La geopolitica della corsa allo spazio
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Le forze del Cremlino accelereranno le operazioni militari in Ucraina. Nelle ultime ore il Ministro della Difesa russo, Sergej Shoigu, ha incontrato il leader ceceno Ramzan Kadyrov rilanciando l’avanzata di Mosca nel Donbass.

Per conquistare l’intero Donbass, gli uomini di Vladimir Putin devono conquistare gli oblast di Lugansk e Donetsk. Il primo è quasi sotto controllo: in base alle informazioni pervenute, pare che una forbice compresa tra il 70 e il 95% del suo territorio sarebbe già finita in mano ai russi. Il discorso è ben diverso per la regione di Donetsk. Già, perché la Russia si concentrerà su questo nuovo obiettivo soltanto dopo aver chiuso il discorso Lugansk.

Il problema più grande è che l’esercito russo, pur continuando ad avanzare nel Lugansk, sta subendo perdite piuttosto importanti. L’intelligence britannica sostiene che il Cremlino conquisterà molto probabilmente l’oblast nell’arco delle prossime due settimane, anche se – ed è questo il passaggio chiave – ad un costo significativo. Significa che Mosca non potrà subito passare alla presa di Donetsk, non prima di riorganizzare i ranghi e leccarsi le ferite.



Gli obiettivi di Mosca

La situazione, nel Donbass, è più complessa del previsto. È vero che l’inerzia della guerra, come abbiamo più volte sottolineato, sembra essersi spostata in favore della Russia. È tuttavia altrettanto vero che le conquiste di Mosca hanno un costo sempre più alto, tanto in termini temporali – richiedono giorni e giorni di assalti e assedi – quanto in termini di vite umane. Il paradosso è che molto presto il Cremlino potrebbe annunciare nuove vittorie, come il centro di Severodonetsk, l’intero oblast di Lugansk, Donetsk e quindi l’intero Donbass, ma ad un prezzo più alto del reale valore strategico e militare del bottino conquistato.

Tornando al presente, i riflettori sono puntati sulla citata Severodonetsk, dove i combattimenti proseguono senza sosta. Gli analisti di Forbes hanno però concentrato la loro attenzione su altri due imminenti obiettivi  di Mosca. Il primo coincide con una piccola città chiamata Siversk, mentre il secondo con una strada particolarmente scomoda che la attraversa. Siversk è collocata in una posizione strategica, a cavallo dell’ultima strada più importante che collega, da ovest verso est, Kramatorsk, Bakhmut e Severodonestk.

La strategia del Cremlino

Cerchiamo di capire come potrebbe muoversi l’esercito russo da qui ai prossimi giorni per completare la conquista del Donbass. Al momento le forze del Cremlino controllano il territorio a nord di Severodonestk, intorno alla città di Lyman, e pure l’area a sud, nei pressi di Popasna. Detto altrimenti, includento il nodo Siversk, la città di Severodonestk rischia di ritrovarsi circondata, senza considerare che i soldati russi sono già entrati in periferia e in alcuni quartieri del centro urbano.

Come hanno sottolineato fonti militari di Kiev, i russi stanno cercando di migliorare la loro situazione tattica in direzione di Bakhmut. Per quale motivo? L’obiettivo russo è chiaro: interrompere la logistica delle truppe ucraine. Siversk e la strada che porta a questa città sono quindi bersagli fondamentali per tagliare fuori la linea di rifornimento di Kiev diretta alla guarnigione di Severodonetsk.

In assenza del citato collegamento stradale, la resistenza ucraina di Severodonestk dovrebbe infatti fare affidamento sulle scorte rimaste in città. A quel punto Mosca avrebbe completato il suo scacco matto nel Donbass. Ecco perché gli analisti sostengono che la battaglia per Siversk – considerata imminente – sarà tanto brutale quanto decisiva. Torniamo però al ragionamento iniziale: la Russia canterà vittoria, ma lo farà per aver conquistato alcuni piccole città e qualche strada dissestata. Mosca si accontenterà del Donbass?

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