La Russia ha condotto un massiccio attacco contro l’Ucraina nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, impiegando – almeno secondo fonti russe – per la seconda volta il missile balistico intermedio Oreshnik, un’arma avanzata capace di raggiungere velocità ipersoniche. Il ministero della Difesa russo ha confermato l’uso dell’Oreshnik in un “attacco massiccio con armi di precisione a lungo raggio”, definendolo una rappresaglia per il presunto attacco ucraino con droni contro una residenza del presidente Vladimir Putin (accusa negata da Kiev).
Si tratterebbe della seconda volta che Mosca impiega l’Oreshnik sul campo, già usato per la prima volta su Dnipro nel novembre 2024.
Come bersaglio le infrastrutture energetiche
Le autorità ucraine hanno riportato esplosioni nella regione di Lviv, vicino al confine con la Polonia. Il sindaco di Lviv, Andriy Sadovyi, ha confermato un “attacco su un impianto di infrastrutture critiche”, specificando che non si sa ancora se sia stato utilizzato un Oreshnik e che le informazioni arriveranno dalle forze armate.
L’Aeronautica ucraina ha rilevato il lancio di un missile balistico dal poligono di Kapustin Yar (nella regione di Astrakhan), che ha viaggiato a una velocità di circa 13.000 km/h, coprendo la distanza in 10-15 minuti. Fonti russe e midblogger militari affermano che l’Oreshnik avrebbe colpito il deposito sotterraneo di gas Bilche-Volytsko-Uherske vicino a Stryi, il più grande d’Europa con una capacità di oltre 17 miliardi di metri cubi (più del 50% delle riserve ucraine).
Questo sito, profondo centinaia di metri, sarebbe raggiungibile solo da un’arma con elevata energia cinetica come l’Oreshnik. Non ci sono conferme ufficiali ucraine sul danno al deposito, ma l’attacco, oltre a essere una possibile “rappresaglia” per il presunto attacco alla residenza di Putin, potrebbe altresì fare parte della campagna russa le infrastrutture energetiche ucraine.
La produzione russa
Come ha recentemente ricordato Davide Ragnolini su queste colonne, il nuovo missile balistico a raggio intermedio (IRBM), che si somma all’attuale arsenale russo di missili balistici a corto raggio, ha ricevuto attenzione in una recente intervista dello scorso 13 dicembre a Oleh Ivashchenko, capo del Servizio di Intelligence Estera ucraino. Secondo Ivashchenko, “la Russia intende aumentare la produzione in serie del missile balistico a medio raggio Oreshnik e sta valutando opzioni di modernizzazione per aumentare la sua capacità di trasportare una testata nucleare”.
Come ha spiegato Ragnolini, più di 50 imprese del complesso militare-industriale russo, infatti, sarebbero coinvolte nella produzione in serie di Oreshnik, che ben presto potrebbe aggiungersi come nuova arma seriale all’arsenale di Mosca.
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