Jihadisti nel mirino d’Israele, Zelensky cerca amici nei Balcani e il Giappone si prepara a rilasciare le acque radioattive di Fukushima 12 anni dopo il terribile terremoto, tra le polemiche dei suoi vicini. Si rivede l’oscuro signore della guerra russo Evgenij Prigozhin e infine in Grecia si contano le vittime del tragico incendio nella foresta di Dadia: ecco le cinque notizie del giorno.
Missili israeliani sulla Siria: colpita Hezbollah
Israele continua a bombardare la Siria. Ieri l’aeronautica israeliana ha sferrato un attacco contro l’aeroporto internazionale di Damasco in cui sono morti due jihadisti sciiti filo-iraniani. Il raid aveva come obiettivo un deposito di armi di Hezbollah, il partito libanese che insieme al regime iraniano sostiene il presidente siriano Bashar al Assad. Nel bombardamento è rimasto ferito un soldato dell’esercito siriano. L’ultimo attacco aereo del 7 agosto, lanciato dalle Alture del Golan annesse da Tel Aviv, aveva causato la morte di 4 militari.
Zelensky cerca nuovi alleati nei Balcani
Ultima tappa del tour diplomatico di Volodymyr Zelensky. Il presidente ucraino si è recato ad Atene dove ha incontrato il suo omologo serbo Alexander Vucic per discutere della guerra contro la Russia, partner culturale storico di Belgrado. “Ho avuto con Zelensky un colloquio aperto e costruttivo. Lui ha chiesto cosa pensa la gente in Serbia (sul conflitto). Ho ribadito che la Serbia rispetta l’integrità territoriale dell’Ucraina, a differenza di alcuni che rispettano l’integrità territoriale dell’Ucraina ma non quella della Serbia”, ha commentato Vucic a margine del vertice. Il capo dello Stato serbo si riferiva alle rivendicazioni del suo Paese in Kosovo, teatro di un sanguinoso conflitto nel contesto delle guerre jugoslave scoppiate alla fine del secolo scorso nei Balcani. “Gli ho spiegato la situazione in Kosovo, e penso che non vi saranno cambiamenti nella posizione dell’Ucraina riguardo alla nostra integrità territoriale”, ha continuato Vucic. Soddisfatto Zelensky, uscito dal summit con una dichiarazione congiunta firmata dai leader di 11 Paesi dell’Europa orientale. “Buona conversazione. Sul rispetto della Carta delle Nazioni Unite e sull’inviolabilità dei confini oltre che sul futuro dei nostri popoli in una casa comune europea e sullo sviluppo delle relazioni (bilaterali), che è nel nostro reciproco interesse”, ha dichiarato Zelensky.
Scontro su Fukushima: la Cina richiama l’ambasciatore giapponese
Il Giappone inizierà a liberare le acque radioattive di Fukushima a partire da giovedì, 24 agosto. È arrivata oggi la conferma, dopo il via libera delle Nazioni Unite. Il premier giapponese Fumio Kishida ha dichiarato che l’impianto, situato sul mare, è pronto per iniziare il processo di rilascio delle acque nell’oceano tra 48 ore, sempre che ci siano condizioni meteo favorevoli. Dal 2011, anno del disastro nucleare di Fukushima, ad oggi si sono accumulate 1,34 tonnellate d’acqua che verranno rilasciate gradualmente, dopo essere filtrate e purificate, nel corso dei prossimi 30 anni. Molte sono le critiche e soprattutto i timori legati al rilascio di una sostanza radioattiva nel mare giapponese. A partire dai pescatori locali, fino ai governi di Cina e Corea del Sud che hanno dichiarato lo stop alle importazioni di pesce giapponese in seguito all’annuncio del premier. Pechino ha anche convocato l’ambasciatore di Tokyo per protesta.
Prigozhin recluta dall’Africa
Il capo della Private military company russa “gruppo Wagner“, Evgenij Prigozhin, è comparso in un video registrato in Africa e diffuso dal canale Telegram “Grey Zone” legato ai mercenari. “Qui fa caldo. La temperatura è di cinquanta gradi”, spiega il comandante dei miliziani che due mesi fa hanno quasi marciato su Mosca per protestare contro il ministero della Difesa. “Stiamo lavorando per rendere il nostro Paese sempre più grande in tutti i continenti e l’Africa sempre più libera”. Alla fine del filmato, Prigozhin invita a iscriversi alla sua compagnia militare imbracciando un mitra. Nelle scorse settimane la Wagner ha partecipato ad alcune esercitazioni insieme all’esercito bielorusso.
Strage di migranti in Grecia: 18 corpi carbonizzati in una foresta
È di nuovo allarme incendi nella Repubblica Ellenica: la situazione, secondo alcuni, è allo stesso livello di gravità di luglio scorso, quando gran parte dell’isola di Rhodos è stata evacuata per via degli incendi che stavano minacciando ma vita di migliaia di persone. Tre sono i roghi che stanno preoccupando il governo e i soccorsi, uno in particolare, situato nella regione di Evros è risultato mortale. Vicino al confine con la Turchia, le fiamme hanno colpito la foresta di Dadia, luogo prediletto per i migranti che cercano di accedere al Paese illegalmente, ma che, a quanto pare, è diventato un inferno per molti di loro. Nella giornata odierna, infatti, sono stati trovati 18 corpi vicino al villaggio di Avantas. I vigili del fuoco, verificato che non vi fossero segnalazioni di residenti dispersi, hanno quindi ipotizzato che si potesse trattare di immigrati. La paura che possano verificarsi ulteriori casualità rimane perenne fintanto che gli incendi non verranno domati.