I ribelli siriani si mostrano sempre più terroristi e sempre meno “moderati”. Nelle ultime ore ha fatto grande scalpore un filmato parecchio truce in cui si vede un bambino – avrà al massimo 11 anni – preso dai ribelli e accusato di essere una spia di Liwaa Al Quds, una brigata palestinese che sostiene il presidente siriano Bashar Al Assad (Qui il filmato dell’orrore).Il filmato è stato realizzato dai miliziani di Harakat  Nour al-Din al-Zenki, foraggiati anche dagli Usa in funzione anti-Assad. I loro comportamenti lasciano ben pochi dubbi si chi siano davvero i ribelli moderati. L’indice che si rivolge verso il cielo e le urla Allah Akbar mentre il povero bambino viene decapitato.Un ribelle lo prende per i capelli e lo schiaffeggia. Poi lo butta a terra con violenza e il coltello comincia a scivolargli sulla gola. Potrebbe essere un’immagine girata a Raqqa o a Mosul. Invece no. È il simbolo della Siria che verrà una volta che Assad dovesse perdere il potere a causa dei ribelli sostenuti dall’Occidente.Dopo che il filmato è stato diffuso in rete,  in una nota, il gruppo ribelle ha denunciato l’accaduto, parlando di “abusi dei diritti umani condivisi sui social media”, che non rappresentano le sue politiche e azioni. Harakat Nour al-Din al-Zenki ha annunciato anche di aver formato una commissione di indagine per verificare i fatti: “Tutte le persone che avrebbero commesso la violazione sono state arrestate e consegnate alla commissione per le indagini in accordo con gli standard legali del caso”. La Coalizione nazionale siriana, cui il gruppo appartiene, ha definito i fatti “intollerabili” e chiesto che esso applichi le misure necessarie per affrontare il caso.Ciò che stupisce è che Harakat Nour al-Din al-Zenki è un “nostro” alleato in Siria. Dall’America il gruppo ha ricevuto i BGM-71-Tow, vari tipi di armi e parecchi soldi. Sono davvero questi i nostri alleati?banner_occhi_sotto_attacco Ora i cristiani sono sotto tiro non solo in Medio Oriente, Africa, Asia ma anche qui da noi. Per questo vogliamo continuare a raccontare le storie dei cristiani sotto attacco ovunque si verificassero episodi di discriminazioni, persecuzioni, violenze. Per farlo abbiamo bisogno anche di te. SOSTIENI IL REPORTAGE SUI CRISTIANI SOTTO TIRO QUI