Raramente, dall’inizio scoppio della guerra in Siria nel 2011, Asma al-Assad, moglie del presidente Bashar al-Assad, ha rilasciato dichiarazioni alla stampa. Un po’ a sorpresa, è tornata a parlare in esclusiva all’emittente televisiva “Russia 24”, e lo ha fatto con una lunga intervista di mezz’ora circa, dove ha toccato molti temi riguardanti l’attuale situazione in Siria, attaccando in particolare la politica delle sanzioni economiche imposte dall’occidente al Paese mediorientale.E’ un’analisi molto lucida e puntuale quella della first lady: “Non credo che sia un segreto per nessuno che le sanzioni contro la Siria oggi hanno colpito il nostro popolo nella medesima maniera in cui, negli anni ’90, hanno devastato gli iracheni. L’unica differenza – ha affermato Asma al-Assad, doppia cittadinanza britannico-siriana, nata e cresciuta a Londra – è che nessuno può pretendere, soprattutto quelli che impongono tali sanzioni, che non vi siano conseguenze per il popolo siriano. Qual è il vantaggio nel sanzionare i prodotti alimentare di base? Qual è il vantaggio nel bloccare l’accesso di medicinali e apparecchiature di assistenza sanitaria di vitale importanza? Solo pochi giorni fa ho incontrato un anziano a cui era stato appena diagnosticato un cancro: era molto preoccupato perché non poteva disporre del trattamento di cui aveva bisogno, perché la chemioterapia non è più disponibile nel nostro Paese. E questo è solo un esempio. In realtà, solo poche settimane fa, l’Onu ha pubblicato un rapporto che ha rilevato il significativo aumento della povertà e della mortalità a seguito di tali sanzioni”.Il paradosso è che le sanzioni sono state imposte dai cosiddetti “Amici della Siria” (“Friends of Syria”), collettivo diplomatico internazionale convocato periodicamente sul tema del conflitto siriano al di fuori del Consiglio di Sicurezza, fondato dagli Stati Uniti, e formato, tra gli altri, da Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Inghilterra, Giordania, Turchia e Italia: “È davvero una contraddizione che tali sanzioni siano state imposte dagli Amici della Siria – ha osservato Asma al-Assad – ma ciò che questo rapporto dell’Onu non dice è che la situazione sarebbe stata molto più difficile se non fosse stato per i veri e unici amici della Siria, come la Russia, che ha continuato a fornire assistenza umanitaria ed economica al nostro Paese. E’ un qualcosa che non dimenticheremo mai».La first lady siriana ha lodato inoltre il sacrificio dei soldati dell’esercito governativo morti in guerra nella lotta contro il terrorismo islamista: “La mia priorità – ha ribadito nel corso dell’intervista – è quella di aiutare le famiglie dei soldati feriti, le persone sfollate o colpite da questa guerra. E’ grazie ai nostri martiri se la Siria è ancora in piedi oggi. Dobbiamo onorarli per il loro sacrificio. A livello personale sono onorata della loro determinazione, della loro resistenza e del loro amore per la Siria. Sono la mia più grande forza e motivo di speranza per il futuro”.Asma al-Assad è rimasta a fianco del marito nonostante numerose offerte di asilo politico che le avrebbero garantito protezione e aiuto: “Mi è stata offerta la possibilità di lasciare la Siria diverse volte. Queste offerte includevano garanzie di sicurezza e protezione per i miei figli, nonché una certa sicurezza finanziaria. Non ci vuole un genio per capire cosa queste persone in realtà volessero. Si è trattato di un tentativo deliberato di distruggere la fiducia del popolo nei confronti del loro presidente”.

Nel campo comunista di Goli Otok
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