Mosca vuole blindare la Crimea in vista di un’escalation che potrebbe coinvolgere attori internazionali. Putin invia altri missili “killer” per rinforzare la rete di difesa e mandare un segnale “chiaro”. Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa russo infatti sarebbero già altre 3 le batterie S-400 operative nella regione.

In seguito alle tensioni scaturite dall’incidente nello stretto di Kerch, il Cremlino ha dichiarato che entro la fine dell’anno una nuova divisione del sistema missilistico anti-aereo S-400 , identificativo Nato “Growler”, verrà schierata nella penisola della Crimea. Nella regione, annessa alla Federazione Russa al termine del conflitto con l’Ucraina del 2014, sono già presenti altre batterie missilistiche che compongono una rete difensiva a “bolla” Anti Access / Area Denial –A2/AD.

Ad annunciare lo schieramento di questa nuovo asset per la difesa di quella che sta tornando un’area “calda” è stato oggi il capo del servizio stampa del distretto militare meridionale, Vadim Astafyev, sullo sfondo delle crescenti tensioni tra Mosca e Kiev. La notizia è stata riportata dall’agenzia d’informazione Rai Novosti. “Potenzialmente, l’imposizione della legge marziale in un certo numero di regioni [approvata ieri da Poroshenko] potrebbe rappresentare una minaccia per l’escalation di tensione nell’area di conflitto, vale a dire il Sud-est”, ha riferito il portavoce del presidente russo Dmitri Peskov.

Dopo la breve battaglia navale scoppiata domenica nella zona dello Stretto di Kerch, conclusasi con il sequestro da parte russa di tre imbarcazioni militari ucraine, e l’arresto di 24 tra marinai e agenti del controspionaggio ucraino (sbu) che verranno trattenuti fino al 25 gennaio 2019, Mosca ha deciso di anticipare ogni mossa schierando un’altra batteria di missili che la stampa russa ha spesso pubblicizzato come “F-35 Killer”.

L’ S-400 “Triumph”, è un sistema missilistico Surface-to-Air che comprende otto lanciatori con una dotazione di 112 missili per ogni unità. Il sistema è in grado di tracciare oltre 36 obiettivi contemporaneamente e ha un raggio d’azione di oltre 400 km. Un missile spinto da propellente solido S-400 può raggiunge una velocità di Mach 2.3/9 e secondo fonti russe sarebbe efficace anche contro i caccia stealth di quinta generazione F-35 Joint Strike Fighter. Questa piattaforma difensiva è progettata appositamente per proteggere strutture fondamentali situate in aree strategiche, come basi, aeroporti e quartier generali da aerei di nuova generazione e da missili balistici (che Kiev sulla carta non possiederebbe).

Un ulteriore schieramento in Crimea di questo sofisticato sistema d’arma non può essere quindi che un messaggio politico rivolto ad attori internazionali – oltre che una prova di forza nei confronti del governo Poroshenko che ha approvato la legge marziale nelle regioni di confine. L’Aviazione di Kiev infatti potrebbe contare, in uno scontro con Mosca, sulle poche squadriglie rimaste all’attivo dopo il conflitto del 2014, principalmente composte da cacciabombardieri Sukhoi Su-27 e Sukhoi Su-24. Secondo alcune informazioni dell’intera flotta di Mig-29 sarebbero pochi i velivoli superstiti ancora in possesso di Kiev. La presenza di 32 lanciatori S-400 lascia quindi ipotizzare un messaggio di “deterrenza”, o il “timore” di dover ingaggiare più bersagli e più temibili.

Secondo un editoriale citato dall’ Agi presente sul giornale indipendente Novaya Gazeta, l’esperto militare russo Pavel Felgenhauer sostiene che probabilmente, “Mosca teme la base navale ucraina in costruzione nel porto di Berdyansk, sulle rive del Mare di Azov”. L’analista ritiene infatti, come citato in precedenza in questo nostro articolo (leggi) , che una volta raggiunto il completamento della base, Kiev avrebbe intenzione di ospitare navi della Nato: sfidando il dominio russo in acque a ridosso dello stretto tragico che collega Mar Nero e Mare d’Azov divenute oggetto di contesa per ragioni economico-politiche. Anche se entrambi i paesi affermano di non voler raggiungere nessuna escalation, tutte le azioni mosse in questi ultimi giorni ne hanno tutta l’aria.