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Invasione dell’Ucraina, siamo alla fase due dell’operazione avviata dalla Federazione Russa oltre tre settimane fa. Come ha dichiarato al Financial Times Justin Bronk del Royal United Services Institute, infatti, “siamo decisamente in una seconda fase della guerra”. Se, almeno finora, l’avanzata russa è stata piuttosto lenta – secondo alcuni analisti per una sottovalutazione dell’avversario, per altri, invece, per una scelta strategica ben precisa – ora i russi cambiano strategia. Dopo una breve pausa, gli attacchi russi in tutta l’Ucraina sono ripresi nella giornata di venerdì 18 marzo, giorno 23 dell’invasione russa. I missili da crociera russi, lanciati dal Mar Nero, sono arrivati fino a Leopoli, a 80 chilometri dal confine con la Polonia. In generale, la nuova strategia russa prevede un massiccio impiego dell’artiglieria.

Come nota La Repubblica, il simbolo di questa strategia è il “Martello di Stalin”, le batterie semoventi da 203 millimetri che adesso sparano su Kharkiv e Sumy: ogni proiettile pesa 130 chili e provoca danni micidiali. E così, come nelle offensive sovietiche, solo dopo la pioggia di razzi e cannonate i blindati si inoltrano nelle strade affrontando i nidi di resistenza. Dietro a loro, osserva il quotidiano, ci sono le fanterie che combattono casa per casa in cerca dei nemici: i miliziani ceceni mitragliano ogni finestra che può nascondere un cecchino, poi esplorano condomini e cantine. Il ritmo del conflitto è cambiato, rischia di misurarsi non in giorni ma in settimane. In attesa che i negoziati portino a dei risultati concreti, dove i russi cercheranno di ottenere il massimo. Da qui la necessità di passare alla seconda fase, più brutale, del conflitto.


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CAUSALE: Reportage Ucraina
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L’Atlantic Council: “È una guerra di logoramento”

Non più un’operazione speciale rapida, dunque, ma una guerra di logoramento. Che rischia di trasformarsi in un pantano. Secondo l’Atlantic Council, infatti, la guerra “è passata da un’offensiva fulminea pensata per prendere la capitale (se non l’intero paese)” in poco tempo a “una brutale guerra di logoramento” capace di soffocare l’Ucraina. Secondo il think-tank di Washington, la Russia “ha adottato la cosiddetta tattica di Grozny” che prevede “attacchi indiscriminati” e la quasi completa distruzione delle città. Come accade nel sud, dove la Russia starebbe impiegando questa strategia per avanzare su Mariupol. L’esercito russo, secondo l’Atlantic Council, si rivolgerà poi a Odessa e “cercherà di stabilire una cerniera dalla Crimea alla regione della Transnistria in Moldova”. Una volta raggiunti questi obiettivi, la “Russia probabilmente finirà in una guerra di logoramento, affamando l’Ucraina di rifornimenti, bloccando l’accesso al Mar Nero e alla fine provocando la carestia poiché gli agricoltori ucraini non sono in grado di prendersi cura del loro raccolto”. E mentre il conflitto entra in questa nuova fase, la Russia cercherà sempre di più di “colpire gli aiuti militari” che provengono dall’esterno. Inoltre, sottolinea il think-tank atlantista, Mosca probabilmente aumenterà i suoi sistemi logistici per sostenere le sue forze durante questa guerra che rischia di prolungarsi in un “pantano”.

E mentre la Russia non è ancora riuscita a stabilire la superiorità aerea nel Paese, per quanto concerne le forze navali, il Cremlino può contare sulla sua superiorità nel Mar Nero. “La Russia continuerà ad attaccare a ovest lungo la costa per completare il ponte di terra dal Donbas” osserva l’Atlantic Council. “Prevediamo che Odessa sia il prossimo obiettivo delle forze russe. Essendo il porto più grande dell’Ucraina, rappresenta l’80% del commercio marittimo del Paese e la sua perdita priverebbe l’Ucraina del suo sbocco sul mare”.

Il funzionario Usa: “La Russia non era preparata a questo”

L’andamento della guerra in Ucraina ha spiazzato anche gli Stati Uniti. Secondo quanto dichiarato in forma anonima da un alto funzionario del Pentagono Usa, la Casa Bianca si attendeva un’avanzata più rapida dell’esercito russo. Che invece non c’è stata. “Chiaramente non erano preparati a questa posizione in cui si trovano ora dopo tre settimane, praticamente congelati in tutto il Paese, mentre lottano per rifornirsi di carburante e rifornire le truppe di armi e munizioni mentre incontrano una resistenza ucraina molto determinata”, osserva il funzionario. L’avanzata iniziale delle forze russe in Ucraina è stata rapidamente bloccata quando, per la prima volta, dopo una settimana, hanno dovuto affrontare la carenza di rifornimenti, spiega sempre il funzionario. Ma illudersi è inutile: Putin vincerà questa guerra, almeno dal punto di vista militare.

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