La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE

La situazione in Ucraina si fa di ora in ora più drammatica. Mentre le truppe russe e bielorusse imperversano nel Paese, stringendo d’assedio la capitale Kiev, già da ieri si paventa l’ingresso nel conflitto di un corposo contingente di guerriglieri ceceni, guidati dal leader filorusso Ramzan Kadyrov, che in un video diffuso sui social network si vede arringare una folla di soldati in assetto da guerra.

Proprio in queste ore, circa 70 mila combattenti raccolti nei pressi di Grozny sono pronti a sconfinare nel nome di Allah. Stando alle informazioni che filtrano dalla zona, già dei gruppi sarebbero in azione e il pretesto di un intervento in forze che sembra sempre più imminente sarebbe la “presenza di troppi nazisti pericolosi a Kiev”.

Se effettivamente anche la Cecenia prendesse parte all’invasione, l’Ucraina – già a corto di rifornimenti bellici – si troverebbe con l’acqua alla gola più di quanto già non sia.

E mentre nuvole sempre più nere si ammassano all’orizzonte, in Europa si riaffaccia lo spettro di un’escalation che fa paura. In particolare, diversi osservatori guardano con apprensione al ruolo della Polonia. Mentre migliaia di profughi ucraini in fuga dai combattimenti si stanno riversando nel Paese guidato dal presidente Andrzey Duda, la tensione sale e se la situazione degenerasse le conseguenze – sia a livello diplomatico che bellico – sarebbero imprevedibili. A quel punto l’Europa, che dall’inizio del conflitto non ha fatto altro se non applicare sanzioni, come si comporterebbe? Con la guerra effettivamente in casa, sarebbe in grado di reggere l’urto? Domande a cui ovviamente non c’è risposta e a cui speriamo di non dover rispondere, ma che è doveroso mettere nel campo delle ipotesi.

D’altro canto, non è solamente la Polonia a impensierire gli analisti. Nella giornata di ieri, senza che vi sia stata eco mediatica, due navi rumene avrebbero avuto un acceso scambio via radio con una nave russa nel Mar Nero, scambio fortunatamente non degenerato in qualcosa di irreversibile, ma si tratta sicuramente di una spia di quella che è la situazione generalizzata in questi giorni, dove la tensione si taglia con il coltello.

Sempre nella giornata di ieri, Taiwan ha denunciato un’incursione di caccia cinesi nel proprio spazio aereo e non va dimenticata la presenza nel Mediterraneo di navi sempre cinesi e iraniane.

E mentre la Russia schiera un’armata nei pressi di San Pietroburgo pronta a intervenire in caso di un intervento della Nato dall’Estonia, sembrerebbero essere in azione gruppi di sabotatori del gruppo Wagner. Stando a voci del posto, i mercenari sarebbero presenti in Ucraina già da settimane e anzi avrebbero anticipato l’ingresso delle truppe russe.

Nel frattempo, mentre si moltiplicano le notizie che riguardano pesanti violazioni dei sistemi informatici in Ucraina e mentre nei sistemi di messaggistica istantanea imperversano foto e immagini cruente che portano l’orrore della guerra nella sfera privata di gente sparsa in tutto il mondo, iniziano a circolare voci incontrollate di “super armi” a disposizione della Russia, come una sorta di “disintegratore magnetico”, un laser in grado di polverizzare qualunque cosa.

Nella nebbia della guerra, difficile distinguere la realtà dalla finzione, ma nel frattempo l’EASA (European Union Aviation Safety Agency) ha prorogato l’interdizione dello spazio aereo per altri 90 giorni, dopo il bollettino del 24 febbraio. Fino al 24 maggio – a qualsiasi altitudine – sarà vietato sorvolare Ucraina, Russia, Moldova e Bielorussia e non è detto che l’interdizione non venga estesa ad altri paesi nei prossimi giorni.

Continue provocazioni, guerra informatica, fake news e video che mostrano le violenze gratuite perpetrate dall’esercito russo sui civili (ci riferiamo in particolare al video del blindato russo che investe volontariamente una macchina, senza alcuna ragione apparente). La corda è tesa e se malauguratamente si passasse ai fatti, bisogna tener conto che l’Europa in generale è in netta minoranza numerica al confronto con le risorse dell’esercito russo.

Se negli ultimi decenni si era cominciata a diffondere l’idea di guerre future combattute comodamente da una sedia girevole e di fronte allo schermo di un computer, la realtà dei fatti sembra tristemente diversa e bisogna fare i conti con la disponibilità di uomini pronti a battersi e a morire. Insomma, la guerra contemporanea non è per nulla diversa dalle guerre del passato: reclama sempre carne da cannone da macellare.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.