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Guerra

Regione di Kursk: gli ucraini si ritirano, Sudzha prossima alla caduta

La posizione ucraina nella sacca di Kursk occupata nell’agosto 2024 all’interno del territorio russo è sempre più precaria a causa dell’avanzata delle forze armate di Mosca e della costante difficoltà degli uomini di Volodymyr Zelensky operanti nel saliente. Di fronte...

La posizione ucraina nella sacca di Kursk occupata nell’agosto 2024 all’interno del territorio russo è sempre più precaria a causa dell’avanzata delle forze armate di Mosca e della costante difficoltà degli uomini di Volodymyr Zelensky operanti nel saliente. Di fronte alla graduale e progressiva manovra delle truppe russe, gli ucraini sono a progressivo rischio accerchiamento e i video dei blogger militari e dei canali Telegram e X iniziano a annunciare un graduale distacco di forze ucraine dalle periferie di Sudzha, la principale cittadina occupata dalle armate di Kiev sul suolo russo.

L’avanzata russa su Sudzha

Il portale ucraino Tch non ha mostrato alcuna ritrosia a raccontare una situazione desolante: “I russi nella regione di Kursk stanno attaccando lungo tutto il perimetro. A Nord, stanno cercando di avanzare sia dal fianco destro che da quello sinistro. Il nemico sta cercando di “spremere” questo punto d’appoggio, usando tutti i mezzi a questo scopo”.

L’Institute for the Studies of War parla di ben dodici villaggi occupati che sono già stati riconquistati da Mosca: “I filmati geolocalizzati pubblicati il ​​10 marzo indicano che le forze russe sono avanzate nel centro di Martynovka (a Nord-Est di Sudzha)”, segnalando in particolare il ruolo del 44esimo Corpo d’Armata dell’Esercito, mentre ” le forze russe stanno attaccando anche la periferia di Sudzha, a Nord di Sudzha vicino a Ivashkovskiy, a Est della città dell’oblast di Kursk vicino a Dmitryukov e a Sud di essa vicino a Melovoi e Guyevo”.

Il comandante ucraino Oleksandr Syrskyi ha parlato di un rafforzamento dello spiegamento di droni e strumentazione di guerra elettronica e negato il rischio di un accerchiamento che, però, da più parti viene dato per possibile.

Kursk è un peso per l’Ucraina?

Alcuni blogger più vicini al Cremlino oggi hanno addirittura dato per imminente la caduta di Sudzha, ma ad oggi nessun filmato geolocalizzato o di open source intelligence la conferma, salvo alcuni video che mostrano alle periferie della città la ritirata da alcune postazioni.

Gli analisti sono convinti che la Russia non intenda investire direttamente una città che è parte integrante del suo territorio metropolitano, replicandovi le devastazioni inflitte a Avdiivka, Bakhmut, Toretsk e Chasiv Yar nella guerra di logoramento del Donbass. Anche per questo motivo la Russia si è mossa in maniera cauta nel riconquistare i 1.400 chilometri quadrati occupati da Kiev, un’area grande come la provincia di Novara che in sette mesi è stata gradualmente ridimensionata e ora misura meno di 290 chilometri quadrati.

Passo dopo passo, viene meno la ratio strategica del piede a terra ucraino sul suolo russo, che inizialmente doveva servire come merce di scambio per pressare la Russia sul fronte diplomatico. Ma di fronte a trattative che sono sempre più in salita e difficili e vedono il negoziato diretto russo-americano precedere le trattative con Kiev da parte degli Usa, e alla prospettiva di Washington che l’Ucraina dovrà, in futuro, cedere territori per arrivare alla pace, la situazione per le truppe di Zelensky si fa sempre più spinosa. E Kursk diventa sempre più un fardello sulle spalle di un’armata stanca e logora a tre anni dall’inizio del conflitto.

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