“Pesanti bombardamenti su Gaza”: Netanyahu strappa con Hamas e ordina gli attacchi sulla Striscia. Cessate il fuoco a rischio

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Benjamin Netanyahu ha ordinato di colpire pesantemente Gaza dopo che Israele ha dichiarato che Hamas ha compiuto violazioni del cessate il fuoco concordato a inizio mese a Sharm-el-Sheikh.

Oggi il Times of Israel ha riportato che dei militanti avrebbero colpito con armi da fuoco un convoglio militare di truppe dello Stato Ebraico in movimento a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Notare che il Times ha dichiarato apparent, presunto, il fatto che questi attacchi potessero rappresentare una violazione del cessate il fuoco, come a stemperare le tensioni.

Inoltre, Netanyahu contesta ad Hamas lungaggini e ritardi nella consegna dei corpi degli ostaggi rapiti il 7 ottobre 2023 e deceduti durante la prigionia. Questo combinato disposto ha spinto il primo ministro a ordinare “attacchi immediati e potenti nella Striscia di Gaza” dopo quella che è stata ritenuta una violazione ulteriore del cessate il fuoco. La realtà, come abbiamo scritto, è più complessa e quantomeno le violazioni possono essere imputate sia a Israele che ad Hamas.

Netanyahu ha però da giorni dovuto subire la pressione degli alleati di estrema destra, Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, che stanno pressando sul primo ministro per far sì che la guerra a Gaza sia portata a termine con la totale occupazione dell’enclave palestinese. Lo strappo con Hamas arriva il giorno dopo che Marco Rubio, Segretario di Stato Usa, ha segnalato che Israele è “libera di difendersi” quando percepisce violazioni del cessate il fuoco, di fatto annacquando il ruolo dei mediatori (Egitto, Turchia e Qatar) che dovrebbero stabilire quali fattispecie siano da definire tali.

Hamas, dal canto suo, dichiara che è Israele a violare la tregua. Come ha riportato Al Jazeera, “le Brigate Qassam hanno sottolineato che qualsiasi escalation israeliana ostacolerà le operazioni di ricerca, scavo e recupero dei corpi, il che comporterà un ritardo nel recupero dei corpi dei prigionieri deceduti”. E, come ha aggiunto la testata basta in Qatar, a Gaza è esplosa la paura perché nella Striscia “La gente sapeva che questo cessate il fuoco sarebbe stato fragile e aveva paura da quando in precedenza si era verificato un incidente con spari ed esplosioni nel sud di Rafah. Non è la prima volta che si verificano episodi di violenza e Israele lancia attacchi”, e sono almeno 150 i morti in attacchi israeliani dalla tregua a oggi. Un cessate il fuoco molto sui generis. Oggi ancora più vicino al punto di rottura.

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