Guerra /

Il nuovo bombardiere americano B-21 vedrà quest’anno uno sviluppo decisivo che lo spingerà verso il traguardo della produzione in serie.

Come riporta il sito Defense News, il direttore del  Rapid Capabilities Office dell’Us Air Force – Randall Walden – ha fatto sapere durante un recente evento tenutosi presso il Mitchell Institute for Aerospace Studies di Arlington (Va) che il progetto del B-21 raggiungerà entro la fine del 2018 la fase detta di “critical design review” (Cdr), ovvero quella fase atta a stabilire che il progetto è idoneo a procedere verso la produzione dei primi prototipi e successivamente verso la produzione di serie. La Cdr determina quindi che gli sforzi tecnici sin qui profusi rientrino nella tabella di marcia che porta allo sviluppo finale dei sistemi di volo e di terra di un velivolo.

“Abbiamo superato la preliminary design review pertanto siamo sulla strada per arrivare alla critical design e procedere con la produzione non solo del velivolo per i test, ma anche, se mi è consentito dirlo, di essere sicuri che lo sviluppo ci porti a cominciare la produzione nei tempi stimati”, sono state le parole di Walden, che ha aggiunto “dalla mia prospettiva questo significa produrre 100 bombardieri non solamente terminare la fase di sviluppo. Il mio impegno infatti è per cominciare la produzione ma non posso farlo fintanto che non capiamo bene il design definitivo”.

Lo sforzo industriale affidato alla Northrop-Grumman è infatti di 100 velivoli da consegnarsi a cominciare dal 2025. Ciascun velivolo si stima che verrà a costare, stante l’attuale costo del programma di sviluppo, 550 milioni di dollari.

Quello che sappiamo sul B-21 “Raider” 

Sul nuovo bombardiere strategico americano sappiamo ancora poco in quanto l’intero progetto è avvolto da una velo di segretezza. Poche sono le notizie trapelate al pubblico: si conosce la sagoma del velivolo, che sarà ad ala volante, si sa che avrà tecnologia stealth al pari del suo predecessore B-2 “Spirit” e poco altro. Non è ancora chiaro infatti come sarà la motorizzazione, se sarà spinto da due o quattro motori, anche se voci di corridoio lasciano pensare che il B-21 sarà propulso da un’evoluzione del Pratt & Whitney F135 da circa 20 mila kg di spinta, lo stesso motore che equipaggia l’F-35 “Lightning II”. 

Nulla si sa del carico bellico e dell’autonomia, anche se la specifica di “Long Range Strike Bomber” fanno supporre che sia pari a quella dei suoi predecessori. Probabilmente la configurazione ad ala volante con una linea dell’abitacolo simile a quella del B-2 lasciano presagire che anche il B-21 avrà due uomini di equipaggio. 

Problemi di sviluppo?

Quello che sappiamo, però, è che si sono avuti dei problemi di sviluppo che ne potrebbero ritardare l’entrata in servizio. Come riporta in un Tweet Jeremiah Gertler del Congressional Research Service, i test nella galleria del vento dei primi simulacri in scala avrebbero dovuto essere stati condotti ben prima di quanto avvenuto per garantire una consegna dei primi velivoli nei tempi stabiliti. 

A quanto sembra la stessa motorizzazione avrebbe avuto dei problemi in galleria del vento: il disegno delle prese d’aria e delle stesse condotte avrebbe creato problemi nel giusto compromesso tra caratteristiche stealth e fabbisogno di aria per i motori. 

“Non è solo questione dei motori, ma anche le condotte per gli stessi. Credo che tutto questo siano elementi che devi mettere in conto in un aereo di nuova concezione che prende il concetto del B-2, lo rielabora e lo utilizza in una nuova piattaforma” sono state le parole del senatore Rob Wittman presidente della sottocommissione dell’House Armed Services Seapower and Projection Forces che ha riportato quanto riferito in Senato dalla stessa Pratt & Withney.