In un video della Dassault, la notissima industria aeronautica francese, pubblicato dal blog Asian Defence News compare un’animazione al computer del design preliminare del nuovo supercaccia europeo di quinta generazione.

Negli ultimi secondi del filmato di promozione si possono infatti vedere alcune immagini di quello che viene chiamato “European New Generation Aircraft”. Il velivolo appare come un bimotore le cui linee ricordano molto il vecchio progetto della Northrop con il quale aveva partecipato al programma Atf – che poi diede i natali all’odierno F-22 “Raptor” – ovvero il caccia sperimentale YF-23.

Le linee del supercaccia europeo

Nel filmato è possibile osservare le linee generali del nuovo supercaccia europeo da diverse angolazioni che permettono di descriverne alcune caratteristiche: innanzitutto il velivolo sarà dotato di ala trapezoidale senza piani di coda. L’ala infatti si estende per tutta la lunghezza della fusoliera terminando in prossimità degli ugelli dei due motori che, come si può notare da un altra inquadratura nel filmato, sono dotati di spinta vettoriale.

Altra caratteristica saliente è l’assenza di derive verticali: il nuovo caccia quindi con ogni probabilità incorporerà la stessa tecnologia delle “ali volanti” – peraltro già nota alla Dassault nel drone “Neuron” – rendendolo così molto più performante dal punto di vista stealth rispetto ai suoi omologhi americani, russi e cinesi.

La parte anteriore della fusoliera ricorda molto quella del russo Sukhoi Su-57 sebbene risulti essere leggermente più tozza e rastremata con il bordo d’attacco alare ove si aprono le prese d’aria debitamente sagomate per raccordarsi e “annegare” tra ala e fusoliera.

Nel video il velivolo non viene mostrato nella sua parte inferiore pertanto non è possibile capire dove saranno sistemate le, sicuramente presenti, baie per il carico bellico. Fattore non del tutto privo di problematiche dovendo trovare il giusto compromesso tra la capacità di trasportare un’adeguata quantità di carburante, lo spazio dedicato ai due motori con relativi condotti, e ovviamente i sistemi d’arma. Il tutto in un velivolo che sembra essere poco più grande di un F-35 come si può stimare dalla grandezza dell’abitacolo (molto probabilmente monoposto) e del canopy rispetto al resto della macchina.

Anche la sezione frontale ricorda molto quella del YF-23 americano fatto salvo per l’assenza dei piani verticali, ma purtroppo dal render visibile nel filmato non si capiscono molto bene la forma e le dimensioni delle prese d’aria, fattore fondamentale per quanto riguarda la “radar cross section” anteriore di un velivolo.

Il supercaccia sarà davvero europeo?

Il nuovo velivolo dovrebbe vedere la luce nel 2040, e, come scritto da Davide Bartoccini in un recente articolo, per il momento è il frutto di una specifica franco-tedesca per sostituire la linea di Dassault “Rafale” ed Eurofighter “Typhoon” nelle rispettive aeronautiche.

Il progetto dovrebbe diventare esecutivo nel 2021, come si evince dal filmato, ma la vera domanda è se davvero sarà un caccia europeo oppure se si limiterà ad essere un prodotto del nuovo asse tra Parigi e Berlino.

La problematica principale è infatti, oltre a capire come altri Paesi Ue quali Spagna e Italia che sembrano essere interessate al velivolo possano partecipare al progetto ed in che percentuale, sapere che ruolo avrà la Gran Bretagna.

Londra infatti è impegnata su altri due fronti “paralleli”: uno, quello che al momento è meno in linea con l’Europa, con la Turchia per il cacciabombardiere TF-X che vede interessata la Bae e la Rolls Royce, l’altro è quello del Future Combat Air System ovvero il progetto portato avanti insieme da Francia e Uk – con un contributo italiano – per un Ucav (Unmanned Combat Air Vehicle) con cui sostituire anche il “Typhoon”, ammesso che i due dimostratori che dovrebbero essere pronti per l’inizio del nuovo decennio vedano davvero la luce superando lo scetticismo dello stesso Ministero della Difesa inglese.

Al momento i 3 progetti sembrano essere comunque ben avviati. Lo stesso Chris Boardman, Group Managing Director di Bae Systems, ha riferito che l’attuale accordo fra Gran Bretagna e Francia per lo sviluppo congiunto di un Fcas unmanned non sarà compromesso dal nuovo annuncio per il supercaccia europeo a trazione franco-tedesca.

Ci sono delle perplessità però sulla reale possibilità di Parigi e Londra di impegnarsi su due fronti diversi: da una parte il caccia TF-X con la Turchia dall’altra il Fcas con la Francia, che a sua volta è impegnata con la Germania per il nuovo progetto del supercaccia. Germania che è la vera incognita del progetto. Berlino infatti è alle prese con una recessione nel campo delle FFAA disastrosa: sottorganico e con la maggior parte dei mezzi navali, terrestri e aerei fuori servizio o con limitate capacità di combattimento sembra davvero essere la “Cenerentola” d’Europa in fatto di difesa, e la progettazione di un caccia di quinta generazione risulta essere una vera e propria sfida tecnologica.

Le criticità del supercaccia europeo

Al di là di ogni considerazione economica/industriale sulla fattibilità del nuovo supercaccia europeo una domanda dovrebbe avere risposta più di ogni altra: sarà davvero adeguato agli scenari che si presenteranno alla sua entrata in servizio? Essendone prevista la consegna ai reparti non prima del 2040, quindi quando i suoi “parigrado” F-35 e Su-57 avranno accumulato in media 20 anni di servizio attivo, non rischierà di essere già obsoleto? La questione è delicata e non certo facilmente risolvibile quando non sono ancora state ben delineate le sue specifiche operative.

A tal proposito non si capisce ancora bene se il supercaccia europeo sarà di quinta generazione, di generazione 4,5 o addirittura di sesta, ammesso che motori e armamento siano avveniristici al pari di quelli di cui si parla per i progetti americani dei caccia di tal tipo: armi a energia diretta – tipo laser – e propulsione a ciclo variabile che permetterà di avere motori più performanti ad ogni regime di funzionamento e soprattutto di razionalizzare i consumi in funzione della spinta richiesta variando il rapporto di diluizione.