Nonostante il basso numero di contagi registrato fino ad ora in Russia – almeno rispetto i numeri mondiali – il Cremlino ha ordinato una ramificata esercitazione di contenimento delle epidemie virali per prepararsi al peggio. Soprattutto dopo che i casi di coronavirus in Russia sono aumentati a oltre mille solo nelle ultime 24 ore con il terzo decesso registrato per coronavirus.

Mentre il presidente russo Vladimir Putin sfilava nella sua tuta anti-contaminazione gialla presso l’ospedale Kommunarka a Mosca – struttura ospedaliera dove vengono ricoverati i pazienti contagiati dal virus – il Cremlino diramava l’ordine impartito direttamente dal presidente di “organizzare” delle manovre preventive per addestrarsi a contenere quella pandemia che ora mostra le prime avvisaglie di diffusione anche nella Federazione Russa.

Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa, queste esercitazioni verranno svolte in sette basi militari: “Kirillovskij (regione di Leningrado), Pogonovo (regione di Voronezh), Mulino (regione di Niznij Novgorod), Sverdlovskij (Ekaterinburg), Roshchinskij (regione di Samara), Chebarkulskij (regione di Cheljabinsk) e Jurginskij (regione di Kemerovo)” e coinvolgeranno “unità delle forze aerospaziali, delle forze missilistiche strategiche, delle forze di difesa chimica e biologica, genieri militari e varie organizzazioni di assistenza medica”.

Nel contempo le forze armate russe hanno iniziato a condurre controlli da 48h per testare la loro prontezza nel combattere il virus. Questi “controlli”, ha riferito il ministero della Difesa russo, “hanno lo scopo di aumentare il livello di prontezza delle unità per risolvere i compiti di lotta contro l’infezione da coronavirus, se necessario”.

Secondo quanto affermato dal ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, i controlli saranno condotti in due diverse fasi. “Nella prima fase, il comando dei distretti militari e degli organi centrali di comando militare avrà il compito di istituire un raggruppamento di forze (equipaggiamento) e distacchi congiunti per far fronte alle conseguenze della lotta contro le malattie nei luoghi di spiegamento delle truppe”. Nella seconda fase, invece, verranno effettuati controlli per due giorni per testare la prontezza delle unità mediche e un’unità mobile dello stato maggiore da dispiegare rapidamente per combattere il Covid-19 ovunque esso si manifesti. In questo modo i funzionari del Cremlino potranno valutare le capacità di trasporto per dispiegare forze e attrezzature nelle aree più remote del Paese transcontinentale – che si estende per oltre 17 milioni di chilometri quadrati – tramite trasporto aereo e ferroviario in modo da fornire le necessarie attrezzature e il personale abilitato all’assistenza dei malati e per imporre le misure di quarantena. S’infrange così un’altra delle teorie complottiste che nelle scorse settimane guardavano con sospetto alla Russia “immune dal virus”. Nonostante il basso numero di contagi registrato su una popolazione di centocinquanta milioni di abitanti, adesso anche il gigante russo trema.

La ragione di queste esercitazioni, infatti, è arrivare “preparati” al potenziale pericolo rappresentato dal Covid-19, dato l’aumento dei contagiati che ad oggi ha toccato 16 regioni della Federazione, riporta l’agenzia Tass. E non è da escludere l’ipotesi che il Covid-19 possa manifestarsi nei prossimi giorni in molte altre regioni che compongo la Federazione. “Ad oggi, la Russia ha registrato 1.036 casi di infezione da coronavirus con il metodo progressivo totale in 58 regioni. Sette persone sono state dimesse dagli ospedali dopo il loro recupero nelle ultime ventiquattro ore. Durante l’intero periodo, 45 persone sono state dimesso dagli ospedali “, ha riferito a Tass il centro di monitoraggio del coronavirus. Attualmente i sono stai registrati oltre 157 casi nella capitale Mosca, ma almeno un contagio o più sono stati confermati nelle Repubbliche di Cecena, Mordovia, Udmurt, Daghestan, Tatarstan e nelle regioni di Volgograd, Samara, Ivanovo, Oryol, Tula, Yaroslavl, Rostov, Kirov, e nella “repubblica” di Crimea.

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