Guerra /

Tolosa vive una giornata particolare. I governi di Francia e Germania si riuniscono nella città francese per una seduta congiunta del consiglio dei ministri. Un evento che si ripete dal 2003, ma che quest’anno assume una caratteristica molto particolare. Non si tratta solo di un incontro che cementa il legame che unisce Parigi e Berlino (come dimostrato dal Trattato di Aquisgrana) ma anche un vertice che può avere importanti ripercussioni sul piano politico e strategico per tutta l’Europa. Angela Merkel ed Emmanuel Macron forieri del rafforzamento dell’asse franco-tedesco come guida e perno dell’Unione europea, sanno perfettamente che questo non è il periodo migliore per i loro piani di controllo dell’Europa. Ursula von der Leyen, che doveva essere l’immagine di una continente guidato dall’accordo tra i due leader,  non riesce a far nascere la sua Commissione. La Turchia minaccia l’Ue e nessuno è in grado di replicare con vigore. Gli Stati Uniti minacciano ancora dazi. E nel frattempo, li governi dell’Unione appaiono o fragili o non perfettamente allineati alle direttive di Berlino e Parigi.

Ma in questo caos che regna sovrano, Macron e Merkel tirano dritti, consapevoli che l’asse franco-tedesco è attualmente l’unica alleanza interna all’Europa che può guidare l’Unione europea dal punto di vista politico, economico, diplomatico e strategico/militare. E i due governi sembrano perfettamente in grado di dividersi i compiti, pur con alcune divergenze sui conti pubblici o sulla politica estera. E la prova di questo rafforzamento della cooperazione fra i due Stati riguarda un settore di particolare importanza specie in un periodo di indebolimento dei rapporti euro-atlantici e di ripensamento della Nato: la Difesa. Perché Tolosa sarà prima di tutto un modo per confermare quanto auspicato in tutti questi anni sia dai governi francesi che da quelli tedeschi: il consolidamento dei rapporti industriali tra le due Difese al fine di cerare un blocco europeo in grado di competere con i colossi americani e russi. Un desiderio che ha scatenato da tempo le ire degli Stati Uniti, che vedono indebolito il loro export di armi e l’allineamento delle difese europee a quella americana nell’orbita Nato, ma anche un chiaro segnale nei confronti di tutta l’Europa: sono Francia e Gemmaria a dettare la linea del continente nel settore. E lo saranno anche nel prossimo futuro cristallizzando i legami dell’industria bellica.

Il vertice di Tolosa può essere un punto di svolta per tutti. Si parlerà di un nuovo carro armato europeo progettato da Francia e Germania cui partecipano le tedesche Rheinmetall e Krauss-Maffei Wegmann e la francese Nexter. Un’eventualità citata dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemine Zeitung e che indica la volontà tedesca di essere leader nel settore dei tank con un mezzo costruito in cooperazione con Parigi. Non solo, i due Paesi hanno l’obiettivo di raggiungere proprio a Tolosa un accordo sulle esportazioni delle armi prodotto insieme dalle rispettive industrie belliche. E sempre nel consiglio dei ministri congiunto, passi in avanti potrebbero arrivare anche per quanto riguarda il progetto Scaf, un dispositivo di guerra aerea prodotto da Francia e Germania e che vede anche la partecipazione della Spagna. Un progetto che vede il coinvolgimento di Dassault e Airbus Defence. E Airbus sarà anche oggetto di una visita di Macron e Merkel come conferma dei rapporti sempre più proficui tra i due Paesi nel settore dell’aeronautica: quegli stessi rapporti che hanno condotto Donald Trump a inasprire la minaccia dei dazi contro l’Unione europea.

La difesa europea a trazione franco-tedesca avanza, dunque. Più francese che tedesca, in realtà, ma che vede anche un timido avanzamento della parte germanica dopo un chiaro avvento della controparte transalpina. L’impressione è che Tolosa possa essere un incontro chiave per comprendere il futuro di un settore fondamentale che indica molto anche per ciò che riguarda il presente e il futuro della diplomazia europea e euro-atlantica. Macron e Merkel appaiono, sotto questo profilo, quasi perfettamente in linea. E il resto dell’Unione europea o segue le linee guida imposta dall’asse franco-tedesco o deve fare altre scelte. Con esecutivi deboli o schiacciati sulla linea di Parigi e Berlino, appare difficile trovare governi che cambino le prospettive della difesa europea o si impongano quale terzo polo. Ci sta provando la Spagna, ma con la consapevolezza di essere la stampella dell’asse, e solo per colpire la possibilità italiane. E il nostro Paese, invece, non sembra in grado di entrare nel gioco franco-tedesco né però in grado di imporre una sua linea. Il rischio è che questo processo di costruzione di una Difesa europea trainata da Francia e Germania sia il preludio di qualcosa di molto più profondo: il consolidamento della prospettiva di un’Unione europea sempre più vacua e di una serie di Paesi che dovranno semplicemente scegliere. O con Francia e Germania nella vuota Ue oppure cercare nuove sinergie interne o esterne. Con la Nato che osserva interessata a questi spostamento di poli.

Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA
Un Natale di pace per i Cristiani che soffrono
DONA ORA