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Macron è il leader europeo che più volte ha sentito Putin dall’inizio della guerra. Prima del conflitto a febbraio il presidente francese si era anche recato al Cremlino per un’ultima disperata mediazione in qualità anche di presidente di turno dell’Unione Europea. Parigi è stata, e lo è ancora adesso, molto impegnata nel tenere aperta una linea di contatto con Mosca. La telefonata odierna tra i due leader rientra quindi nel solco della continuità della strategia diplomatica francese. Ma non ha mancato di introdurre elementi significativi sotto il profilo politico. In primis perché è stata la prima conversazione dopo più di un mese. In secondo luogo perché Putin ha chiaramente indicato a Macron quelli che sono gli attuali obiettivi di Mosca in Ucraina, ossia la “liberazione” del Donbass.

Una conversazione dopo oltre un mese di silenzio

Putin e Macron non si sentivano dal 29 marzo. Prima di allora sono state diverse le telefonate lungo l’asse Eliseo-Cremlino. Un asse mai del tutto interrotto, nonostante ovviamente la Francia sia stata in prima linea nel caldeggiare le sanzioni contro la Russia una volta scoppiato il conflitto. Da Parigi nel corso dell’ultimo mese hanno fatto intuire che dopo la scoperta dei fatti di Bucha e il sospetto di fosse comuni a nord di Kiev causate da alcuni reparti russi, per Macron telefonare a Putin non era più tanto conveniente. Soprattutto perché aprile è stato il mese della campagna elettorale presidenziale, vinta poi dall’uscente (e rientrante) inquilino dell’Eliseo. In poche parole, la linea di contatto con la Russia è stata congelata in vista poi del voto.

Macron lo scorso 24 aprile è stato riconfermato e così, a poco meno di una settimana dal suo secondo insediamento, ha ripreso in mano il lavoro della lunga ragnatela diplomatica su cui ha iniziato a lavorare già da febbraio. La conversazione è durata due ore. Molto più delle altre volte e almeno il doppio rispetto alla media dei colloqui tra i leader europei e il presidente statunitense Joe Biden svolti nelle ultime settimane. Dettagli di non poco conto. Quella tra Macron e Putin non è stata una telefonata di “routine”, né tanto meno un confronto svolto solamente per tenere in piedi il dialogo sotto il profilo formale. I due presidenti hanno discusso a lungo e hanno toccato tutti i temi più salienti degli ultimi giorni di conflitto. Una circostanza niente affatto scontata. L’impressione è che tanto da una parte quanto dall’altra c’è tutto l’interesse di non tranciare del tutto i rapporti. Macron vuole intestarsi il ruolo di principale mediatore europeo e Putin ha bisogno di tenere un canale aperto con il Vecchio Continente.

Gli argomenti toccati nel colloquio

I primi dettagli sono arrivati dal Cremlino. Secondo quanto fatto sapere dai portavoce della presidenza russa, Putin ha espresso a Macron le sue recriminazioni per le armi che l’occidente sta continuando a consegnare all’Ucraina: “L’Occidente – avrebbe dichiarato il presidente russo al collega francese – potrebbe contribuire alla fine di questa atrocità esercitando una influenza appropriata sulle autorità di Kiev e interrompendo la fornitura di armi all’Ucraina”. Inoltre sempre Putin avrebbe dichiarato “dispiacere” per il fatto che da parte occidentale non arrivino condanne a quelli che sono stati definiti “crimini da parte di Kiev contro città e villaggi del Donbass”. Il Cremlino avrebbe cioè lamentato un “senso unico” nella posizione e nella narrazione dell’Europa. Il Donbass poi sarebbe l’obiettivo principale di Mosca, tanto che Putin avrebbe aggiornato Macron sullo stato dell’operazione russa di “liberazione” di Mariupol e dell’est dell’Ucraina. Si è parlato però anche di dialogo. In particolare, il presidente russo si sarebbe detto “disponibile e ancora aperto alla possibilità di dialogo con Kiev”, tuttavia secondo Mosca è il governo ucraino “a non essere pronto per un dialogo serio”.

Macron: “Porre subito fine all’aggressione devastatrice in Ucraina”

Dal canto suo il presidente francese ha espresso il proprio auspicio affinché “la Russia sia all’altezza delle sue responsabilità di membro permanente del Consiglio di sicurezza, mettendo fine alla sua aggressione devastatrice in Ucraina”. A rivelarlo, due ore dopo la fine del colloquio, sono state fonti dell’Eliseo. In particolare, Macron ha chiesto un immediato stop delle operazioni belliche e un’immediata tregua: “Occorre – ha poi aggiunto il presidente francese – una soluzione negoziata per la sovranità di Kiev”. Inoltre da Parigi sono state espresse preoccupazioni per la situazione umanitaria a Mariupol, con il capo dell’Eliseo che ha esortato Putin a facilitare l’immediata evacuazione dei civili all’interno dell’acciaieria Azovstal.

É stato poi posto l’accento questione alimentare, già affrontata dallo stesso Macron durante la sua campagna elettorale. Putin avrebbe indicato nelle sanzioni occidentali contro Mosca il principale ostacolo alla risoluzione dei problemi riguardanti la fornitura di cibo e materie prime alimentari ai Paesi dipendenti su questo fronte da Ucraina e Russia. Il presidente francese invece si è detto disponibile a “lavorare con le organizzazioni internazionali competenti – si legge nella nota dell’Eliseo – per contribuire a togliere il blocco russo delle esportazioni di derrate alimentari ucraine attraverso il Mare Nero”. Per Macron quest’ultimo aspetto appare essenziale: in ballo c’è la sicurezza alimentare e la stabilità quindi in regioni strategiche per la Francia, a partire dal nord Africa.

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