Il pronunciamiento del comandante della Wagner Evgenyi Prigozhin ha al centro Rostov, città estremamente nevralgica e chiave per lo sviluppo del conflitto in Ucraina. La mossa dei militari della Wagner contro il Cremlino, 25mila per la precisione secondo le fonti più attendibili, può infatti tagliare alle spalle le linee di rifornimento delle forze armate russe che stanno da oltre un anno muovendosi, tra difficoltà e sfide problematiche, per sopraffare i nemici d’oltre confine. Trovandosi di fronte a profonde problematiche logistiche.
Rostov, città di oltre un milione di abitanti posta sul bacino del Don e già ritenuta estremamente strategica ai tempi della Seconda guerra mondiale, oggi è la chiave di volta per i passaggi logistici diretti al fronte e, soprattutto, per la mobilità interna tra un saliente e l’altro. Sicuramente centrale per l’arrivo dei rifornimenti a Donetsk e al fronte di Kharkiv, Rostov è in mano alla Wagner e sarà interessante capire in che misura al suo interno si trovino armi, munizionamenti e vettovagliamenti capaci di mantenere le forze armate. O di interdire mosse ulteriori da parte dell’esercito russo.

Nel tentativo di andare alla prova di forza col Cremlino, Prigozhin ha calato l’asso dalla manica e indicato il nemico numero uno nel ministro della Difesa Sergej Shoigu. A cui vuole imporre un durissimo contrappasso: bloccato per mesi con ridotte consegne di munizioni e armi, le truppe della Wagner hanno rotto le uova nel paniere al regista dell’offensiva in Ucraina, indicato come nemico pubblico numero uno, tagliando una delle arterie di rifornimento chiave del Paese guidato da Vladimir Putin.
A cosa punta Prigozhin? Tra un appello a “impiccare Shoigu sulla Piazza Rossa” e una sfida a tutto campo ai vertici militari, Rostov, e in secondo luogo Voronez, sono architravi securitarie non secondarie. Tutti i rifornimenti al fronte, qualora gli ucraini in tempi brevi volessero rilanciare la loro azione offensiva, passerebbero nelle mani della Wagner. Mentre le voci sull’avanzata delle colonne dei mercenari si diffondono a tutto campo, la questione-Rostov è centrale per il futuro della guerra e forse dello stesso potere nella Federazione Russa. “In realtà, deve anche essere tenuto presente che Prigozhin non ha cambiato la sua visione dell’Ucraina. Forse vuole prendere Voronezh e Rostov perché vuole anche liberare munizioni”, ha detto il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur invitando a non abbassare la guardia sul fatto che le mosse della Wagner non necessariamente devono escludere una ripresa dei combattimenti contro Kiev.
Rostov consente alla Russia di muovere riserve, per esempio, dai fronti sud del conflitto via Kerch, Caucaso russo e oblast meridionali verso il fronte con l’Ucraina senza rischiare esposizione al tiro missilistico e d’artiglieria ucraino. Rappresenta un importante snodo portuale e il centro del Distretto meridionale della Federazione Russa. Non è un’esagerazione credere che i rifornimenti per la Crimea sarebbero a rischio senza la chiave di volta di Rostov e che Mosca si troverebbe virtualmente paralizzata nel condurre operazioni belliche senza il benestare della Wagner.
La partita è tesa ed è troppo presto per giungere a conclusioni definitive. Ma nella partita a scacchi con Mosca Prighozin ha mosso direttamente alfieri, torre e regine. Conquistando spazio per cercare di dettare i tempi: una sfida strategica a cui si attende la risposta di Putin e dei suoi. Che potrebbe investire, una volta di più, una città già in passato travolta da guerre e battaglie.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

