La geopolitica della corsa allo spazio
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Da 60.000 a 100.000 militari schierati in Europa. Gli Stati Uniti confermano, anzi potrebbero rafforzare, la loro presenza nel Vecchio Continente di fronte alla minaccia rappresentata dalla Russia dopo lo scoppio della Guerra in Ucraina.

La notizia è stata riportata dalla Cnn che ha citato fonti del Pentagono. Ricordiamo che prima dello scoppio delle ostilità in terra ucraina la presenza statunitense sul suolo europeo si aggirava, appunto, attorno alle 60mila unità. Che potrebbero, dunque, essere aumentate di 40mila effettivi.

Ma non è finita qui, perché nel prossimo futuro i suddetti numeri potrebbero aumentare se la Nato dovesse effettuare più esercitazioni militari nella regione, o qualora la sicurezza in loco dovesse peggiorare, magari per via di ipotetiche minacce russe nei confronti di Svezia e Finlandia.

In entrambi i casi non è da escludere l’apertura da parte di Washington di ulteriori basi nel cuore dell’Europa. Il piano, ancora molto approssimativo, è in fase di studio. I capi militari della Nato stanno formulando le raccomandazioni da sottoporre a giugno, quando andrà in scena in quel di Madrid una riunione alla quale saranno presenti i ministri della Difesa e i leader dei Paesi della Nato.



Gli Usa consolidano la presenza militare in Europa

Gli Stati Uniti, come detto, hanno incrementato la loro potenza di fuoco aggiungendo decine di migliaia di soldati sullo scacchiere europeo, nonché risorse militari a quei Paesi che si trovano lungo il fianco orientale del continente. Duplice l’obiettivo: sostenere la Nato e, al tempo stesso, scoraggiare la Russia dall’effettuare nuove operazioni militari.

Lo scorso aprile il capo di stato maggiore dell’esercito Usa, generale Mark Milley, ha dichiarato ai membri del Congresso di sostenere la creazione di basi statunitensi permanenti in Europa orientale proprio in risposta all’attacco russo ai danni dell’Ucraina.

Ricordiamo che, fino a questo momento, gli Stati Uniti hanno aggiunto migliaia di truppe in Europa con rotazioni temporanee, schierato risorse militari aggiuntive per sostenere otto nuovi gruppi tattici della Nato, e inviato, infine, miliardi e miliardi di dollari in assistenza militare all’Ucraina.

La mossa di Washington

Il Pentagono ha affermato che la presenza del contingente Usa in Europa orientale sarà mantenuta per le prossime settimane e mesi. È pur vero che Svezia e Finlandia sono pronte ad aderire alla Nato, e dunque molti funzionari statunitensi ritengono che non siano necessarie ulteriori forze aggiuntive da schierare nel Vecchio Continente, a meno che la Russia non dovesse minacciare i due Paesi nordici. In che modo? Ad esempio spostando le sue armi, avvicinandole al confine finlandese o in direzione di quello svedese.

“Questa aggressione illegale provocata da parte di Putin ha l’effetto di cambiare l’architettura di sicurezza nella regione per qualche tempo a venire”, ha detto recentemente il Segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin. “Ci aspettiamo che la nostra impronta cambierà. In termini di quanto cambierà il contributo degli Stati Uniti, questo resta da vedere”, ha quindi aggiunto lo stesso Austin, facendo intendere imminenti modifiche.

Anche il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, e il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, hanno accennato ad un cambiamento permanente in merito alla posizione militare dell’Alleanza Atlantica in Europa orientale.

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