L’impressione è che, dopo la grande attenzione data al dossier libico tra lo scorso mese di dicembre e l’inizio del nuovo anno, adesso in Europa stia nuovamente calando il silenzio. Nel vecchio continente si è parlato, sia prima che dopo la conferenza di Berlino, di tregua ed di embargo delle armi, tutti obiettivi non solo poco raggiungibili ma nei fatti ben lontani dalla realtà. E tra una riunione e l’altra di ministri e rappresentanti diplomatici, a Tripoli alcune armi continuano ad essere usate ed altre invece continuano ad arrivare. Specialmente dalla Turchia.

“Due fregate turche già a Tripoli”

Nelle scorse ore a far tornare di attualità l’attivismo di Ankara, è stata un’indiscrezione trapelata da Al Arabiya. Secondo il canale con sede a Dubai, dalla Turchia starebbero continuando ad affluire uomini e mezzi a sostegno delle forze vicine al premier Al Sarraj. Come si sa, tra Tripoli ed Ankara è stato stabilito un memorandum d’intesa lo scorso 27 novembre in cui, tra le altre cose, si è arrivati anche ad un accordo di natura militare. In particolare, il governo libico da quel momento in poi ha potuto chiedere a quello turco l’aiuto delle forze di Ankara nell’ambito del conflitto in corso contro il generale Haftar. Ed in effetti, già a fine dicembre, la richiesta da parte dell’esecutivo di Al Sarraj è divenuta ufficiale, mentre nella capitale turca il 2 gennaio scorso il parlamento ha votato a favore dell’inizio della missione.

Erdogan, dal canto suo, nei giorni precedenti la conferenza di Berlino ha parlato di appena 35 militari turchi inviati. Il grosso dell’aiuto dato ad Al Sarraj, per adesso consisterebbe nell’invio di almeno 2.600 miliziani islamisti combattenti in Siria e pagati dalla Turchia. Secondo Al Arabiya però, negli ultimi giorni il sostegno ufficiale di Ankara si sarebbe fatto ancora più importante. In particolare, due fregate turche sarebbero giunte al porto di Tripoli. I due mezzi militari avrebbero quindi scortato una nave cargo carica di armi e munizioni da destinare alle forze di Al Sarraj. La notizia non è stata confermata né dalla Libia e né dalla Turchia, la tv emiratina però sarebbe certa della sua veridicità.

Migranti soccorsi da una nave turca

Che però ci siano dei mezzi militari con la bandiera turca che stazionano non lontano dalle coste libiche è un dato accertato, reso noto indirettamente anche da Ankara. In questo mercoledì infatti, il ministero della difesa turco ha fatto sapere che un’imbarcazione con 30 migranti a bordo è stata soccorsa da una propria fregata. Una volta trasbordate dall’imbarcazione in avaria, le persone in questione sono quindi state consegnate alla Guardia Costiera libica: “L’operazione – hanno sottolineato dal ministero della difesa turco –  è avvenuta in coordinamento con il comando della Guardia costiera di Tripoli”. La missione di salvataggio, sempre secondo Ankara, è stata attuata con la fregata Tcg Gaziantep.

Dalla Turchia però, è stato specificato che il mezzo in questione si trovava già in Libia da diverso tempo in quanto inquadrato nell’ambito della missione della Nato “Sea Guardian“. Quest’ultima è una missione avviata nel 2016, da cui tuttavia solo in poche occasioni è emerso un intervento di soccorso ai migranti. Inoltre, per la Turchia questo potrebbe essere il primo caso di un salvataggio concordato con Tripoli. Il tempismo tra la conferma di una missione di salvataggio svolta da Ankara e la notizia dell’arrivo di fregate turche nella capitale libica, ha destato non pochi sospetti. Delle due, l’una: o le fonti a cui ha fatto riferimento Al Arabiya hanno “confuso” l’attività dei mezzi turchi già presenti in Libia con l’arrivo di nuove unità, oppure la repentina comunicazione da parte di Ankara dell’operazione di salvataggio è una “copertura” della propria operatività nell’ambito dell’appoggio ad Al Sarraj.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME