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Il Ministero della Difesa russo ha reso noto in un comunicato della scorsa settimana che il nuovo missile aria-aria “Vympel” è prossimo al completamento dei test di validazione operativa. Il missile, la cui designazione ufficiale è R-37M, è stato sviluppato in diverse varianti a partire dalla scorsa decade e darà alle Forze Aeree Russe la capacità di colpire obiettivi a grandissima distanza, caratteristica ormai andata perduta in Occidente.

Le caratteristiche del missile “Vympel” 

Il missile “Vympel” (vessillo in russo) in Occidente è conosciuto come AA-X-13/AA-13 “Arrow”. È lungo 4,15 metri con un diametro di 38 centimetri ed il suo peso stimato è di circa 600 chilogrammi con una testata a frammentazione da 60 kg. I quattro “strake” nel corpo del missile misurano ciascuno 72 cm ed aumentano portanza e raggio d’azione. Le alette in coda misurano invece 98/100 cm e sono ripieghevoli per poter permettere al missile di essere alloggiato semiannegato nella fusoliera del Mig-31M.  

Il “Vympel” richiede due minuti di riscaldamento prima di essere lanciato ed altri cinque secondi di attivazione. Ha un raggio d’azione e una velocità ormai sconosciute rispetto ai missili occidentali attualmente in servizio. Monta un motore bistadio a propellente solido più potente di quello del suo predecessore – l’R-33 – ed è stata estesa la durata delle batterie. La velocità raggiunge Mach 6 ed il suo raggio d’azione viene dichiarato in 280 chilometri, ma varia molto secondo le condizioni di lancio: da un minimo di 150 km per un lancio diretto ad oltre 300 km su traiettoria alta. Il missile può intercettare bersagli vympel, ilvolanti a qualunque velocità, da 15 a 40 mila metri di quota.

La guida nella fase iniziale è inerziale con aggiornamento a metà traiettoria via data-link, tramite un’antenna montata sotto la coda che ha una portata di ricezione di 100 chilometri. A 75 km dal bersaglio entra in funzione il radar Agat 9B-1388RS a doppia frequenza, in modalità semiattiva. Negli ultimi 25 km passa alla modalità attiva (con portata di 25-40 km contro bersagli con radar cross section di 5 metri quadrati) con angolo di scansione di +/-60°. Non risente delle interferenze del terreno nell’intercettazione di bersagli a bassissima quota e dispone di ottime qualità anti contromisure elettroniche. La testata, come già detto, è a frammentazione di 60 kg ed  è dotata di spoletta radar e ad impatto.

Vympel, il killer degli Awacs

Queste sue caratteristiche ne fanno il missile aria aria perfetto per abbattere i grossi velivoli da spionaggio elettronico, scoperta radar e ricognizione occidentali come E-3, E-8, RC-135 ed EC-130. La potente carica bellica sarebbe infatti in grado di infliggere seri danni a questi grandi velivoli ed il profilo di volo, insieme al suo particolare radar, darebbero solo 30 secondi agli operatori di un Awacs (Airborne Warning and Control System) per reagire con manovre evasive o contromisure elettroniche.

L’attacco sarebbe iniziato sotto l’orizzonte radar degli Awacs o al limite della portata di rilevamento, accelerando in salita supersonica per lanciare i missili su traiettoria alta permettendo quindi al vettore di lancio (Mig-31) di restare fuori della portata di scoperta al riparo quindi dalla possibile reazione dei caccia a difesa del velivolo Awacs. Il missile in questo profilo di lancio attaccherebbe quindi in picchiata attivando il radar solo nella fase terminale del volo, come abbiamo già avuto modo di dire. Fonti russe riportano che abbia anche discrete doti di manovrabilità che gli permetterebbero di intercettare velivoli più piccoli e agili sino ad un massimo di 8 g.

Inizialmente si riteneva che il missile “Vympel” fosse destinato solamente ai Mig-31M, sembra invece che abbia la possibilità di essere integrato sui Mig-29SMT, Sukhoi Su-27, 35S, 37 e sul caccia di quinta generazione Su-57 trasportato nella baie interne. 

Lo sviluppo del Vympel

La storia del missile R-37M è lunga e travagliata e comincia nel 1984 quando l’Unione Sovietica decise di sostituire i missili R-33 (AA-9 “Amos”  in codice Nato). Il missile, allora designato K-37, eseguì il primo test nel 1989. Dopo alterne vicende e ritardi il programma è stato abbandonato nel 1998 per mancanza di fondi e pertanto si decise di ripiegare sull’R-33S, versione migliorata dell’Amos; solo nel 2006 il programma del “Vympel” fu riesumato e la sua prima versione è entrata in servizio nel 2013. 

Attualmente il “Vympel” è il missile aria aria con la portata più grande al mondo: in Occidente, infatti, non esiste un omologo in grado di raggiungere una tale distanza con un tale carico bellico dopo che il missile Aim-54 “Phoenix” è stato ritirato dal servizio nel 2004. Il “Phoenix” entrò in servizio nel 1974 e fece parte della dotazione dell’F-14 “Tomcat”, che insieme al suo radar AN/AWG-9 con oltre 200 km di portata, ne faceva un sistema d’arma formidabile in grado di intercettare i bombardieri sovietici a grande distanza. Il “Phoenix” infatti, aveva una portata di 130 km (in alcune condizioni questa poteva arrivare a 200) ed era in grado di raggiungere una velocità di Mach 5 in alta quota. 

Attualmente il missile aria aria occidentale che più si avvicina alle prestazioni del “Vympel” è l’Aim-120 “Amraam” che nella sua versione D ha una portata massima di circa 180 chilometri. Le altre versioni del missile americano a guida radar arrivano a 75 km per la A/B e 105 km per la C-5, ma sempre con una velocità massima di Mach 4 in alta quota ed una carica bellica di circa 22 chilogrammi. 

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