramenti della “Sara Khitta” per dimostrare ai miliziani e alle potenziali reclute le capacità belliche dell’esercito di fanno parte o di cui vogliono far parte. The Long War Journal, rivista online specializzata nell’analisi e nell’intelligence riguardante i conflitti in cui sono impegnate le forze Usa, ha pubblicato il mese scorso le foto prese dal canale Telegram che i talebani usano per far circolare il loro materiale propagandistico in cui erano raffigurati i soldati dell’Unità rossa armati di tutto punto con divise nuove, nuovi equipaggiamenti e con un M998 High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle (o Humvee) appena catturato alle forze afghane. Come riporta Daniel Iriarte per El Confidencial, molti analisti pensano che questa forza abbia attualmente operativi tra i 300 e i 400 uomini, con alcuni membri giunti da gruppi jihadisti dell’Asia centrale e del Pakistan. Per ora non si hanno conferme in tal senso, ma una cosa è certa: l’Afghanistan è una guerra che continua a riservare sorprese.