La geopolitica della corsa allo spazio
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Alleati sì, ma fino ad un certo punto. La recente partnership tra Cina e Russia potrebbe essere un po’ diversa rispetto a quanto ci hanno raccontato Xi Jinping e Vladimir Putin. Pare, infatti, che Mosca abbia più volte bussato alla porta di Pechino per chiedere al gigante asiatico maggiore sostegno sulla guerra in corso in Ucraina, senza tuttavia ricevere l’aiuto sperato.

I funzionari del Cremlino avrebbero invitato la leadership cinese ad essere all’altezza dell'”amicizia senza limiti” più volte sbandierata al mondo intero negli ultimi mesi, e pure prima dell’inizio delle operazioni militari in terra ucraina. La Repubblica Popolare avrebbe però mostrato la volontà di non superare pericolose linee rosse, con il rischio di entrare in conflitto con il blocco occidentale e incorrere nelle temute sanzioni.

È per questo motivo che Xi avrebbe stabilito dei limiti ben precisi su cosa potrà fare la Cina per aiutare la Russia e cosa, invece, non potrà assolutamente fare. La leadership cinese sarebbe ben lieta di rafforzare il suo rapporto geopolitico e commerciale con la Russia, ad esempio acquistando più gas e petrolio dal Cremlino, come del resto sta già facendo. Allo stesso tempo, Xi non intenderebbe rifornire di armi Putin né fornirgli assistenza militare di alcun tipo.



“Scambi tesi”

Abbiamo usato il condizionale, perché quella appena raccontata è la ricostruzione fatta dal Washington Post. Secondo il quotidiano statunitense, che è sceso nei dettagli, in almeno due occasioni Mosca avrebbe fatto pressioni su Pechino affinché il Dragone offrisse nuove forme di sostegno economico (e forse non solo quello). In entrambi i casi, proprio per la delicatezza della questione, gli scambi avvenuti tra le parti sarebbero stati “tesi“, come ha descritto un anonimo funzionario cinese.

Non sappiamo molto delle presunte richieste russe. Sembra che includessero il mantenimento di “impegni commerciali” presi precedentemente allo scorso 24 febbraio e il supporto finanziario e tecnologico adesso colpito dalle sanzioni statunitensi e di altri Paesi.

“La Cina ha chiarito la sua posizione sulla situazione in Ucraina e sulle sanzioni illegali contro la Russia. Comprendiamo la difficile situazione di Mosca. Ma non possiamo ignorare la nostra situazione in questo dialogo. La Cina agirà sempre nel migliore interesse del popolo cinese”, hanno fatto sapere da Pechino, sempre secondo quanto raccolto dal WP.

Il reale rapporto tra Russia e Cina

Difficilmente la Cina si sarebbe mai aspettata che la Russia portasse questa guerra fino al quarto mese dal suo scoppio. Forse Pechino non sapeva neppure delle intenzioni russe di dare il via alle operazioni militari, ma questo è un altro discorso. Il punto fondamentale è che Mosca ha un disperato bisogno di assistenza economica, tecnologica e pure militare.

I più stretti consiglieri di Xi Jinping sarebbero stati incaricati di escogitare metodi efficaci per aiutare finanziariamente la Federazione Russa, ma senza violare le sanzioni. Questo “è però del tutto insufficiente dal punto di vista russo”, ha spiegato un alto funzionario statunitense.

La posizione della Cina è tuttavia piuttosto complessa e apparentemente contraddittoria. Pechino rivendica in pubblico la solida partnership con la Russia ma, al tempo stesso, sostiene di essere neutrale al conflitto per il timore di essere compromessa finanziariamente. I cinesi hanno sempre dichiarato di non aver mai ricevuto richieste russe per armi o munizioni, ma non sappiamo se il Cremlino abbia chiesto equipaggiamenti o strumenti che potrebbero essere usati nel conflitto, come forniture e tecnologie. Nel frattempo molti grandi colossi commerciali cinesi hanno abbandonato la Russia, mentre altrettante banche e società tecnologiche cinesi hanno sospeso gli affari con Mosca.

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