Gli oceani della Terra nel prossimo futuro potrebbero ospitare una nuova generazione di sottomarini da attacco e lanciamissili balistici cinesi “stealth”. Gli ingegneri della Marina della Repubblica Popolare Cinese (Plan, People’s Liberation Army Navy), guidati dal contrammiraglio Ma Weiming, avrebbero concluso lo sviluppo di un propulsore a idrogetto sprovvisto dell’albero di trasmissione, rendendolo silenziosissimo e potenzialmente impossibile da rilevare tramite sonar.

Come funziona?

L’energia del motore è sempre ricavata tramite fusione nucleare, ma il passo tecnologico in avanti riguarda la trasmissione dal reattore alle eliche intubate della stessa energia. Rispetto alle tradizionali propulsioni dei sottomarini, infatti, in questo caso la trasmissione avverrebbe per interazione elettromagnetica, il che permetterebbe di ridurre non solo le emissioni sonore ma anche gli ingombri del motore. Le prime applicazioni di questo motore dovrebbero esserci già nei futuri sottomarini da attacco Type 095, che avranno la propulsione combinata nucleare ed elettrica per renderli “killer silenziosi”. Se questa combinazione dovesse funzionare permetterebbe alla Cina di aumentare la sua potenza navale, trasformandosi in una concreta minaccia agli Stati Uniti anche nel comparto sottomarino. Per il Pentagono, infatti, la Marina cinese è considerata una potenziale minaccia in quel che riguarda le navi di superficie e le capacità missilistiche, ma la flotta di sottomarini statunitensi (così come le portaerei) è sempre stata vista come un punto di forza nel confronto con la Cina, specialmente per via della rumorosità dei battelli in uso alla Plan. Le migliori tecniche di combattimento e i siluri maggiormente performanti fanno il resto.

Uno “strano” particolare

Se la nuova tipologia di propulsione dovesse funzionare, però, per gli Stati Uniti potrebbe essere un concreto pericolo, con i sottomarini cinesi che potrebbero avvicinarsi “indisturbati” –o quasi– alle installazioni e alle navi della Marina americana. A essere “particolare” vi è anche un altro aspetto, ovvero che i media cinesi per la prima volta hanno parlato apertamente di tecnologie precedentemente segrete. Questo potrebbe significare che i test svolti dai tecnici della Plan abbiano dato esito positivo e che, presto, la nuova propulsione sarà sottoposta a delle vere e proprie prove in mare. Inoltre, la nuova tecnologia in futuro potrebbe essere modificata per adattarla anche agli scafi delle navi da superficie, che gioverebbero della silenziosità dei motori in teatro operativo rendendole difficili da intercettare tramite sonar. Questo inaugurerebbe una nuova fase del confronto tra Cina e Stati Uniti, specialmente perché la US Navy non avrebbe più la supremazia marittima derivata dalle maggiori tecnologie a disposizione.

Difficili i cambiamenti nel warfare

La gara a sviluppare sottomarini maggiormente “silenziosi”, però, potrebbe essere una competizione inutile. In caso di conflitto a fare la differenza sarebbero le capacità e le tattiche operative delle diverse marine, alle quali andrebbe aggiunta l’esperienza e l’intuito dei comandanti e dei rispettivi equipaggi. Ma nella guerra sotto il livello dell’acqua esiste un’altra variabile importante, ovvero i sensori acustici di rilevamento un campo in cui eccellono gli Stati Uniti. Questi sono il vero ago della bilancia, perché seppure la Cina dovesse sviluppare sottomarini silenziosissimi incontrerebbe molte difficoltà nell’individuare i battelli statunitensi se al tempo stesso non riuscirà a pareggiare le capacità tecnologiche nella sensoristica degli Stati Uniti.

Ma quella del contrammiraglio Ma Weiming potrebbe essere stata una mossa propagandistica per spaventare e impressionare gli Stati Uniti, che stanno lavorando (insieme al Regno Unito) allo sviluppo di questa propulsione per equipaggiare dal gli Ssbn (Sottomarino lanciamissili balistici) classe Columbia, destinati a diventare operativi nel 2030. I sottomarini Tipo 095, invece, dovrebbero entrare in servizio nel 2020 con i primi della classe che saranno equipaggiati dai tradizionali motori nucleari, ma che verranno impiegati anche come “banco di prova” per il propulsore a idrogetto illustrato da Ma Weiming. L’obiettivo cinese sembra sempre più essere quello di raggiungere, nel prossimo futuro, le pari capacità degli Stati Uniti, così da cercare di superarli e di assicurarsi la supremazia marittima a partire dal 2050.

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