Regione di Kursk, per la Russia rinforzi dalla Corea del Nord

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La Corea del Nord dovrebbe inviare rinforzi nella regione di Kursk. Ad affermarlo è stato il capo dell’intelligence militare di Kiev, generale Kyrylo Budanov, a The War Zone. Si tratterebbe, secondo quanto riferito, di unità missilistiche e di artiglieria che in genere utilizzano sistemi di artiglieria a canna e a razzo, nonché i missili balistici a corto raggio KN-23 che Pyongyang ha già fornito a Mosca. Secondo Budanov, l’artiglieria nordcoreana viene utilizzata per supportare le operazioni sia di Pyongyang sia di Mosca, mentre i missili sono esclusivamente utilizzati dai russi.

La situazione nell’oblast di Kursk, invaso dagli ucraini la scorsa estate, sta lentamente ma costantemente mutando in favore dei russi: dopo un attacco di alleggerimento effettuato dalle forze di Kiev la settimana scorsa, l’esercito russo è tornato ad avanzare di recente con aspri combattimenti tra il 20 e il 21 gennaio. Fonti OSINT riportano che le forze russe sono avanzate nella periferia occidentale di Viktorovka (a Nord-Ovest di Sudzha) e a sud-ovest e nord-ovest di Nikolskiy (a sud di Viktorovka).

Il conto dei caduti

Il New York Times aveva riferito il 22 gennaio che un alto funzionario della Difesa degli Stati Uniti sosteneva che ulteriori forze nordcoreane sarebbero arrivate in Russia entro i prossimi due mesi (più o meno a metà marzo 2025), tuttavia senza specificare il numero di truppe o la tipologia di unità.

Ora, con le dichiarazioni di Budanov, potremmo avere un’idea più precisa sebbene non si sappia la consistenza dei rinforzi, e neppure se si tratti semplicemente di normale rotazione delle unità nordcoreane presenti al fronte. L’intelligence della Corea del Sud, già il 23 dicembre scorso, aveva riferito che la Corea del Nord avrebbe potuto prepararsi a schierare un numero imprecisato di forze aggiuntive con equipaggiamento militare, sia come rotazione sia come dispiegamento aggiuntivo di forze. Finora, secondo Kiev circa un terzo dei 12.000 soldati nordcoreani inviati a Kursk sarebbero stati uccisi, e la BBC, citando funzionari occidentali, ha riferito che il conto di di morti e feriti sarebbe di 4.000 di cui mille i soldati uccisi in combattimento.

Il fuoco amico

Singolare, ma non confermato, che il 21 gennaio il media di opposizione russo Mobilization News ha riferito che le autorità di Mosca starebbero attualmente cercando tre soldati nordcoreani che hanno ucciso cinque soldati russi della 810a Brigata di fanteria navale vicino a Bolshoye Soldatskoye (a Nord-Est di Sudzha). Molto probabilmente si tratta di propaganda, ma è plausibile che ci siano stati molti incidenti di “fuoco amico” tra russi e nordcoreani per via delle difficoltà linguistiche e di un addestramento per il campo di battaglia russo alquanto frettoloso, che non è sufficiente né per capire la lingua né per assorbire i rudimenti delle procedure di combattimento dell’esercito di Mosca: secondo quanto riferito, le forze nordcoreane trascorrono circa un mese di addestramento nella Russia orientale prima di essere dispiegate nell’oblast di Kursk dove vanno incontro a un ulteriore periodo di addestramento nelle retrovie.

L’artiglieria nordcoreana

Tornando ai sistemi di artiglieria che dovrebbero giungere in Russia nei prossimi due mesi, si tratterebbe di altri 150 missili balistici a corto raggio KN-23 e ulteriori 120 cannoni semoventi M1989 “Koksan” da 170 mm e 120 Multiple Launch Rocket System (MLRS) M-1991 da 240 mm, che andrebbero ad aggiungersi a 148 KN-23 già inviati l’anno scorso insieme a 240 sistemi di artiglieria.

La Corea del Nord come sappiamo ha un immenso arsenale di artiglieria che ha accumulato nel corso dei decenni principalmente lungo la Zona Smilitarizzata che divide il Nord dal Sud qualora scoppiasse una guerra.

Da tempo ha esportato milioni di proiettili di artiglieria in Russia per aiutare lo sforzo bellico di Mosca, che era alle prese con carenze di munizionamento paragonabili a quelle ucraine. Da quello che sappiamo i primi lotti di munizionamento, così come i primi missili balistici KN-23, hanno mostrato delle prestazioni generali che lasciano alquanto a desiderare: diverse immagini giunteci da fonti russe mostrano proiettili inesplosi o viceversa che esplodono prematuramente quando sono ancora nella canna dei cannoni. Per quanto riguarda i KN-23, invece, i russi si sono lamentati della loro scarsa precisione nonostante siano la copia locale del vettore russo “Iskander-M”. Probabilmente la Corea del Nord ha sfruttato l’invio di munizioni e armi per eliminare i propri “fondi di magazzino” composti da materiale prodotto decenni fa, oppure di prima produzione se si parla di missili balistici a corto raggio. Sarà interessante osservare il comportamento di questo ulteriore nuovo lotto di KN-23 per capire anche gli eventuali progressi della missilistica nordcoreana nel corso del tempo.

Un milione di uomini

Passando alla parte ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky ha affermato il 23 gennaio che saranno necessari 1 milione di uomini in armi per contrastare efficacemente le operazioni russe. Questa dichiarazione, insieme a quanto affermato da Budanov che, ricordiamo, deve essere ancora confermato, comunque chiariscono come in questa fase del conflitto entrambe le parti stiano cercando di uscire rapidamente dall’impasse determinatasi in tutto il 2024 nel “timore” che il conflitto possa cessare senza vantaggi significativi che permettono di intavolare una tregua da posizioni di forza.