La geopolitica della corsa allo spazio
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Un emendamento ad un decreto del 2019 per rendere più snella e agile la trasformazione in cittadini russi di migliaia di bambini e minori ucraini. È questa l’ultima mossa di Mosca, una mossa burocratica che si applica tanto ai profughi finiti in Russia, quanto a tutti i ragazzi che risiedono nelle regioni di Lugansk e Donetsk, oltre che Kherson e Zaporizhzhia.

Per il Cremlino si tratta di un atto formale necessario ad estendere il suo controllo nei nuovi territori conquistati dopo lo scoppio della guerra. Per l’Ucraina, al contrario, siamo di fronte ad un atto intenzionale per  russificare con forza bambini innocenti, per altro già travolti dal dramma del conflitto. Come ha sottolineato Il Corriere della Sera, Vladimir Putin ha firmato ieri l’editto (ukaze) che consente a Mosca di rendere a tutti gli effetti russi gli ucraini rimasti orfani o minori.

“Hanno il diritto di presentare domanda di cittadinanza per i bambini anche i capi delle organizzazioni di accoglienza per orfani o minori non accompagnati o i capi di istituzioni educative, oltre a tutori e guardiani dei piccoli”, si legge nel documento. Significa che scuole, istituti scolastici, centri medici e sociali e orfanotrofi possono decidere in merito alla futura nazionalità dei ragazzi da loro assistiti. In attesa, in un secondo momento, che gli stessi bambini vengano adottati da una famiglia russa.

Il decreto di Mosca

Se per la maggior parte dei media occidentali l’atteggiamento del Cremlino nasconde la volontà di “rapire” e russificare i bambini ucraini – come fatto per grano, metallo e altre preziose risorse rinvenute in Ucraina – le agenzie russe analizzano inevitabilmente la questione con altre lenti. Ria Novosti sostiene ad esempio che Putin abbia firmato un decreto che semplifica, soprattutto nei territori appena conquistati dai russi, la procedura per gli orfani o i bambini ucraini lasciati senza cure parentali per accedere alla cittadinanza russa.

Il decreto, secondo quanto riportato invece dall’Ukrayinska Pravda, afferma che gli orfani e i bambini lasciati senza cure parentali, le persone prive di capacità giuridica che sono cittadini ucraini, possono ottenere la cittadinanza russa attraverso una procedura semplificata. Inoltre, i tutori o le organizzazioni potranno richiedere la cittadinanza russa per i bambini che si trovano nei territori ucraini come Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson.



Il dramma dei bambini ucraini

È tuttavia importante far notare che Putin aveva già firmato un decreto volto a semplificare la procedura per ottenere la cittadinanza russa per gli abitanti dei territori degli oblast di Kherson e Zaporizhzhia.

Tornando al recente emendamento, il richiedente deve firmare una dichiarazione emblematica: “Mi impegno a essere fedele alla Russia, a compiere scrupolosamente il mio dovere civico e a sostenere i miei obblighi in accordo con la Costituzione e le leggi della Federazione russa”.

Certo è che, come ha fatto presente Reuters, l’Ucraina ha accusato la Russia di aver deportato con la forza più di 210.000 bambini dallo scorso 24 febbraio ad oggi, sostenendo anche che Mosca intenda trasformare quei bambini in cittadini russi.

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