La geopolitica della corsa allo spazio
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Le armi in una guerra possono essere molteplici e ognuna possiede differenti sfumature. Qualcuna è certamente più potente di altre, ma ogni mossa può avere un peso e un’importanza talvolta ignorate. Uno degli strumenti più potenti con cui si combattono le guerre, soprattutto nel XXI secolo, è l’informazione. La maggior parte dei veicoli di informazione possono essere facilmente controllati: propaganda, censura, tracciamento dei siti web. I governi in questo hanno quasi sempre il coltello dalla parte del manico. Le informazioni sui nuovi social media, quindi, sono spesso troppo veicolate. C’è un vecchio social, però, che risulta essere un ottimo mezzo in questo senso: la radio.

Sembra assurdo parlarne nel 2022, eppure la radio può essere uno strumento fondamentale. A testimoniarne l’importanza, gli ultimi avvenimenti del conflitto tra Russia e Ucraina: il notiziario di una stazione radiofonica russa è stato interrotto lo scorso mercoledì da un attacco hacker facendo risuonare l’inno ucraino e altre canzoni contro la guerra. Improvvisamente, durante la trasmissione online di Kommersant FM sono partite le parole “non è ancora morta l’Ucraina”, le prime parole dell’inno nazionale. Successivamente “we don’t need war” dal brano musicale del gruppo rock russo Nogu Svelo. Molti siti web del governo russo e media statali sono stati colpiti da un’ondata di attacchi di hacking sin da quando è iniziata l’invasione. Le previsioni, inizialmente, erano che sarebbe stata Mosca a guidare gli attacchi informatici, ma ora si trova ad essere spesso sotto tiro. L’ultimo episodio, però, assume un valore simbolico.

Informazione radiofonica dall’inizio del conflitto

Già prima che il sito web fosse bloccato a Mosca, la Bbc News aveva contrastato il blocco informativo russo con la ripresa delle trasmissioni del suo notiziario internazionale, il world service, mediante la radio a onde corte per quattro ore al giorno. Lo scopo era proprio quello di garantire agli abitanti di alcune parti della Russia e dell’Ucraina di ascoltare le notizie. Insieme alla Bbc, hanno adottato la stessa strategia informativa anche paesi come Romania, Austria, Polonia e Repubblica Ceca, riuscendo a trasmettere per l’Ucraina, senza correre il rischio di essere colpiti.

Ma perché si è tornati ad utilizzare la radio? Da un punto di vista tecnico, la radio a onde corte, che era poi stata sostituita dalla radio analogica a modulazione di ampiezze (am), funziona in un modo molto più semplice di televisione o del digitale, perché i ricevitori sono facilmente disponibili e le onde si propagano per lunghe distanze. Il grande vantaggio della radio a onde corte è che, non avendo bisogno di inviare prima delle informazioni, basta un ricevitore e, cosa più importante, del suo utilizzo non resta traccia. È qui che risiede la forza di questo mezzo: le forze occupanti non possono trovare chi ha ascoltato le notizie dall’estero, che molto spesso sono vietate. Disturbare un segnale a onde corte è inoltre molto più complicato, richiede una rete di grandi trasmettitori ad alta potenza sparsi in un paese, che operino contemporaneamente alla stessa frequenza.
Se stupisce l’utilizzo della radio come veicolo di informazioni, forse stupirebbe di più sapere che, negli ultimi mesi, pur di diffondere notizie sul conflitto in Russia, molte informazioni erano scritte sulle scatole di fagioli nei supermercati, ad esempio. Forse utilizzare la radio, non è poi così strano.

La radio sul campo di battaglia

L’utilizzo di tecnologie “antiquate” non riguarda solo le notizie nella guerra attualmente in corso. Alcune unità militari russe sembrano utilizzare radio analogiche non criptate o walkie talkie per comunicare sul campo di battaglia. Il Financial Times ha offerto uno sguardo sui tre aspetti della radio in tempo di guerra in Ucraina, parlando di intercettazione delle comunicazioni tra i soldati russi, del mondo in cui le emittenti usano la radio per combattere la censura online e il misterioso silenzio di stazioni conosciute come Russian Lady, una stazione radio in cui ininterrottamente vengono inviati numeri in uscita secondo un formato fisso, ma non si comprende perché sia cambiato il numero di cifre negli ultimi mesi.

Quel che sappiamo è che l’esercito russo nel XXI secolo invia segnali radio non criptati sui campi di battaglia dell’Ucraina. Boyan Malashev, insieme al team di volontari di intelligence open-source, stanno intercettando le conversazioni tra i soldati. Tutto questo è possibile grazie ad un Softwere-Defined Radio (Sdr), cioè un computer con un ricevitore audio e un’antenna che può captare trasmissioni radio su un’ampia gamma di frequenze allo stesso tempo. I server collegati si abbinano ad applicazioni di chat room come Discord per poter svolgere questo tipo di lavoro.

La comunità si chiama Ukranian Radio Watchers, composta da persone che investono tempo e energie per ascoltare le comunicazioni russe. Quando il conflitto ha cominciato ad acuirsi, sempre più persone hanno cominciato a aderire, soprattutto perché molti desideravano ottenere traduzioni su ciò che stava accadendo. Per controllare che i messaggi siano autentici, le conversazioni vengono ascoltate da esperti che possono verificare se sono state precedentemente manipolate. La campagna di informazione che si sta combattendo è aggressiva da entrambe le parti; perciò, bisogna essere prudenti sulle informazioni intercettate.

Stanno cercando di ottenere delle Sdr web in Ucraina che permetterebbero di accedere alle frequenze Uhf (Ultra high frequency). Ukrain Radio Watchers sostiene che ci siano stati molti attacchi hacker contro i server che utilizzano per l’ascolto. Il numero di Sdr in Russia e in Ucraina sta infatti diminuendo e questo è un problema per la rete di volontari. Stanno pensando di creare un loro Sdr in Ucraina, ma piazzare sistemi simili era azione rischiosa e perseguibile anche prima dell’attuale invasione.

Il ruolo della radio nelle guerre

Quando il nuovo mezzo ha fatto capolino in società nei primi del Novecento, gli apparati militari e politici ne compresero subito le potenzialità: per la prima volta si potevano riunire nello stesso momento milioni di persone, influenzare l’opinione pubblica e tentarono di usarlo come mezzo di controllo sociale. Anche in quel caso, in particolare durante la Seconda guerra mondiale, si diede inizio ad una guerra parallela. L’Unione Sovietica in quegli anni sostituì tutti gli apparecchi radiofonici con un sistema via cavo che poteva essere controllato più facilmente.

Di particolare rilevanza fu Radio Londra, il programma italiano della Bbc, e il suo ruolo nella resistenza civile e partigiana nell’ultima fase del conflitto. La Bbc era infatti attivamente impegnata a contrastare l’occupazione tedesca in Europa e una delle strategie utilizzate fu proprio una propaganda contro il regime rivolta a tutta la popolazione. Radio Londra in Italia era particolarmente seguita dai cittadini, che ritenevano l’emittente una fonte affidabile e credibile. In quel caso, la Bbc sfruttava la propagazione ionosferica delle onde ad alta frequenza così da raggiungere destinazioni lontane.

Oltre alla propaganda contro i nazi-fascisti, trasmetteva anche messaggi in codice per i partigiani con informazioni sulle tempistiche e la localizzazione dei bombardamenti da parte delle forze aeree alleate e sui movimenti delle truppe nazi-fasciste e alleate. Informazioni di questo tipo furono cruciali per le brigate partigiane e hanno permesso le attività di resistenza. Il ruolo di Radio Londra, dunque, fu quello di coordinamento delle attività di resistenza, ma ebbe un valore anche nel far percepire ai partigiani che non erano da soli e che avevano il supporto degli Alleati. A combattere parallelamente ai soldati in campo, c’erano anche la radio fascista Eiar o la radio delle forze alleate che trasmetteva dalle città liberate del Sud Italia. Anch’esse erano focalizzate quasi esclusivamente sulla propaganda, la prima pro e la seconda contro il regime.

Insomma, la radio è stata una costante durante i conflitti, l’unica a poter trasmettere liberamente informazioni per chilometri e chilometri e perfino oggi in Ucraina rappresenta uno dei pochi modi per essere informati su quel che sta accadendo o, come nel caso di Ukranian Radio Watchers, di informare sui movimenti sul campo di battaglia.

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